welfare

Su Politiche Piemonte un nostro contributo che propone di ampliare lo sguardo sulle politiche di conciliazione: non solo strumenti per sostenere l’occupazione femminile, ma politiche capaci di garantire il diritto al lavoro, alla cura e al tempo
L’approvazione del Piano d’azione nazionale per l’economia sociale è un passaggio importante che rappresenta un cambio di prospettiva, ma perché si realizzi davvero sono necessarie tre condizioni. L’obiettivo, del resto, è ambizioso: costruire un diverso rapporto tra Stato, mercato e società.
Non basta aprire sedi o sportelli di prossimità: bisogna avere la capacità di proiettarsi verso l'esterno, nella complessità degli ecosistemi. È una delle tante cose apprese nell'esperienza delle Portinerie di comunità, che ora propone una Scuola per chi vuole diventare attivatore di comunità.
Il terzo Rapporto sull'Agenda FAST, "Ripartenze possibili", sposta il fuoco sui cosiddetti giovani adulti, che le statistiche internazionali e le misure di policy quasi non rilevano. I dati raccontano un miglioramento apparente e tre fratture profonde, mentre i casi analizzati sul campo mostrano che la domanda di questa fascia di età non è assente, ma è esclusa dai criteri con cui la misuriamo.
Il volume finale del progetto AGE-IT propone un'analisi sistemica e interdisciplinare del tema dell'invecchiamento, integrando riflessioni filosofico-politiche, ricerche empiriche e valutazione delle politiche pubbliche. Descrive da diverse prospettive una trasformazione che impone di ripensare la giustizia tra le generazioni.
The publication brings together the main insights from the dialogue between institutions, international organisations and stakeholders on the shared challenges facing long-term care systems.
Elio Borgonovi, partendo dalla recente proposta di riforma elaborata da accademici ed esperti, spiega perché la tutela della salute sarà sempre meno collegata a luoghi e strutture e dovrà seguire le persone là dove vivono per garantire equità e sostenibilità
Diversi dati confermano la diffusione del welfare anche nelle piccole e medie imprese, ma quasi solo nella forma del sostegno al reddito. Conciliazione, cura e flessibilità restano indietro, con forti differenze legate a dimensione e territorio. Per valorizzare la dimensione sociale servirebbe più collaborazione tra organizzazioni, anche attraverso la costruzione di reti
Francesco Longo, a partire dalla recente proposta di riforma elaborata da oltre 40 accademici ed esperti, approfondisce i tre livelli di governo del SSN su cui intervenire per evitare l’ulteriore indebolimento del sistema della salute italiano.
La Commissione propone un quadro unico per tracciare spesa e risultati del prossimo QFP 2028-2034. L’obiettivo è garantire standardizzazione e trasparenza contro la frammentazione attuale. Ma Comitato delle Regioni, Corte dei Conti e società civile sollevano dubbi su impatto sociale e oneri amministrativi
Le persone chiedono strumenti capaci di migliorare la qualità della vita quotidiana, ridurre lo stress, favorire la conciliazione e rendere più accessibili i servizi esistenti. A dirlo è una recente ricerca condotta in provincia di Cuneo da Percorsi di Secondo Welfare, che fotografa una situazione comune a molti territori del nostro Paese.
Alcune aziende e realtà mutualistiche stanno iniziando a dare risposte concrete in materia di procreazione medicalmente assistita e social freezing, aprendo però interrogativi sul ruolo del welfare privato e sulla necessità di un approccio più ampio alla conciliazione vita-lavoro.
Un documento sottoscritto da oltre quaranta studiosi di quindici università italiane rilancia la necessità di una riforma organica del Servizio Sanitario Nazionale. Tra priorità esplicite, governance a più livelli e integrazione tra risorse pubbliche e private, va delinandosi una prospettiva che ha molto a che fare con il secondo welfare
Sebbene alcune delle principali innovazioni che stanno attraversando il welfare locale vengano considerate come percorsi distinti, esse sembrano condividere una medesima finalità: rafforzare la capacità dei sistemi territoriali di comprendere la realtà nella quale operano e orientare le decisioni.
Negli ultimi anni sono andate affermandosi norme, misure e pratiche che selezionano, marginalizzano, disciplinano, e talvolta persino perseguitano, chi dovrebbe essere protetto. Si tratta del cosiddetto welfare controintuitivo e discriminatorio, al centro del fascicolo 3/2025 di Politiche Sociali/Social Policies.