#IstituzioniSolide

Abbiamo bisogno di istituzioni solide e trasparenti e di cittadini e cittadine consapevoli. Per questo ci occupiamo, tra le altre cose, di biblioteche e welfare socio culturale e collaboriamo mensilmente alle inchieste di Corriere Buone Notizie. Approfondisci il Goal 16 sul sito di ASviS.

Quello della sostenibilità è ormai un tema ricorrente nel dibattito pubblico. Per tale ragione, da giugno 2020 abbiamo scelto di approfondire i nessi tra i cambiamenti in atto nel welfare italiano e i 17 Sustainable Development Goals, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Secondo Welfare ha realizzato una ricerca per ActionAid Italia al fine di individuare le aree di intervento strategiche per promuovere il superamento delle disuguaglianze sociali che si sviluppano nell'ambiente scolastico. La presentazione del report che abbiamo prodotto ci offre anche la possibilità di raccontare perché il nostro Laboratorio si sta occupando con crescente attenzione di giovani e educazione.
Il “Patto per un nuovo welfare per la non autosufficienza" propone un nuovo modello assistenziale in cui la durata e l’intensità dell’assistenza sia stabilita dai bisogni dell’assistito e non dai vincoli di spesa. L’obiettivo è potenziare l’assistenza domiciliare sociale e sanitaria, rendendola il luogo privilegiato per rispondere ai bisogni degli anziani non autosufficienti. Ce ne parla Franco Pesaresi, membro del Network Non Autosufficienza (NNA) e di Asiquas, Associazione Italiana per la Qualità dell'Assistenza Sanitaria e Sociale.
Social Impact Agenda per l’Italia lancia una serie di paper per approfondire come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza possa essere il banco di prova per l’impact investing. In questo articolo vi raccontiamo il primo, curato da Elisa Chiaf e Filippo Montesi.
Una governance coordinata, una chiara regia, la valorizzazione delle risorse private in coordinamento con le prestazioni erogate dal Pubblico: sono gli elementi necessari a favorire l’inserimento di un Secondo Pilastro integrativo tra le modalità di finanziamento della riforma del settore della Long Term Care in Italia. Ci spiega perché Damiana Mastantuono, Dirigente Area Welfare e Sanità di Mefop.
Per il 70% la DAD è stata più faticosa delle lezioni in presenza, mentre più del 25% afferma che abbia influenzato negativamente i propri voti. La pandemia però è stata anche l’occasione per sperimentare i vantaggi del digitale, che oltre il 90% dei dirigenti vorrebbe continuare ad utilizzare.
La chiusura delle scuole, dei servizi educativi e di molte attività sportive e ricreative ha determinato una deprivazione educativa, culturale e relazionale senza precedenti. Su Rivista Solidea, Chiara Agostini individua e descrive alcune logiche di intervento per rimettere al centro delle politiche per bambini, bambine, ragazzi e ragazze.
In che modo il nostro Paese sta affrontando, finora senza esiti positivi, l’emergenza denatalità? In questo articolo, che si aggiunge a quelli già pubblicati su Francia e Germania, facciamo il punto sulle misure adottate negli ultimi anni e analizziamo le novità del Family Act, approvato ad inizio aprile, a cui però bisognerà affiancare interventi di più ampio respiro.
Michele Bianchi ci racconta l'esperienza di “Rete Terzo Tempo”, fondata dai soggetti del Terzo Settore a Cantù, che partecipa attivamente ai processi locali di co-programmazione degli interventi socio-assistenziali attraverso i Piani di Zona.
Per gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie la ricerca di risposte ai propri bisogni è un percorso frammentato: autogestito, costellato da una molteplicità di adempimenti, di iter amministrativi tortuosi e da criteri di inclusione ed esclusione poco chiari. La proposta del “Patto per un nuovo welfare” punta ad introdurre un unico percorso di valutazione per l’accesso all’intera rete del welfare: la Valutazione Nazionale di Base. Come dovrebbe funzionare? Ce lo spiega Fabrizio Giunco, Direttore del Dipartimento Cronicità della Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS.
Dopo due anni di crisi pandemica il fenomeno della povertà educativa ha conosciuto un ampliamento, anche a causa del ritardo nelle competenze digitali di molti ragazzi. In questo nuovo approfondimento di #OltreLaDad Sofia Barbè Cornalba ci parla del modello di apprendimento digitale promosso dalla Fondazione Mondo Digitale con il progetto OpenSPACE, che ha unito tecnologia ed empowerment per favorire la crescita dei giovani.
Chi sono i mediatori interculturali? Che competenze devono avere? Come supportano le persone che giungono nel nostro Paese? Vi proponiamo alcuni spunti di riflessione su queste figure professionali, facendo attenzione anche al ruolo che potranno avere nel mutato contesto generato dalla crisi dei rifugiati ucraini. Lo facciamo guardando a quanto sta accadendo nella città di Novara che per varie ragioni può darci indicazioni importanti.
