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Un’occasione di dialogo e confronto tra istituzioni pubbliche, imprese e organizzazioni sindacali con l’obiettivo di promuovere la parità di genere nel mondo del lavoro e rafforzare politiche capaci di sostenere l’equilibrio tra vita professionale e privata. È l’obiettivo dell’evento “Verso un lavoro più equo”, svoltosi a Milano il 6 maggio presso lo Smart City Lab di Milano.

L’iniziativa è parte del progetto europeo CHECk – Challenge Equality in Employment & Care, realizzato da Fondazione Albero della Vita in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare e Fondazione Sodalitas grazie al cofinanziamento dall’Unione Europea. CHECk, in breve, intende ridurre il divario di genere nell’occupazione in Italia, Spagna e Lituania promuovendo pratiche di conciliazione tra vita lavorativa e vita privata grazie al coinvolgimento diretto di attori dei settori pubblico e privato.

L’evento è stata l’occasione per restituire gli esiti dei percorsi formativi realizzati in Italia da CHECk per numerose realtà lombarde, ma anche fare il punto su altri aspetti chiave del progetto, che si concluderà nell’autunno di quest’anno.

Gli interventi all’evento CHECk di Milano

Ad aprire i lavori sono state Isabella Catapano, direttrice generale di Fondazione l’Albero della Vita e Giulia Bonan, responsabile del progetto CHECk, insieme a Valentina Salis del Comune di Milano ed Eleonora De Stefanis di Percorsi di Secondo Welfare.

Catapano ha avuto modo di sottolineare come “da 30 anni, Fondazione l’Albero della Vita trasforma la collaborazione con aziende e istituzioni in impatto sociale concreto. Il nostro sguardo sulla marginalità va oltre la povertà materiale: abbraccia le carenze educative, culturali e relazionali, ma anche le disuguaglianze di genere e gli squilibri tra vita e lavoro che osserviamo ogni giorno” In questo senso, l’incontro è stato pensato per mettere intorno allo stesso tavolo stakeholder che voglio che “parità e work-life balance smettano di essere slogan per diventare leve reali di inclusione, capaci di scardinare le barriere della marginalità e costruire un bene comune autentico”.

Il cuore dell’incontro sono stati due momenti di confronto moderati da Chiara Agostini di Percorsi di Secondo Welfare.

Il primo, dedicato alla Pubblica Amministrazione e ai sindacati, ha visto la partecipazione di Roberto Daffonchio, Direttore Vicario Famiglia, Pari Opportunità, Volontariato e Terzo Settore di Regione Lombardia, Elena Lattuada, Delegata del Sindaco per le Pari Opportunità di genere per il Comune di Milano, Felice Palamara, Vicepresidente Comitato Unico di Garanzia di ATS Milano, Barbara Peres, Consigliera di Parità Effettiva di Città Metropolitana di Milano ed Enrico Azzaro, Segretario Confederale UIL Lombardia.

A seguire, il panel dedicato al mondo delle imprese ha visto sul palco Roberto Ciccarelli di DEA SRL, Maria Giulia Berretta di Uniesse Novachem SRL, Giovanna Montiglio di FEDABO SPA SB, Luisa Mao Responsabile delle Risorse Umane di Rete Cauto, Angela Mondellini, Segretaria CGIL Lombardia, e Roberta Vaia, Segretaria di CISL Lombardia.

Risultati e obiettivi del progetto

L’evento è stato anzitutto l’occasione per restituire gli esiti dei percorsi formativi realizzati in Italia da CHECk, che hanno coinvolto manager e vertici aziendali di numerose PMI e Pubbliche Amministrazioni lombarde.

