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La bassa partecipazione femminile al mondo del lavoro e l’alta incidenza della povertà educativa minorile, entrambe acuite dalla pandemia da Covid-19, sono due questioni fra loro strettamente collegate. Per questo, affrontarle significa mettere in campo misure che pongano in sinergia interventi per le politiche attive per il lavoro, la conciliazione e l’ambito educativo, e che mettano a fattor comune le competenze di attori pubblici, privati e del Terzo Settore.

Partendo da questo presupposto la Fondazione Compagnia di San Paolo ha lanciato la Call for Action Equilibri – Una sfida per le reti territoriali: lavoro delle donne e percorsi educativi di bambine e bambini. L’obiettivo? Rafforzare e sviluppare l’infrastrutturazione sociale di sistemi territoriali capaci di consolidare forme di collaborazione e capacità di risposte integrate per promuovere lavoro femminile, servizi di conciliazione e di cura, misure di contrasto alla povertà educativa e servizi educativi di qualità.

La genesi di Equilibri

La call è frutto di un lungo lavoro di riflessione affrontato dalla Compagnia grazie al supporto di Percorsi di secondo welfare, che si è occupato di realizzare un ampio studio di fattibilità per immaginare le politiche necessarie ad affrontare sinergicamente la bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro e l’aumento della povertà educativa tra i minori.

Occupazione femminile, mai così male

La pandemia ha acuito problemi presenti da tempo nella società italiana in tema di lavoro femminile. Nel 2020 il gap tra il tasso di occupazione delle donne e degli uomini era di 20 punti: 52,7% contro il 72,6% dei casi. A determinare questa enorme distanza sono soprattutto gli oneri di cura verso i minori: le donne con almeno un figlio di età inferiore ai sei anni sono occupate nel 53,4% dei casi, mentre quelle senza figli per il 71,9%. Comunque sempre al di sotto del tasso maschile. E anche chi lavora non lo fa al pieno delle proprie possibilità. Le donne sotto-occupate (5,7% del totale delle donne occupate) sono il doppio degli uomini (il 2,3%), mentre quelle che si adattano a lavorare part-time in assenza di opportunità di lavoro a tempo pieno sono il 4,4% delle lavoratrici, anche in questo caso il doppio degli uomini (2,2%). In generale, le donne sono occupate con un contratto temporaneo quattro volte più spesso rispetto agli uomini (32% contro 8%).

Il legame con la povertà minorile

Questa scarsa partecipazione delle donne al mondo del lavoro non ha effetti solo sulle madri ma anche sui loro figli, che sono esposti a un maggior rischio di povertà. Nel 2020 erano in povertà assoluta 1 milione 337mila minori (13,5%, rispetto al 9,4% del totale degli individui) e nel quadro della pandemia bambini e ragazzi hanno sperimentato una condizione di deprivazione educativa e culturale che gli analisti definiscono grave, a causa della mancanza o della riduzione della socializzazione scolastica, amicale e in generale esistenziale extrafamiliare. Com un mix di criticità la crisi pandemica è intervenuta a compromettere il percorso educativo e scolastico: l’inadeguatezza degli spazi domestici adibiti allo studio, l’insufficienza dei mezzi informatici a casa, la carenza di sufficienti competenze digitali, anche da parte degli adulti, genitori, insegnanti ed educatori.

Gli interventi che servirebbero

In questo contesto, le politiche educative e di conciliazione sono strategiche per contrastare la povertà presente e futura. Attraverso queste politiche, infatti, è possibile combattere la povertà materiale dei bambini e contrastare la povertà educativa. Una visione di questo tipo rispecchia quanto promosso a livello europeo e nazionale. Recentemente, infatti, l’Unione Europea ha approvato la Child Guarantee per prevenire e combattere l’esclusione sociale dei bambini mentre il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) vuole sostenere l’occupazione femminile anche attraverso il potenziamento delle misure di conciliazione e degli interventi educativi rivolti ai minori. Eppure, guardando ai sistemi di welfare locali, la pandemia ha evidenziato come la messa a terra di misure che possano contrastare la povertà educativa e favorire il lavoro delle donne passa soprattutto da iniziative coordinate e di rete.

Come funziona la call

Da qui è nata l’idea di Equilibri.  L’iniziativa, che rientra nell’Obiettivo Persone della Fondazione e, in particolare, nelle Missioni Favorire il lavoro dignitoso ed Educare per crescere insieme, intende consentire di sperimentare modalità di intervento innovative che potranno successivamente integrarsi con le politiche europee, nazionali e regionali che saranno realizzate nei prossimi anni proprio grazie alle risorse del PNRR e della programmazione UE 2021-2027.

Partenariati e obiettivi

La call for action si rivolge a partenariati pubblico-privati attivi in specifici territori della Regione Piemonte (esclusa la Città di Torino), costituiti da almeno un ente pubblico e almeno due enti non profit con competenze nell’area dei servizi al lavoro, educazione e conciliazione, che abbiano tra i propri obiettivi:

  • favorire l’ingresso e la permanenza al lavoro di donne a rischio o in situazione di svantaggio con  figli minori, disoccupate e/o inattive, o occupate con bisogni di conciliazione;
  • garantire la fruizione da parte dei loro figli minori di percorsi educativi di qualità e misure di contrasto della povertà educativa;
  • sperimentare azioni sistemiche di welfare aziendale e welfare di comunità attraverso la collaborazione di un’ampia rete di servizi, aziende e di attori, anche non convenzionali.

Tali progettualità dovranno essere rivolte donne a rischio o in situazione di svantaggio, con figli minori, disoccupate e/o inattive, o occupate con basso reddito (anche con Partita IVA, microimprenditrici) e con bisogni di conciliazione; minori da 0 a 17 anni, figli delle donne che verranno coinvolte negli interventi e loro coetanei.

Le fasi della call

La call si articolerà in due fasi. Nella prima fase (call for action) i partenariati che intendono accettare la sfida presenteranno una prima idea progettuale, sottoponendo una richiesta online entro il 21 febbraio 2022. Al termine dell’istruttoria, saranno selezionate le candidature proposte da due sistemi territoriali piemontesi. Nella seconda fase la Compagnia avvierà un percorso di co-progettazione e condivisione degli obiettivi strategici, da ritenersi obbligatorio e vincolante ai fini della deliberazione degli eventuali contributi. Le progettazioni di dettaglio che emergeranno dal percorso di co-progettazione verranno portate alla valutazione degli organi deliberativi della Compagnia di San Paolo per l’eventuale contributo entro il secondo semestre del 2022.

Risorse a disposizione

L’investimento complessivo della Compagnia sugli interventi che verranno selezionati sarà in totale pari a € 2.250.000. Il contributo della Compagnia a ciascun progetto coprirà fino al 90% dei costi e non potrà essere inferiore a € 500.000 per proposta progettuale.


Per approfondire

Consulta il testo completo del bando Equilibri