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Lo scorso 15 dicembre fio.PSD, la Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora, nel corso di un incontro pubblico, ha presentato il report di monitoraggio delle progettualità per il contrasto alla grave emarginazione adulta e alla condizione di senza dimora finanziate dal PON Inclusione1 e dal Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

Il report ha riguardato gli interventi dell’Avviso 4/20162, messi in campo dalle amministrazioni locali e regionali al fine di contrastare la grave marginalità adulta, ed è frutto di un’attività di monitoraggio che è durata complessivamente 26 mesi e si è conclusa a giugno del 2021; essa segue quella realizzata tra il novembre 2018 e il febbraio 2020 (si veda qui).

Il secondo monitoraggio realizzato da fio.PSD ha coinvolto 31 enti territoriali distribuiti in 9 regioni. In particolare, si tratta di: 4 Città metropolitane – Bologna, Napoli, Palermo e Torino –, la Provincia autonoma di Trento e 26 tra Comuni e ambiti territoriali (figura 1).

 

Aosta Biella
Cuneo Asti
Savona Genova
La Spezia Como
Brescia Vicenza
Rovigo Venezia
Pisa Livorno
Prato Arezzo
Grosseto Benevento
Novara Sanremo
Chiavari Bergamo
Padova Carrara
Pistoia Siena

Figura 1. Comuni e ambiti territoriali coinvolti nel monitoraggio

 

L’incontro di presentazione

L’incontro è stato coordinato da Agnese Ciulla (fio.PSD) che, dopo una breve introduzione e i saluti di Cristina Avonto (presidente fio.PSD) ha lasciato spazio a Caterina Cortese e Roberta Pascucci (fio.PSD) che hanno presentato i principali contenuti del report. Successivamente, Giuseppe Dardanes (fio.PSD) è intervenuto per parlare della nuova centralità dei progetti di housing first (di cui vi abbiamo parlato qui), mentre Paolo Moreschi (fio.PSD) ha presentato l’esperienza degli ambiti territoriali di Brescia, Cuneo e Pisa.

L’incontro si è chiuso con una tavola rotonda coordinata da Marco Iazzolino (fio.PSD) e che ha visto la partecipazione di Biancamaria Cigolotti e Cristina Corezzi (Regione Toscana) e Daniela Borra (Provincia autonoma di Trento). Infine, Cristina Berliri (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) ha chiuso l’incontro.

L’evento è stato l’occasione, da un lato, per presentare l’attività di accompagnamento realizzata da fio.PSD e i risultati raggiunti dai territori; dall’altro, di discutere le “visioni di sviluppo”, come le ha definite Agnese Ciulla, delle politiche di contrasto alla grave marginalità. Quest’ultima riflessione è stata particolarmente importante in vista del rifinanziamento dell’Avviso 4 e all’arrivo dei fondi del PNRR e del ReactEU.

I contenuti del report

La presentazione di Cortese e Pascucci, centrata sui contenuti del report, si è focalizzata non solo sugli interventi portati avanti dagli enti, ma anche e soprattutto sulle modalità grazie alle quali sono state realizzate e le ricadute sui beneficiari.

Metodologia

Come prima cosa è stata presentata la metodologia dell’analisi. Il monitoraggio, che come anticipato, è durato 26 mesi, è consistito in 4 rilevazioni realizzate a cadenza più o meno semestrale. Le rilevazioni sono state realizzate attraverso:

  • la somministrazione di un questionario di 40 domande divise per 5 aree tematiche;
  • la realizzazione di alcune interviste in profondità;
  • la compilazione di una scheda specifica rivolta agli enti che hanno previsto la realizzazione di iniziative di housing first.

Le rilevazioni hanno riguardato 5 aree tematiche:

  • Servizi e interventi
  • Beneficiari finali
  • Integrazione
  • Criticità e opportunità
  • Covid-19 e persone senza dimora

Dati raccolti

L’analisi ha evidenziato che quasi il 30% degli interventi finanziati hanno riguardato l’housing first o l’housing led e che l’80% degli enti oggetto di analisi che hanno realizzato un servizio di questo tipo, agendo quindi in linea con le “Linee di indirizzo” elaborate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la collaborazione tecnica di fio.PSD nel 2015.

La tipologia di servizi più diffusa riguarda la risposta ai bisogni primari, che costituisce il 35% dei servizi finanziati ed è stata fornita dal 60% degli enti oggetto di indagine. Tuttavia, va considerato che spesso i vari servizi sono stati erogati in maniera al fine di realizzare la completa presa in carico del destinatario.

