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Dalle forme più sottili, come il mobbing, a quelle più evidenti, che riguardano la sfera fisica e sessuale: come possiamo riconoscere e prevenire i comportamenti violenti? A partire da un recente percorso formativo, sviluppiamo alcune riflessioni su come migliorare l’ambiente lavorativo e professionale per contribuire a un cambiamento culturale che tuteli la dignità di tutte le persone.
Lo strumento è ormai affermato e apprezzato sia da datori che lavoratori. Ma andando oltre il perimetro delle singole organizzazioni, il welfare aziendale può aiutare ad alimentare commercio ed economia locale. È una delle evidenze che emerge dal report “Circular Benefits & Impact” di Pluxee Italia.
In occasione della presentazione del recente volume dell'Alleanza contro la Povertà è stato possibile discutere di temi importanti per affrontare in maniera più efficace il fenomeno, a partire dal livello locale
4 milioni di euro a supporto delle imprese e dei professionisti per la creazione e la promozione di politiche di welfare aziendale innovative, con un focus particolare sulla parità di genere.
Lo sport, sia sul piano professionistico che dilettantistico, continua a riflettere profonde disuguaglianze di genere. Il secondo welfare può emergere come leva chiave per promuovere cambiamento e inclusione per affrontare insicurezza, stereotipi e sotto-rappresentazione. Lo dimostra l’iniziativa “Fuori Rosa” del CSI Milano che si svolgerà nei prossimi giorni.
Molte imprese, anche grazie alla collaborazione con organizzazioni della società civile, sono impegnate per offrire soluzioni aggiuntive ai neo-genitori. La creazione di reti (a partire dagli asili) e le interlocuzioni col Pubblico stanno permettendo di strutturare diverse iniziative interessanti.
Come ripota il IX Rapporto Censis-Eudaimon, imprese e lavoratori conoscono e apprezzano sempre di più le possibilità offerte dal welfare in azienda. Le misure economiche come i fringe benefit continuano però a prevalere sui servizi, mettendo in secondo piano la logica “sociale”.
Questa realtà che offre servizi di prossimità a persone fragili ha sviluppato un sistema di monitoraggio strutturato per leggere più consapevolmente ciò che accade all’interno dei suoi servizi, orientando le proprie scelte strategiche sulla base di informazioni che per lungo tempo non ha preso in considerazione. Pur radicata in un contesto specifico, questa dinamica permette una riflessione che riguarda l’intero Terzo Settore.