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La crisi sanitaria in corso ha fatto emergere con chiarezza le conseguenze dei mancati investimenti sul fronte del welfare territoriale. Secondo i dati Istat più recenti è evidente come ci sia un generale sotto finanziamento di alcuni interventi e come permanga un forte squilibrio tra Nord e Sud. Resta inoltre aperta la questione della definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni. Ce ne parla Gianluca Budano.
Gianluca Budano ci racconta i risultati di una recente ricerca promossa dalle ACLI sul tema delle migrazioni sanitarie legate alle malattie dei bambini. Si tratta di un fenomeno che provoca nelle famiglie numerosi disagi psicologici, sociali, relazionali e economici, che tuttavia sono spesso ignorati perché l'attenzione si concentra totalmente sull'aspetto sanitario. Per questo occorre pensare a nuove forme di sostegno attente anche alla dimensione relazionale.
Durante i giorni del lockdown, Giulia Galera ha realizzato un'inchiesta su come il nostro sistema sanitario e sociosanitario ha affrontato, in quel periodo, l'emergenza Covid. La ricercatrice di Euricse ha intervistato operatori e dirigenti sanitari, responsabili di soggetti pubblici e di Terzo settore, annotando, confrontando e rielaborando le loro opinioni. L'inchiesta ha raccolto e ordinato l'imponente mole di contributi pubblicati in queste settimane sul tema.
La pandemia di Covid-19 ha messo a nudo enormi criticità del nostro sistema sanitario e socio-assistenziale. Proprio per questa ragione il tema della dimensione organizzativa e degli strumenti di management dei servizi sanitari appare di particolare rilievo per il prossimo futuro. Per approfondire questi aspetti abbiamo intervistato Maddalena Sorrentino, professoressa dell'Università degli Studi di Milano e Presidente del Corso di Laurea in Management Pubblico e della Sanità.
Negli ultimi anni i progressivi tagli alla sanità hanno ridotto l'efficacia del SSN sul fronte ospedaliero, distrettuale e della prevenzione. Ciò è stato reso ancora più evidente dalla pandemia di Covid-19. In questo contributo, Gianluca Budano e David Recchia di ACLI cercano di approfondire questo fenomeno prendendo in analisi alcuni indicatori sintetici riguardanti il nostro sistema sanitario.
L'indagine realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità, pur con alcuni limiti, aiuta a raccogliere dati omogenei sull’impatto e la gestione del Covid-19 nelle RSA. I dati confermano che le azioni manageriali e gestionali dei singoli possono compensare alcune mancanze nelle politiche di sistema, ma anche che l’assenza di coordinamento, programmazione e raccolta di evidenze solide continua a minare qualsiasi sforzo individuale.
Esperienze internazionali di successo, insieme a linee guida e piattaforme sviluppate dall'Unione Europea, possono essere strumenti fondamentali per affrontare le sfide sempre più complesse a cui è e sarà sottoposto il Sistema Sanitario Nazionale. Raffaella De Felice ci offre alcuni spunti di riflessione sul ruolo dell'impact investing (anche) in questa situazione di emergenza.
La Manovra per il 2019 ha previsto uno stazionamento di 114,4 miliardi di euro per il sistema sanitario: un miliardo in più rispetto all'anno precedente. Ma queste risorse saranno sufficienti a frenare il progressivo declino della sanità del nostro Paese? No, secondo Giancarlo Magni. Sullo sfondo c'è infatti il rischio concreto che l'Esecutivo voglia procedere con il rafforzamento dell'autonomia regionale in materia di sanità, imboccando la pericolosa strada del regionalismo differenziato.
Considerando il rapido invecchiamento della popolazione, i costi crescenti delle tecnologie mediche e i vincoli di bilancio sorge oggi spontanea una domanda: per quanto potremo ancora permetterci una sanità universalistica a finanziamento pubblico? Secondo Maurizio Ferrera le strade da seguire per assicurare l'universalità del nostro Servizio Sanitario Nazionale sono due: selezionare le prestazione da erogare a tutti in base a criteri di costo-efficacia e definire le forme di compartecipazione alla spesa in base al reddito.