La digitalizzazione della didattica ha radici ben più lontane della Dad, alla quale ci siamo abituati negli ultimi due anni di pandemia. In questo approfondimento per Buone Notizie Chiara Agostini riflette sull'importanza delle competenze digitali per i giovani e sulla necessità di riempire il digital divide attraverso un adeguato percorso che interessi le scuole italiane e che si distacchi da quanto fatto nel periodo emergenziale.
Se la didattica a distanza ha creato disuguaglianze sociali evidenti, con gravi conseguenze sui livelli d'apprendimento e lo status psicologico dei giovani, lo stesso non si può dire per le prospettive che offre invece la didattica digitale integrata. In questo articolo per Buone Notizie Paolo Riva offre uno sguardo sulle opportunità dell'apprendimento digitale e sulla necessità di utilizzare efficacemente i fondi del PNRR per realizzare un nuovo modello di scuola.
Secondo Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato ANCI per l’immigrazione, la crisi in corso può essere un'opportunità per ripensare il SAI e creare un'infrastruttura stabile. Bisogna però evitare il rischio di razzismo istituzionale, attuando l’inserimento strutturale delle politiche per i rifugiati e i migranti nel sistema di welfare.
La proposta del "Patto per un nuovo welfare" per la riforma del settore della Long Term Care prevede un nuovo approccio basato sulla ricomposizione delle funzioni di assistenza sociale, assistenza sanitaria e prestazioni sociali, ricorrendo a strumenti che coinvolgono contemporaneamente diversi livelli di governo. Come incentivare la dinamica trasformativa? Approfondisce il tema Michelangelo Caiolfa, esperto di sistemi di servizi e programmi operativi in ambito sanitario, sociosanitario e territoriale.
Dall'8 al 10 settembre alla Sapienza di Roma si terrà il convengo annuale della Società italiana di Scienza Politica. Il programma prevede anche un panel organizzato da Franca Maino e Chiara Lodi Rizzini che indagherà il contributo e il ruolo di filantropia e fondazioni nell'ottica della crisi sanitaria a supporto al welfare locale.
Per dar vita ad un progetto innovativo, sostenibile e in grado di lasciare il segno è essenziale che nascano collaborazioni e percorsi condivisi tra le organizzazioni del territorio. In questo articolo Lucilla Moro, ripercorrendo la storia di un progetto di agricoltura didattica e sociale realizzato in provincia di Pordenone, ci racconta perché le collaborazioni cross-settoriali oggi siano più che mai necessarie.
Fondazione CON IL SUD e ActionAid Italia, in collaborazione con Fondazione Realizza il Cambiamento, hanno pubblicato un bando per sostenere gli enti del Terzo Settore delle regioni del Sud per la realizzazione di interventi per il contrasto alla povertà e la promozione dei diritti. Ne abbiamo parlato con Katia Scannavini di ActionAid Italia e Daniela Castagno di Fondazione CON IL SUD.
Sovente "invisibili" e privi di riconoscimento, diritti e adeguati sostegni, i caregiver familiari svolgono un importante lavoro di cura ricoprendo una funzione suppletiva rispetto all'offerta pubblica, carente sui servizi Long Term Care. Loredana Ligabue ci offre alcune riflessioni a partire dalla proposta del "Patto per un nuovo welfare", che prevede un rafforzamento della rete territoriale in supporto alle esigenze assistenziali e a sostegno della domiciliarità.
La riforma proposta dal “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” prevede anche un Secondo Pilastro Integrativo che sia complementare rispetto alle prestazioni essenziali finanziate dal Pubblico. L'obiettivo? Garantire i principi di equità e di efficienza nell’accesso all’assistenza facendo ricorso a risorse private e logiche mutualistiche. In questo quadro quale ruolo possono giocare le Società di Mutuo Soccorso? Ne abbiamo parlato con Massimo Piermattei, Presidente del Consorzio MuSa.
All'interno della sua proposta per riformare il sistema della Long Term Care, il "Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza" ha avanzato un'ipotesi per migliorare la governance del sistema della cura e dell'assistenza. La proposta prevede la creazione di uno strumento condiviso tra i territori finalizzato a raccogliere informazioni omogenee sui bisogni degli assistiti del Sistema Nazionale Anziani.
Un recente rapporto di Housing Europe mette a confronto i PNRR dei vari Stati membri indagando i possibili effetti sul settore abitativo. Due le leve prese in esame: i processi di efficientamento energetico e la creazione di soluzioni per i più vulnerabili. Ce ne parla Chiara Lodi Rizzini.
Non per mancanze o ritardi, ma perché era già stata "superata" da una vera didattica digitale integrata. Qui web, app e metodologie partecipative ribaltano le logiche abituali di insegnamento e innescano meccanismi collaborativi tra allievi e con i docenti. Ed è accaduto anche durante una pandemia. Vi spieghiamo come nel nostro primo primo caso di studio per #OltreLaDad.