Italia

L’ISTAT ha certificato l’ennesimo record negativo per i nuovi nati. La narrazione è come sempre tragica, che tocca approcci personali, politiche e visioni sistemiche. Ci siamo chiesti: c’è un modo diverso di guardare alla denatalità nel nostro Paese? La bassa fecondità potrebbe persino rivelarsi positiva per il benessere economico e sociale? A quali condizioni?
Per la Fondazione Don Gnocchi la pratica sportiva va prevista nei piani personalizzati e nei budget introdotti dalla riforma della disabilità. Temi importanti che sono al centro terzo numero della rivista Nessi.
Sono oltre 70 gli studenti e le studentesse che hanno aperto una posizione previdenziale grazie alla convenzione promossa da Fast Forward Foundation, la prima in Italia di questo tipo. I risultati sono stati presentati a Milano all’evento “Il Valore del Tempo”, a cui ha partecipato anche Percorsi di Secondo Welfare.
Un’inchiesta di Giulio Sensi sul Corriere della Sera esplora la transizione alla vita adulta delle persone con disabilità a partire dal terzo numero di Nessi, la rivista di Percorsi di Secondo Welfare.
È aperta la call rivolta a enti senza scopo di lucro che potranno contribuire, in Piemonte, alla diffusione del programma di asset building promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Ufficio Pio, in collaborazione con Intesa Sanpaolo.
I Governi europei prorogano sconti su accise e carburanti per attutire i rincari legati alla crisi in Medio Oriente. In Italia, dove la dipendenza dall'auto è la più alta d'Europa, le attuali misure rischiano di confermare un modello che esclude chi ha meno risorse
Il nuovo numero della rivista di Percorsi di Secondo Welfare propone un viaggio alla scoperta della condizioni necessarie affinché i e le giovani con disabilità possano scegliere davvero dove, come e con chi vivere. Lo fa attraverso sei articoli che spaziano dai modelli teorici di riferimento all'analisi della riforma in atto, passando per l'approccio dei Disability Studies e il ruolo della scuola, fino alle esperienze concrete di consulenza alla pari, "servizi ponte" e inclusione lavorativa.
Oltre 150 progetti in tutta Italia mostrano che relazioni, partecipazione e luoghi di incontro fanno parte della prevenzione. È la campagna "Chi ben comincia" di Acri e Assifero, che si chiude il 1° ottobre a Milano con la Giornata europea delle Fondazioni.
L’Italia dispone di una vasta infrastruttura di aiuto alimentare, fondata sulla collaborazione tra istituzioni pubbliche, fondi europei, enti locali e Terzo settore. Come spiega il nuovo studio di OIPA-CURSA, la sua forza è la presenza diffusa nei territori, mentre il suo limite è la difficoltà di collegare risorse, beneficiari e risultati.
Servizi di prossimità, accompagnamento e collaborazioni locali possono aiutare a garantire continuità nelle cure e a collegare il primo intervento alla presa in carico di migranti e persone fragili. Lo dimostra l’esperienza dell’INMP, ente pubblico che si occupa della salute delle persone migranti e di chi vive in condizioni di fragilità sociale.
L’orientamento viene indicato come uno degli strumenti per prevenire la dispersione e il fenomeno NEET. Ma quanto può essere orientativa una scuola che chiede a ragazze e ragazzi di scegliere in un’età in cui interessi e capacità sono ancora in formazione, valutando il loro potenziale dentro un modello didattico poco flessibile?
Dall’esperienza vissuta alla costruzione di una risposta psicoeducativa: gli apprendimenti fatti nello sviluppo dell’app “Il Narciso Viola” permettono di riflettere sui dilemmi dell’innovazione digitale applicata ai bisogni relazionali sommersi e al suo rapporto con i servizi territoriali.
Proposte progettuali sempre più numerose e impeccabili mandano in tilt i sistemi di selezione: la via d’uscita è costruire relazioni di fiducia tra chi finanzia e chi opera nei territori. A dirlo è Claudio Arestivo su Avvenire.
Un articolo pubblicato su Social Policy & Administration indaga diffusione e qualità del welfare occupazionale nelle cooperative: misure relativamente diffuse, ma schiacciate dai vincoli economici, usate come integrazione indiretta di salari bassi e distribuite secondo un chiaro "effetto Matteo".
Il nuovo Atlante regionale dell’Insicurezza Alimentare di OIPA mostra che il divario Nord-Sud rimane profondo, ma non basta più a descrivere l’insicurezza alimentare nel nostro Paese. Accanto alle fragilità strutturali del Mezzogiorno emergono infatti vulnerabilità meno visibili nel Centro-Nord e forti differenze nella capacità dei territori di intercettare il bisogno