salute

Dati chiari e informazioni trasparenti, anche grazie agli strumenti digitali, possono aiutare a ridurre la distanza tra i bisogni di salute e i servizi disponibili per migranti e fragili. Lo dimostra l’esperienza dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà.
Elio Borgonovi, partendo dalla recente proposta di riforma elaborata da accademici ed esperti, spiega perché la tutela della salute sarà sempre meno collegata a luoghi e strutture e dovrà seguire le persone là dove vivono per garantire equità e sostenibilità
Francesco Longo, a partire dalla recente proposta di riforma elaborata da oltre 40 accademici ed esperti, approfondisce i tre livelli di governo del SSN su cui intervenire per evitare l’ulteriore indebolimento del sistema della salute italiano.
Le nuove norme UE in materia di asilo spingono a riflettere su come garantire davvero alle persone straniere l’accesso ai servizi sanitari. Senza confondere salute e controllo ma tenendo in considerazione, come ricorda The Lancet, che la migrazione non è un’emergenza.
Alcune aziende e realtà mutualistiche stanno iniziando a dare risposte concrete in materia di procreazione medicalmente assistita e social freezing, aprendo però interrogativi sul ruolo del welfare privato e sulla necessità di un approccio più ampio alla conciliazione vita-lavoro.
Un documento sottoscritto da oltre quaranta studiosi di quindici università italiane rilancia la necessità di una riforma organica del Servizio Sanitario Nazionale. Tra priorità esplicite, governance a più livelli e integrazione tra risorse pubbliche e private, va delinandosi una prospettiva che ha molto a che fare con il secondo welfare
Guardare a quanto accade a livello internazionale può essere utile per evidenziare gli interventi che servirebbero a creare setting di cura al di fuori degli ospedali. Nonostante alcune sperimentazioni, come i Centri di Assistenza Urgenza dell’Emilia Romagna, il nostro Paese appare ancora in difficoltà nel rispondere alla nuova domanda di salute emersa nel post-Covid.
È quanto emerge dal Rapporto finale del progetto Tessere la Salute, che fotografa tre anni di sperimentazione di welfare di comunità nel Biellese raccontando i risultati della sperimentazione tra dinamiche di rete, relazioni di prossimità e tavoli territoriali.
E per questo hanno dovuto chiedere aiuto a oltre 2.000 realtà assistenziali. Rispetto al 2024 si registra un aumento dell'8,4% e a preoccupare è l'incidenza dei minori, che sono quasi 150.000. A dirlo è il 12° Rapporto sulla povertà sanitaria di Banco Farmaceutico.
Antonio Monteleone ci propone alcune riflessioni su come il trasferimento di determinate attività o responsabilità possa essere un’opportunità per i sistemi sanitari. A condizione che questo avvenga a fronte di un’adeguata formazione e alla consapevolezza dei contesti operativi attuali.
Carlo Cafiero, responsabile delle statistiche sulla insicurezza alimentare e sulla nutrizione all’interno della Divisione Statistica della FAO e membro dell’Advisory Board di DisPARI, affronta con noi la complessa questione della misurazione della povertà alimentare per poter correttamente quantificare il fenomeno e guidare le politiche di intervento.