Primo Welfare

Con il termine “primo welfare” ci riferiamo al sistema tradizionale di protezione sociale organizzato e gestito dallo Stato tra fine Ottocento e inizio Novecento per rispondere a rischi e bisogni sociali dei cittadini. Per questo esso è spesso indicato anche come “Welfare State” o “Stato Sociale”

Il primo welfare include una serie di politiche pubbliche e programmi “essenziali” – come pensioni, assistenza sanitaria, tutele contro la disoccupazione, istruzione, politiche per la famiglia, politiche abitative, etc. – che intendono garantire il benessere dei cittadini attraverso la redistribuzione delle risorse e la fornitura di servizi.

Il primo welfare rappresenta quindi la base del sistema di protezione sociale. Su di esso si innestano le evoluzioni e le integrazioni del secondo welfare, che coinvolge attori non-pubblici (Terzo Settore, aziende, corpi intermedi…) per rispondere ai rischi e bisogni in una logica sussidiaria e integrativa rispetto alle politiche pubbliche tradizionali.

Di seguito i nostri articoli in cui approfondiamo dinamiche e esperienze realizzate nel perimetro del primo welfare.

Un articolo pubblicato su Social Policy & Administration indaga diffusione e qualità del welfare occupazionale nelle cooperative: misure relativamente diffuse, ma schiacciate dai vincoli economici, usate come integrazione indiretta di salari bassi e distribuite secondo un chiaro "effetto Matteo".
Su Politiche Piemonte un nostro contributo che propone di ampliare lo sguardo sulle politiche di conciliazione: non solo strumenti per sostenere l’occupazione femminile, ma politiche capaci di garantire il diritto al lavoro, alla cura e al tempo
L’approvazione del Piano d’azione nazionale per l’economia sociale è un passaggio importante che rappresenta un cambio di prospettiva, ma perché si realizzi davvero sono necessarie tre condizioni. L’obiettivo, del resto, è ambizioso: costruire un diverso rapporto tra Stato, mercato e società.
La scienza ci aveva avvertito: le ondate di calore sono sempre più forti e lunghe, e quest’anno lo abbiamo sperimentato come forse mai prima. Ma abbiamo visto anche tanti territori iniziare a mobilitarsi per ridurre le conseguenze di fenomeni con cui dobbiamo imparare a convivere. Per evitare di far pagare la crisi climatica soprattutto ai più deboli ora servono una regia e dei sostegni nazionali per dare risposte sistemiche.
Il terzo Rapporto sull'Agenda FAST, "Ripartenze possibili", sposta il fuoco sui cosiddetti giovani adulti, che le statistiche internazionali e le misure di policy quasi non rilevano. I dati raccontano un miglioramento apparente e tre fratture profonde, mentre i casi analizzati sul campo mostrano che la domanda di questa fascia di età non è assente, ma è esclusa dai criteri con cui la misuriamo.
Il volume finale del progetto AGE-IT propone un'analisi sistemica e interdisciplinare del tema dell'invecchiamento, integrando riflessioni filosofico-politiche, ricerche empiriche e valutazione delle politiche pubbliche. Descrive da diverse prospettive una trasformazione che impone di ripensare la giustizia tra le generazioni.
Dando voce a persone “innamorate di problemi” che quotidianamente cercano di tradurre la ricerca in interventi concreti, EconomEthics Podcast vuole far dialogare dimensioni che oggi appaiono quanto mai lontane. Per farlo ricorre a direttrici verticali e orizzontali che offrono spunti interessanti (anche) per il paradigma del secondo welfare.
Sul Corriere della Sera Maurizio Ferrera riflette sul crescente squilibrio generazionale nelle democrazie europee e sugli strumenti necessari per dare più peso agli interessi dei giovani e delle generazioni future.
Elio Borgonovi, partendo dalla recente proposta di riforma elaborata da accademici ed esperti, spiega perché la tutela della salute sarà sempre meno collegata a luoghi e strutture e dovrà seguire le persone là dove vivono per garantire equità e sostenibilità
Francesco Longo, a partire dalla recente proposta di riforma elaborata da oltre 40 accademici ed esperti, approfondisce i tre livelli di governo del SSN su cui intervenire per evitare l’ulteriore indebolimento del sistema della salute italiano.
La Commissione propone un quadro unico per tracciare spesa e risultati del prossimo QFP 2028-2034. L’obiettivo è garantire standardizzazione e trasparenza contro la frammentazione attuale. Ma Comitato delle Regioni, Corte dei Conti e società civile sollevano dubbi su impatto sociale e oneri amministrativi
Una ricerca condotta sull’esperienza del Comune calabrese, unico ente locale del Sud coinvolto nella prima di sperimentazione, mostra un modello condiviso nei principi, ma ancora fragile nella pratica. Ritardi, carenza di risorse e difficoltà di coordinamento frenano una riforma che punta a mettere le persone con disabilità davvero al centro.
Alla presentazione del XXV Rapporto annuale il Presidente dell'INPS Gabriele Fava ha descritto un sistema solido, grazie soprattutto alla crescita degli occupati, che punta sul concetto di welfare generativo