Cascina Oremo a Biella, come spiegavamo qui, è un “terzo luogo” di coprogettazione tra non profit e territorio dedicato ad apprendimento, orientamento, sport e inclusione, che intende connettere persone, organizzazioni e comunità per far fiorire benessere, creatività e autodeterminazione lungo l’intero arco della vita. Dopo avervi raccontato l’impegno sul fronte dell’orientamento, di seguito ci concentriamo sul polo dedicato all’apprendimento.
All’interno di Cascina Oremo, esso si articola in due spazi che sono anche luoghi significativi per i servizi che propongono: la Piccola Manifattura e le Officine del Cambiamento. Due ambienti pensati per target differenziati, che insieme costruiscono un continuum educativo coerente, radicato nel territorio biellese e aperto al futuro.
Quattro parole per orientare ogni scelta progettuale e i gesti quotidiani: tempo, trasformazione, traccia e tessitura. Sono le coordinate che guidano il fare, il ricercare, il prendersi cura — con bambini e bambine, con le loro famiglie, con il territorio di appartenenza.
La Piccola Manifattura: un micronido tra natura e sperimentazione
Il servizio educativo per la fascia 0–6 anni
La Piccola Manifattura è uno spazio educativo unico, a misura di bambino, progettato per fare esperienza di socialità, espressione di sé e crescita condivisa. Organizzato in centri d’interesse e atelier d’esplorazione, lo spazio na
sce dall’ascolto dei bisogni ambientali e relazionali del gruppo 0–6 anni: ogni elemento — la luce, i materiali, la disposizione degli arredi — concorre alla qualità dell’esperienza offerta.
Ogni settimana la struttura ospita il micronido, con un gruppo fisso di bambini dai 12 ai 36 mesi. Le educatrici, coordinate da una referente e da una coordinatrice pedagogica, condividono una metodologia educativa che si dispiega attraverso cinque campi di esperienza: i discorsi e le parole; immagini, suoni e colori; il sé e l’altro; il corpo e il movimento; la conoscenza del mondo.
Questo percorso viene tracciato secondo i principi di una pedagogia attivista, che riconosce il bambino come ricercatore attivo dell’ambiente, protagonista del proprio cammino e custode di talenti e predisposizioni uniche che si rivelano attraverso il fare e l’esperienza diretta con le cose. “Il bambino è fatto di cento. Il bambino ha cento lingue, cento mani, cento pensieri, cento modi di pensare, di giocare e di parlare. Cento sempre cento modi di ascoltare, di stupire, di amare.” (Malaguzzi 1996)
Il tempo della Cascina, il tempo del bambino
Uno degli elementi più originali del progetto pedagogico è la sua ispirazione circolare: il ritmo della cascina, della natura e dell’anno solare si accordano con il tempo lento della crescita infantile. Quattro stagioni educative scandiscono l’anno: raccolto, semina, fioritura, maturazione.
Ma la Piccola Manifattura non si ferma qui – in orari pomeridiani, il sabato mattina e in occasione di eventi speciali – la struttura apre le porte al territorio. Gli spazi diventano luoghi di incontri e scoperte per il servizio di ludoteca, per laboratori creativi, naturali e scientifici, per percorsi dedicati alla genitorialità, seminari e attività formative per le famiglie.
Le Officine del Cambiamento: una terra di mezzo
Lo spazio educativo per la fascia 6–18+ anni
Al piano primo del polo si trovano le Officine del Cambiamento: spazi multifunzionali dedicati ad attività artistico-creative e ludico-espressive per bambini e bambine e adolescenti, a partire dai primi anni della scuola primaria fino all’ingresso nell’età adulta.
Le Officine si propongono come una terra di mezzo, collocata a metà tra casa e mondo: un laboratorio permanente di cittadinanza, cura e immaginazione del futuro. Qui avvengono anche le sessioni di co-progettazione con le scuole su temi
di outdoor education e di cittadinanza attiva, generando una collaborazione allargata con il mondo scolastico, con le famiglie e con altri enti educativi del territorio.