Inoltre, è interessante notare che la maggior parte dei servizi (58%) sia stato potenziato mentre solo una minoranza è stata creata ex-novo. Quest’ultima categoria include in particolar modo i servizi di housing first e housing led che rappresentato il 43,8% dei servizi introdotti per la prima volta grazie all’Avviso 4. Questi servizi hanno permesso a 4 persone su 10 di ottenere un lavoro e 1 persona su 2 di ottenere il Reddito di Cittadinanza.

Lo spartiacque dell’Avviso 4

Secondo le parole di Cortese, l’analisi mostra che l’Avviso 4 ha rappresentato uno “spartiacque” nel modo in cui gli ambiti territoriali hanno affrontato la grave marginalità, promuovendo l’innovazione degli interventi e il superamento di una logica emergenziale.

Per concludere la presentazione del report, Giuseppe Dardanes ha sottolineato la grande innovazione che l’housing first ha portato in molti territori che hanno scelto di attivare questi progetti in alternativa alle misure di accoglienza notturna. La dimensione medio-piccola delle realtà che hanno implementato l’housing first e l’housing led evidenzia che esistono delle caratteristiche che rendono questi progetti particolarmente funzionali su quella scala, mentre è emerso chiaramente che le grandi città sono ancora indietro su questo fronte.

Altri aspetti rilevanti e funzionali al raggiungimento dei risultati riguardano la continuità del servizio e l’inclusione della comunità nell’erogazione delle prestazioni. Rilevante è infine il coinvolgimento dei destinatari nella definizione del percorso di accompagnamento.

Paolo Moreschi, che ha lavorato a stretto contatto con gli ambiti territoriali, ha poi portato l’attenzione su tre realtà nelle quali l’Avviso 4 ha permesso di “consolidare gli interventi e la loro regia istituzionale”. In particolare, l’introduzione di tavoli di coordinamento stabili è una delle principali innovazioni raggiuntee ha permesso di valorizzare il ruolo del Terzo Settore nell’implementazione di questi interventi.

Francesca Rebecchi, assistente sociale del Comune di Brescia, ha poi posto l’attenzione sul fatto che, nel loro territorio, è stata istituita una cabina di regia che è andata progressivamente ad arricchirsi di nuovi membri e costituisce uno dei principali punti di forza del progetto che ha portato, per la prima volta, a sperimentare l’housing first.

Giacomina Toselli, del Consorzio Socio-Assistenziale di Cuneo, ha poi descritto il loro progetto di abitazioni condivise, andando ancora una volta a sottolineare come la collaborazione con gli enti pubblici e privati sul territorio sia stato un punto di forza, anche se sono emerse delle difficoltà nel raccordo con le istituzioni sanitarie locali.

Infine, Antonio Minghi, Società della Salute di Pisa, in linea con i principi di housing first, ha portato l’attenzione sul coinvolgimento dei destinatari e dei soggetti presenti nel territorio nei percorsi di accompagnamento, in un’ottica di collaborazione tra pubblico e privato. Nel corso di questo intervento è inoltre emerso il problema del reperimento degli alloggi.

Prospettive future

Infine, la tavola rotonda ha provato a dare una direzione al futuro di queste progettualità. Sia Cigolotti che Borra hanno posto l’attenzione sull’importanza della co-progettazione che permette di valorizzare il contributo che il Terzo Settore può offrire alla programmazione degli interventi e di rafforzare la rete territoriale. Nel corso di questo intervento è emersa anche la difficoltà nell’utilizzo e nella rendicontazione dei vari fondi disponibili per contrastare la grave marginalità.

Borra e Iazzolino hanno invece auspicato che, in futuro, i risultati del monitoraggio non siano presentati solo alla fine dei percorsi di accompagnamento, ma anche durante la loro realizzazione al fine di poter intervenire tempestivamente con eventuali correttivi.

Infine, Cristina Berliri ha indicato le priorità che attualmente riguardano la marginalità estrema. In particolare, ha portato l’attenzione sulla mancanza di livelli minimi di assistenza e sulla necessità che i servizi territoriali siano effettivamente in grado di garantire il giusto supporto a tutti i cittadini anche grazie al potenziamento del personale.

Note

  1. Il Programma Operativo Nazionale Inclusione è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo 2014-2020 per strutturare e rafforzare una rete di servizi di contrasto della povertà sull’intero territorio nazionale in grado di accompagnare l’erogazione di misure monetarie contro l’indigenza.
  2. L’Avviso pubblico n. 4/2016 finanzia interventi per il contrasto alla grave emarginazione adulta e alla condizione di senza dimora. Le risorse destinate al finanziamento dei progetti a valere su tale Avviso ammontavano complessivamente a 50 milioni di euro.