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L’ISTAT ha certificato l’ennesimo record negativo per i nuovi nati. La narrazione è come sempre tragica, che tocca approcci personali, politiche e visioni sistemiche. Ci siamo chiesti: c’è un modo diverso di guardare alla denatalità nel nostro Paese? La bassa fecondità potrebbe persino rivelarsi positiva per il benessere economico e sociale? A quali condizioni?
Sono oltre 70 gli studenti e le studentesse che hanno aperto una posizione previdenziale grazie alla convenzione promossa da Fast Forward Foundation, la prima in Italia di questo tipo. I risultati sono stati presentati a Milano all’evento “Il Valore del Tempo”, a cui ha partecipato anche Percorsi di Secondo Welfare.
La scelta della scuola superiore rispecchia ancora l'origine sociale più del potenziale. Per cambiare le cose bisogna democratizzare le esperienze che la precedono.
Un’inchiesta di Giulio Sensi sul Corriere della Sera esplora la transizione alla vita adulta delle persone con disabilità a partire dal terzo numero di Nessi, la rivista di Percorsi di Secondo Welfare.
Dalla Spagna all’Italia, dalla Svezia all'Austria fino al nuovo Piano europeo: Maurizio Ferrera spiega perché la casa sta diventando un nuovo rischio sociale. Ma anche un'opportunità per ripensare il welfare
Il nuovo numero della rivista di Percorsi di Secondo Welfare propone un viaggio alla scoperta della condizioni necessarie affinché i e le giovani con disabilità possano scegliere davvero dove, come e con chi vivere. Lo fa attraverso sei articoli che spaziano dai modelli teorici di riferimento all'analisi della riforma in atto, passando per l'approccio dei Disability Studies e il ruolo della scuola, fino alle esperienze concrete di consulenza alla pari, "servizi ponte" e inclusione lavorativa.
L’orientamento viene indicato come uno degli strumenti per prevenire la dispersione e il fenomeno NEET. Ma quanto può essere orientativa una scuola che chiede a ragazze e ragazzi di scegliere in un’età in cui interessi e capacità sono ancora in formazione, valutando il loro potenziale dentro un modello didattico poco flessibile?
Il terzo Rapporto sull'Agenda FAST, "Ripartenze possibili", sposta il fuoco sui cosiddetti giovani adulti, che le statistiche internazionali e le misure di policy quasi non rilevano. I dati raccontano un miglioramento apparente e tre fratture profonde, mentre i casi analizzati sul campo mostrano che la domanda di questa fascia di età non è assente, ma è esclusa dai criteri con cui la misuriamo.
Il volume finale del progetto AGE-IT propone un'analisi sistemica e interdisciplinare del tema dell'invecchiamento, integrando riflessioni filosofico-politiche, ricerche empiriche e valutazione delle politiche pubbliche. Descrive da diverse prospettive una trasformazione che impone di ripensare la giustizia tra le generazioni.
Sul Corriere della Sera Maurizio Ferrera riflette sul crescente squilibrio generazionale nelle democrazie europee e sugli strumenti necessari per dare più peso agli interessi dei giovani e delle generazioni future.
La difficoltà di costruire e mantenere relazioni significative attraversa sempre più spesso la nostra vita quotidiana. I viaggi di gruppo organizzati offrono un punto di osservazione interessante su questo bisogno di socialità: facilitano l’incontro e la nascita di nuovi legami, ma fino a che punto possono contribuire davvero a prevenire o contrastare la povertà relazionale?
La Commissione propone un quadro unico per tracciare spesa e risultati del prossimo QFP 2028-2034. L’obiettivo è garantire standardizzazione e trasparenza contro la frammentazione attuale. Ma Comitato delle Regioni, Corte dei Conti e società civile sollevano dubbi su impatto sociale e oneri amministrativi