Il 10 luglio 1976, un incidente industriale devastante scosse la tranquillità della cittadina brianzola di Seveso e dei paesi limitrofi. Quel giorno una nube di diossina, una sostanza chimica estremamente pericolosa, fu rilasciata per errore nell’atmosfera dalla fabbrica Icmesa. Portato dal vento, il veleno si disperse rapidamente nell’ambiente circostante, contaminando persone, animali e terreni.
Il disastro di Seveso ebbe gravi conseguenze sulla salute della popolazione e sull’ecosistema del territorio, ma fu anche l’origine di una nuova coscienza sociale e ambientale che portò a importanti cambiamenti legislativi. Eppure a 50 anni di distanza l’elaborazione di quanto accaduto appare ancora in corso, e tante sono le contraddizioni e le tensioni ancora presenti. Lo dimostra anche la storia del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, al di sotto del quale sono stati seppelliti centinaia di migliaia di metri cubi di materiale contaminato.
In questo contesto è nato “Insieme per il Bosco”, un progetto avviata nel 2022 da FARE Arte Contemporanea Applicata in collaborazione con il Circolo Legambiente Laura Conti e sostenuta da Regione Lombardia per tutelare il Bosco delle Querce quale bene comune fisico e culturale, ricostruendo la memoria collettiva attraverso pratiche di cittadinanza attiva e cura del territorio.
È un’iniziativa che tiene insieme diverse dimensioni che Percorsi di Secondo Welfare approfondisce da sempre: il coinvolgimento attivo delle comunità grazie a partnership pubblico-privato, il ruolo della cultura per il benessere collettivo, lo sviluppo di iniziative di welfare ambientale e, non da ultimo, un esempio di come possano svilupparsi iniziative basate su pratiche collaborative.
Proprio per questo, lo scorso anno abbiamo ospitato sul nostro sito degli articoli che raccontassero i vari aspetti del progetto. Scritti da Emanuela Macelloni, sono collocati sotto il “cappello” del Focus Collaborare e Partecipare curato dagli amici di Pares, che hanno avuto il merito di metterci in contatto con “Insieme per il Bosco”. Ne è nato un percorso che restituisce una grande ricchezza che meritava – e merita – di essere raccontata, anche attraverso un fumetto realizzato da Giulio Escalona.
Di seguito riportiamo i link a questi approfondimenti. Nel cinquantesimo anniversario del disastro di Seveso, speriamo possano essere una lettura utile non solo per fare memoria di quanto accaduto, ma anche offrire spunti interessanti per chi si trova a sviluppare pratiche collaborative incentrate sui beni comuni, naturali e non solo.
Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda tra passato, presente e futuroIntroduzione al progetto a partire dalle conseguenze generate dal disastro dell’Icmesa, fatte di silenzi e lacerazioni sociali, affrontate grazie alla memoria collettiva. Trasformare il Wasteocene: le pratiche socio-ecologiche di SevesoUna riflessione sul “Wasteocene”, la cornice concettuale usata per inquadrare le conseguenze sociali del disastro e le prime azioni messe in campo per affrontarle. Insieme per il Bosco: dalle relazioni sociali alle relazioni multispecieApprofondimento sul significato sociale e multistrato del progetto e sulle modalità di relazione tra comunità umana e natura. Conoscere, amare, custodire, valorizzare: il Bosco come simbolo di rinnovamento e responsabilità collettivaAffondo sui sulla ricerca sociologica svolta all’avvio del progetto e le pratiche generative poi individuate come strumento di rigenerazione civica. Dal contesto di parola e pensiero alle azioni: esperienze concrete dal BoscoNarrazione delle esperienze concrete messe in campo nell’ambito di progetto attraverso una regia “di senso” collettiva. Le pratiche artistiche del Bosco delle QuercePresentazione delle iniziative artistiche (teatro, musica, suono, immagini) sviluppate nel tempo nella cornice del Bosco. Kafka nel bosco: un fumetto per raccontare il disastro dell’IcmesaScritto e disegnato da Giulio Escalona, racconta il disastro con il linguaggio evocativo di Kafka. Un espediente visivo per rendere questo fatto facilmente comprensibile anche a chi non ne ha mai sentito parlare, riportando molti dei concetti al centro degli approfondimenti di “Insieme per il Bosco”. |