Nel dettaglio, il progetto finora permesso di sensibilizzare 600 piccole e medie imprese sull’importanza della conciliazione vita-lavoro e ha accompagnato 35 PMI in un percorso di trasformazione per migliorare le loro politiche interne di conciliazione vita-lavoro attraverso un approccio trasformativo di genere. CHECk a partire da febbraio 2024 ha inoltre coinvolto 900 lavoratori nei settori pubblico e privato che hanno partecipato a percorsi formativi per sviluppare competenze di cura e gestione della vita quotidiana (online, rivolto ai dipendenti) e per rafforzare le politiche aziendali di conciliazione (in presenza, rivolto a dirigenti, imprenditori e responsabili HR).

Il progetto ha coinvolto anche dipendenti, manager HR e responsabili decisionali di 3 pubbliche amministrazioni lombarde coinvolte in CHECK in qualità di partner associate: Comune di Milano, ATS Lombardia e Regione Lombardia. Un’occasione preziosa per rafforzare le competenze utili alla progettazione di azioni per promuovere la partecipazione equilibrata di donne e uomini al mercato del lavoro e la parità di condizioni lavorative, nonché migliorare il benessere delle persone in generale, nella PA.

Chiara Agostini, ricercatrice senior di Percorsi di Secondo Welfare, ha voluto sottolineare come “le attività formative realizzate non erano finalizzate alla sola sensibilizzazione, ma intendevano offrire strumenti concreti per incentivare l’innovazione organizzativa sulla parità di genere. Attraverso la redazione dei piani di azione, lato imprese, e con lo sviluppo delle raccomandazioni, lato PA, abbiamo voluto sostenere quel cambiamento culturale fondamentale per modificare i comportamenti quotidiani e creare ambienti di lavoro non solo più attenti alla parità, ma anche più sicuri e accoglienti per tutte le persone”.

Esisti ed evidenze

Durante l’evento sono stati affrontati anche altri punti chiave del progetto: il confronto di buone pratiche a livello europeo, lo scambio di visite degli esperti nei Paesi coinvolti e l’implementazione della Direttiva UE 2019/1158.

Dal lavoro portato avanti con il progetto CHECk è emersa con forza la necessità di intervenire sui processi di selezione e crescita professionale, rendendoli più trasparenti e inclusivi, e di dotare le organizzazioni di strumenti strutturati di valutazione e ascolto dei dipendenti. Particolare attenzione è stata posta anche al tema delle politiche retributive, con l’introduzione di sistemi di monitoraggio del bilanciamento di genere e meccanismi di feedback più efficaci.

Un ambito fondamentale riguarda il sostegno alla genitorialità e al lavoro di cura, attraverso una maggiore diffusione delle informazioni sui congedi, l’estensione di alcune misure – come il congedo di paternità – e l’implementazione di azioni mirate ad accompagnare il rientro al lavoro dopo la maternità. Accanto a questo, gli Action Plan delle aziende coinvolte evidenziano un forte investimento sul work-life balance, con proposte che includono maggiore flessibilità oraria, sperimentazioni di settimana lavorativa corta, ampliamento dello smartworking e un rafforzamento del welfare aziendale, sia in termini di servizi che di benefit.

Non meno rilevante è il tema della formazione e della prevenzione, con l’introduzione di percorsi dedicati alla parità di genere, alla cultura organizzativa inclusiva e alla prevenzione delle molestie, supportati da strumenti di segnalazione e da figure responsabili del benessere aziendale. Infine, emerge una crescente attenzione al rapporto tra imprese e territorio, attraverso collaborazioni con enti locali, università e realtà sociali, con l’obiettivo di diffondere buone pratiche e contribuire allo sviluppo di comunità più inclusive.

È stato inoltre ricordato come CHECk intenda definire Linee guida e raccomandazioni da portare al Parlamento Europeo e realizzare una campagna di comunicazione a livello europeo per contrastare gli stereotipi di genere legati alla divisione del lavoro di cura.

L’incontro, dunque, si è configurato come un momento di sintesi e rilancio, in cui esperienze, proposte e impegni convergono verso un obiettivo comune: costruire un mercato del lavoro più equo, capace di valorizzare le differenze e rispondere in modo concreto alle esigenze delle persone e delle organizzazioni.