Molti percorsi e progetti vengono pensati per il target di ragazzi della scuola secondaria, con l’obiettivo di accompagnare gli adolescenti e le loro famiglie a prendersi cura di sè, con azioni di pedagogia innovativa e di contrasto al disagio scolastico. Un impatto che si estende alle famiglie e contribuisce al rafforzamento del tessuto sociale, trasformando la vulnerabilità in punto di ripartenza.
Generare il desiderio di crescere, imparare e immaginare il futuro
Nella società della prestazione i ragazzi e le ragazze si sentono iscritti ad una gara “tutti contro tutti”, questo scenario, evidenziato da numerosi autori tra cui Pietropolli Charmet (2012), Le Breton (2016) e Benasayag e Schmit (2013), mostra come la reazione di focus essenziale sul presente derivi da una paura per un “futuro-minaccia“, che porta al disinvestimento verso il domani, verso il tempo del progetto e del desiderio.
Per affrontare queste circostanze, alle Officine si creano momenti di ascolto, tranquillità, incontro, scoperta di sé, degli altri e del mondo intorno, con adulti attenti e competenti, in incontri individuali o di piccolo gruppo per riscoprire desideri e possibilità.
La cornice di riferimento per le Officine è quella dell’educazione alla Cittadinanza Globale, su indicazione delle Nazioni Unite, e la metodologia utilizzata si basa sulla pedagogia esperienziale: si tratta di un fare riflessivo in cui l’esperienza diretta diventa fattore di crescita e conoscenza, avvalendosi inoltre dell’approccio pedagogico del Service Learning, che trova in Dewey J. e in Freire P. due maggiori punti di riferimento, un modo di apprendere attraverso e grazie all’azione solidale messa in campo (Fiorin, 2016).
Una visione che connette: le voci di chi vive l’ambiente Apprendimento
Dietro ogni numero, ogni attività, ogni spazio progettato c’è una visione precisa: costruire una comunità educante capace di rispondere — in modo integrato — alle esigenze dei singoli e delle loro famiglie. A tre anni dall’inaugurazione e due e mezzo dall’avvio ufficiale delle attività — ottobre 2023 — i dati del 2025 raccontano una crescita che va oltre le aspettative iniziali.
A dare il senso più profondo del lavoro svolto sono le parole di chi lo ha vissuto — famiglie, ragazzi, operatori e operatrici, che esprimono ringraziamento e soddisfazione per i servizi fruiti, ma anche fiducia nella metodologia e sostegno nella progettazione.
Tra le attività che più hanno segnato questi tre anni c’è il progetto Oremo Summer, che ha trasformato i mesi estivi in un’opportunità educativa per i giovani, sostenendo le esigenze di conciliazione famiglia-lavoro dei genitori; un centro estivo che accompagna in un viaggio tra natura, sport, creatività e inclusione, grazie alla collaborazione dei quattro centri specializzati di Cascina Oremo.
E poi il Volontime, pensato per gli adolescenti: un percorso di volontariato strutturato in cui i ragazzi e le ragazze contribuiscono attivamente alla vita della Cascina, scoprendo il valore della cura degli spazi e delle relazioni.
Bibliografia
- Malaguzzi L. et al. (1996), I cento linguaggi dei bambini – Catalogo della Mostra, Reggio Emilia, Reggio Children.
- Pietropolli Charmet G. (2012), Cosa farò da grande? Il futuro come lo vedono I nostri figli, Roma, Editori Laterza.
- Le Breton D. (2016), Cambiare pelle. Adolescenti e condotte a rischio, Bologna, EDB.
- Benasayag M. e Schmit G. (2013), L’epoca delle passioni tristi, Milano, Feltrinelli.
- Fiorin I. (2016), Oltre l’aula. La proposta pedagogica del Service Learning, Milano, Mondadori.

