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Non basta aprire sedi o sportelli di prossimità: bisogna avere la capacità di proiettarsi verso l'esterno, nella complessità degli ecosistemi. È una delle tante cose apprese nell'esperienza delle Portinerie di comunità, che ora propone una Scuola per chi vuole diventare attivatore di comunità.
Una realtà marchigiana ha intrapreso un percorso per ripensare i propri servizi. Lo sta facendo senza affidarsi a consulenti esterni ma all’intelligenza collettiva di quasi 300 soci e socie che ogni giorno lavorano sul territorio e al punto di vista di beneficiari, PA e “interpreti” di altri mondi. Una scelta non priva di rischi, ma che tiene insieme obiettivi diversi e un’ambizione: riposizionare la cooperativa come attrice proattiva del welfare locale.
Diversi dati confermano la diffusione del welfare anche nelle piccole e medie imprese, ma quasi solo nella forma del sostegno al reddito. Conciliazione, cura e flessibilità restano indietro, con forti differenze legate a dimensione e territorio. Per valorizzare la dimensione sociale servirebbe più collaborazione tra organizzazioni, anche attraverso la costruzione di reti
La difficoltà di costruire e mantenere relazioni significative attraversa sempre più spesso la nostra vita quotidiana. I viaggi di gruppo organizzati offrono un punto di osservazione interessante su questo bisogno di socialità: facilitano l’incontro e la nascita di nuovi legami, ma fino a che punto possono contribuire davvero a prevenire o contrastare la povertà relazionale?
Il progetto europeo ATELIER ha un obiettivo ambizioso: costruire la cultura e il mindset necessari a progettare vere iniziative di inclusione sociale, colmando il gap tra chi sa misurare l’impatto e chi sa progettarlo. Attraverso ricerca, formazione e un atlante di 50 buone pratiche europee di co-design, ha sviluppato strumenti liberi, replicabili e adattabili.
Sebbene alcune delle principali innovazioni che stanno attraversando il welfare locale vengano considerate come percorsi distinti, esse sembrano condividere una medesima finalità: rafforzare la capacità dei sistemi territoriali di comprendere la realtà nella quale operano e orientare le decisioni.
Negli ultimi anni Percorsi di Secondo Welfare ha supportato la nascita e lo sviluppo di piattaforme collaborative che, partendo dai dati, intendono orientare le politiche per prevenire e affrontare diversi rischi e bisogni sociali. Valeria De Tommaso e Alice Fanelli raccontano le esperienze di Biella, Brescia e Trento su Rivista Solidea.
Il numero 1/2026 di Rivista Solidea riflette sulla capacità di dire “no” come scelta politica, sociale e culturale. Tra i contributi c’è anche un articolo di Percorsi di secondo welfare, dedicato al futuro del welfare locale e all'esperienza degli Osservatori territoriali promossi dal nostro Laboratorio
A Biella il Centro di Orientamento di Cascina Oremo accompagna bambine, bambini e giovani nella scoperta dei propri talenti. Un approccio innovativo che connette scuola, imprese e territorio per contrastare degiovanimento e mismatch lavorativo.
Valeria De Tommaso ha partecipato al Forum EU-LAC di Berlino, parte della nuova collaborazione tra Unione Europea e Paesi dell’America Latina e dei Caraibi prevista dal Pact on Care. La ricercatrice di Percorsi di Secondo Welfare, a partire da una ricerca condotta per IILA e Expertise France nell’ambito del Programma Inclusive Socities dell’UE, ha approfondito il rapporto tra silver economy e long-term care, ma anche su come la collaborazione tra attori pubblici e privati può rafforzare i sistemi di cura.
A Milano un dibattito tra stakeholder pubblici e privati su parità di genere e work-life balance, promosso nell'ambito del progetto europeo realizzato da Fondazione l’Albero della Vita insieme a Percorsi di Secondo Welfare