LTC

Oggi in Italia le persone con più di 65 anni sono quasi 14 milioni, pari al 23% della popolazione, il dato più alto di tutta l’Unione Europea . Secondo le proiezioni diventeranno il 34% entro il 2050. Tra poco meno di trent’anni 1 cittadino su 3 sarà anziano, con tutto quello che questa condizione comporta. Specialmente nelle fasi finali della vita.

Difficoltà motorie, comorbilità, solitudine, compromissioni dell’autonomia nelle attività quotidiane di cura: sono solo alcune delle sfide legate alla non autosufficienza che riguardano – e sempre più riguarderanno – il nostro welfare. Oggi il sistema fatica infatti ad affrontare le tante necessità che interessano l’anzianità nelle sue diverse sfaccettature e non riesce ancora ad agire preventivamente per ritardare la perdita dell’autonomia.

In questo senso capire come riformare il nostro sistema di Long Term Care (LTC), ovvero l’insieme dei servizi dedicati alla cura e all’assistenza degli anziani non autosufficienti, appare cruciale. Soprattutto alla luce della pandemia da Covid-19, che ha acceso l’attenzione su questo tema, e delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che offrono opportunità di investimento inedite sul fronte sociale e sociosanitario.

Secondo Welfare ha scelto di occuparsene con un focus tematico che possa aiutare a comprendere meglio le questioni che riguardano la LTC e su cui occorre riflettere. Partendo dalle proposte avanzate dal “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, che getta le basi su cui costruire il nuovo sistema, andremo ad approfondire la struttura del nuovo Servizio nazionale di assistenza anziani (SNA), la governance delle politiche, la valutazione delle misure, lo sviluppo dei sistemi di finanziamento e le possibili integrazioni tra Pubblico e privato.

Flaviano Zandonai, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Easy Care, ci propone alcuni dati sull’utilizzo dell’Indennità di Accompagnamento da parte di cittadini con problematiche legate alla Long Term Care.
Social Impact Agenda per l’Italia sta realizzando una serie di paper per capire i nessi possibili tra il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e la finanza a impatto. In questo articolo vi raccontiamo il secondo approfondimento curato da Giuseppe Guerini.
Le organizzazioni del “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” hanno scritto una lettera aperta al Presidente Draghi e ai Ministri Orlando e Speranza, affermando che “è arrivato il momento del Sistema Nazionale Assistenza Anziani”.
In questo articolo Franco Pesaresi, membro del Network Non Autosufficienza (NNA) e di Asiquas, Associazione Italiana per la Qualità dell'Assistenza Sanitaria e Sociale, approfondisce il modello assistenziale proposto dal “Patto per un nuovo welfare per la non autosufficienza" e la sua capacità di rispondere ai bisogni degli anziani.
Pochi giorni fa Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza ha pubblicato le proprie proposte per l’introduzione di un Sistema Nazionale di Assistenza agli anziani. L'obiettivo è impostare una riforma organica del sistema della Long Term Care che l'Italia attende da 20 anni.
Il 2022 potrebbe essere decisivo per affrontare la riforma dei servizi per i non autosufficienti e offrire nuove opportunità di cura per gli anziani. Al nostro Paese mancano infatti gli strumenti adeguati per affrontare questo cambiamento epocale. Ne parliamo nella nostra inchiesta per Buone Notizie.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanzierà più di sette miliardi di euro per il sostegno agli anziani non autosufficienti. Per Maurizio Ferrera qui si gioca la sostenibilità del nostro sistema di welfare e quindi occorre particolare attenzione.
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