Il progetto Paidia (Παιδία), ideato da Sumo Società Cooperativa Sociale e selezionato dalla fondazione Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, tra le sue varie attività (tra cui segnaliamo un percorso formativo che partirà tra pochi giorni, ndr) prevede la realizzazione di due percorsi per l’abilitazione a Educatore o Educatrice di Nido in famiglia in Veneto. Queste iniziative, realizzate in partenariato con ISRE – Istituto Salesiano di Ricerca Educativa ed ENAIP Veneto, ci offrono l’opportunità di scoprire questo servizio educativo rivolto alla fascia 0-3 anni.

Nido di Famiglia: dal Veneto all’Italia, e ritorno

Il Nido in famiglia nella Regione del Veneto è un’opportunità educativa per la prima infanzia ormai consolidata. Infatti, già a partire dal 20081 la Regione del Veneto ha ideato e regolamentato la possibilità di realizzare servizi educativi 0-3 anni in contesto domiciliare. Tale legislazione innovativa mirava a dare risposta a una molteplicità di criticità, a partire dall’esigenza di un servizio flessibile in grado di soddisfare i mutati bisogni di conciliazione famiglia/lavoro delle nuove generazioni di genitori e contemporaneamente aggiungere posti a quelli già disponibili nei servizi di nido “tradizionali”2. A questa si aggiunge la possibilità di creare opportunità di imprenditoria femminile, laddove le Educatrici titolari delle imprese di Nido in Famiglia sono donne che a loro volta trovano in questo tipo di attività la possibilità di realizzarsi professionalmente e gestire efficacemente il difficile equilibrio tra vita lavorativa e famigliare.

Con la Delibera della Giunta Regionale 674/08 viene dunque istituita la tipologia di servizio educativo “Nido in Famiglia” che si svolge in civile abitazione e le cui linee guida saranno affinate nel 20113 a fronte della sperimentazione dei primi tre anni. In seguito nel 20174 finalmente i Nidi in Famiglia ottengono riconoscimento anche a livello nazionale con l’inclusione dei servizi educativi domiciliari nel SIEI (Sistema Integrato di Educazione e Istruzione 0-6).

Infine, sempre con riferimento al Veneto, nel 20185 vengono definitivamente riformati a livello regionale adeguando i requisiti degli educatori alla legislazione nazionale che richiede la laurea specifica per tutti gli operatori che lavorano con bambini 0-3 anni e prevedendo obbligatoriamente la presenza di un coordinatore di rete a cui fanno riferimento più servizi, abilitato col compito di controllare la sicurezza e garantire la qualità educativa.

Innovare i servizi per sostenere la genitorialità: Paidia cerca progetti

La figura professionale e il modello di riferimento

La normativa regionale veneta prevede che l’Educatore o Educatrice di Nido in famiglia, oltre alla laurea, debba seguire un percorso di formazione abilitante che prevede lezioni d’aula, tirocinio ed esami finali. Il corso abilitante per Educatore o Educatrice di Nido in Famiglia è finalizzato all’acquisizione di competenze relative alla gestione dell’attività d’impresa, ma anche all’acquisizione del paradigma che sta alla base di questo innovativo modello educativo. L’approccio educativo del Nido in famiglia, infatti, fa proprie le recenti ricerche in ambito di psicologia dello sviluppo, intercettando le evidenze che stanno emergendo dalle neuroscienze in merito alla formazione della mente del bambino.

Questo processo appare fondato sulle prime relazioni affettive che il bambino intrattiene con coloro che si occupano di lui, per questo le cure che vengono offerte in questi servizi sono particolarmente attente a favorire l’interazione corporea ed emotiva con il piccolo piuttosto che al raggiungimento di obiettivi prestabiliti. Sentendosi come a casa, in un contesto di piccole dimensioni, che prevede al massimo un gruppo di 6 frequentanti, il bambino viene favorito nel suo equilibrio psichico e fisico e particolare attenzione viene data alla personalizzazione dell’offerta, sia relativamente all’accudimento, sia in merito alla modalità di frequenza, per permettere alle famiglie utenti di conciliare la vita lavorativa con il ruolo genitoriale.

