#Parità

La parità di genere rappresenta un obiettivo ambizioso ma necessario. Per questo studiamo le condizioni di vita e lavoro delle donne, approfondendo temi come l’occupazione femminile, il work life balance e la conciliazione. Approfondisci il Goal 5 sul sito di ASviS.

Quello della sostenibilità è ormai un tema ricorrente nel dibattito pubblico. Per tale ragione, da giugno 2020 abbiamo scelto di approfondire i nessi tra i cambiamenti in atto nel welfare italiano e i 17 Sustainable Development Goals, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU.

L’Osservatorio annuale del provider ci permette di conoscere i comportamenti di imprese e dipendenti nelle scelte riguardanti il welfare aziendale. Tra i maggiori consumi ci sono i fringe benefit, che rappresentano più del 30% della spesa totale.
Maggiori ingressi regolari di lavoratori stranieri possono migliorare la situazione demografica del nostro Paese? Si, ma bisogna tenere conto che il decreto flussi è uno strumento vecchio e inefficiente che nel tempo ha depotenziato questa dinamica.
Lo pensano Anton Hemerijck e Manos Matsaganis, che hanno appena pubblicato un volume sul tema. Li abbiamo intervistati e abbiamo capito che il Welfare State nell'Unione Europea è uscito rafforzato dalle crisi degli ultimi anni. Ma la situazione non è uguale in tutti i Paesi: in alcuni, come l'Italia, il nodo del finanziamento e le scelte di spesa restano temi su cui riflettere.
Sebbene diversi indicatori mostrino come in città l'occupazione femminile sia ampiamente migliore rispetto alla media italiana, andare oltre i numeri permette di comprendere la complessa relazione tra quantità e qualità dell’occupazione e gli svantaggi che si "cumulano" sulle donne. È quello che ha fatto il progetto CITILab.
Gigi De Palo, nel corso dell'ultima edizione degli Stati generali della Natalità, ha proposto la creazione di una struttura governativa "neutra e snella composta dalle forze migliori del Paese".
Il Servizio Analisi Criminale del Ministero dell'Interno, in collaborazione con la Consulta delle ragazze e dei ragazzi presso l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, ha realizzato un questionario rivolto a giovani tra i 14 ai 18 anni per approfondire la loro percezione sulla violenza di genere.
Il caso portoghese ha molti elementi in comune con quello italiano, su tutti il forte invecchiamento della popolazione e la bassa fecondità. Per affrontare i propri problemi demografici Lisbona ha scelto di puntare su politiche migratorie più aperte e, dati alla mano, la popolazione negli ultimi è cresciuta. Una strada percorribile anche per il nostro Paese?
A Bruxelles si è tenuta una riunione congiunta tra i Ministri dell’economia e delle finanze e quelli del lavoro e delle politiche sociali dei 27 Stati membri. Un fatto straordinario, che dice molto del momento che sta vivendo l’Unione Europea.
Flavia Brevi, di Fondazione Libellula, commenta gli ultimi dati italiani su violenza di genere e discriminazioni nel mondo del lavoro. “Non vogliamo farci annichilire da questi numeri negativi, ma usarli per capire quali sono le possibili soluzioni”, dice. E anche il secondo welfare può fare la sua parte.
Sul Corriere della Sera è uscito un articolo di Greta Sclaunich che, con il supporto di Secondo Welfare, ha analizzato i problemi dell'Italia con la natalità e i possibili interventi da attuare per invertire il trend
Durante il dibattito sulla Legge di Bilancio il Governo aveva proposto di introdurre anche in Italia una figura simile a quella che in Francia affianca madri e neonati. L’idea non si è concretizzata, ma vale la pena riflettere sulla proposta perché dice molto di una certa idea di welfare.
Nonostante i numerosi annunci fatti dal Governo Meloni, la Legge di Bilancio 2024 contiene poche misure che potrebbero incoraggiare la ripresa della nascite. Gli esperti giudicano positivamente alcune scelte a sostegno delle famiglie, ma sul fronte della natalità i provvedimenti appaiono ben lontani dagli obiettivi annunciati.
Il Gender Equality Index dell'European Institute for Gender Equality certifica una diminuzione del divario tra uomini e donne in Europa. Per la prima volta i Paesi UE registrano infatti una media di 70 punti su 100. Ora è tempo di iniziare a parlare anche di transizione verde per evitare che questa vada a penalizzare i risultati raggiunti.
Incentivare le nascite non è mai stato un obiettivo primario di Stoccolma, ma le sue politiche hanno sostenuto indirettamente la fecondità nel Paese. E se anche qui da qualche anno si registra un calo delle nascite, quello svedese resta un modello da seguire. Lo sta facendo ad esempio la Germania, che inizia a cogliere i frutti della sua scelta. E l’Italia?
La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne serve a ricordarci l'importanza dell'impegno per cambiare la situazione, anche a partire dall'ambito culturale. Per farlo servirebbero più risorse, ma nell'ultimo anno il Governo Meloni ha tagliato del 70% i fondi destinati a prevenzione e contrasto.
Alessandra Vescio è l’autrice di un volume che, grazie al confronto con studiose, professioniste, attiviste ed esperte, arricchisce il dibattito sul tema delle diseguaglianze e delle discriminazioni di genere in campo medico e sanitario. Un tassello prezioso per ambire a rendere la salute un diritto effettivo per chiunque.