Attualmente nel territorio del Veneto sono attivi 213 Nidi in famiglia, con una prevalenza nelle province di Treviso e Verona, che mettono a disposizione circa 1.300 posti a costo zero per le amministrazioni.

I percorsi formativi promossi da Paidia

Tutti gli aspetti appena descritti sono le finalità che hanno ispirato la programmazione da parte di Paidia dei corsi di formazione per abilitare nuovi Educatori ed Educatrici in grado di attivare un nido domiciliare.

La prima edizione del corso è stata gestita da ISRE (Istituto Salesiano di Ricerca Educativa) e si è conclusa a gennaio con l’abilitazione di 24 nuove Educatrici di Nido in Famiglia. Per la partecipazione al corso, a seguito di colloquio motivazionale e della valutazione del contesto abitativo da adibire a Nido in Famiglia, sono state selezionate 29 corsiste su 94 candidate, dando la precedenza a persone residenti nei comuni interessati dal progetto Paidia (Venezia, Mestre, Spinea, Carmignano di Brenta, Bassano del Grappa) ed estendendo poi la selezione alle partecipanti residenti in zone della regione con scarsa copertura di servizi 0-3.  Alcune delle Educatrici abilitate si stanno già impegnando per attivare il proprio servizio di Nido in Famiglia entro quest’anno, mentre per altre questa attività rappresenta una progettualità futura a seguito di lavori di ristrutturazione dei locali individuati; altre ancora andranno a collaborare con servizi già esistenti che necessitano di personale aggiuntivo.

Attualmente si stanno raccogliendo le manifestazioni d’interesse per la seconda edizione, che sarà gestita da ENAIP Veneto, e che dovrebbe prendere il via nel mese di aprile. Anche in questo caso le candidature sono in esubero rispetto ai posti disponibili, cosa che lascia ben sperare che ulteriori prossime edizioni vengano accolte con favore.

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Nidi di famiglia: opportunità da sfruttare e rischi da non sottovalutare

È da segnalare che recentemente alcuni enti locali stanno promuovendo nel loro territorio l’opportunità di attivare questa tipologia di servizi innovativi e/o stanno sostenendo con fondi pubblici quelli esistenti, attraverso la stipula di convenzioni. Le Amministrazioni pubbliche in vari casi stanno cominciando a dimostrare una specifica attenzione nei confronti dei Nidi di famiglia, ormai inseriti a pieno titolo nella rosa dei servizi educativi alla prima infanzia e alle cui famiglie frequentanti viene riconosciuto anche il Bonus Nido dell’Inps.

Se vi è da evidenziare una criticità, infatti, essa si deve al fatto che la sostenibilità economica per la titolare del Nido in Famiglia può risultare fragile, considerato il limite di ricettività di 6 bambini, le spese di gestione e le imposte previste dall’inquadramento professionale come titolare di partita iva.

Un aiuto dall’Ente Pubblico garantirebbe a Educatori e Educatrici maggiore serenità, la possibilità di ricorrere a figure di supporto in caso di necessità e una più equa gratificazione economica. Anche perché va ricordato che coloro che decidono di attivare un Nido in Famiglia mettono a disposizione un bene privato, quale è la loro casa, per un servizio di utilità sociale, sopperendo alla carenza di posti nido che molti enti locali non riescono a sanare.

 

Note

  1. Delibra della Giunta Regionale 674/08
  2. Al fine del raggiungimento del 33% di posti nido per la fascia di età 3-36 mesi in adeguamento al Trattato UE di Lisbona del 2007, recentemente aggiornato al target del 45% (ne abbiamo parlato qui; ndr).
  3. Delibera Giunta Regionale 1502/11.
  4. Decreto legislativo 65/2017.
  5. Decreto Giunta Regionale 153/18
Foto di copertina: Vanessa Bucceri, Unsplash