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Nella conferenza stampa dello scorso 30 novembre, il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, insieme alla Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, alla Ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna, e alla Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, ha presentato un pacchetto di misure da 5,2 miliardi di euro previste per la scuola dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Le misure riguardano in particolare la realizzazione e messa in sicurezza di asili nido e scuole per infanzia, la costruzione di scuole innovative, il potenziamento di palestre e mense (di cui vi abbiamo raccontato in particolare qui) e la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico. 

Queste risorse costituiscono circa un terzo dei fondi previsti dal PNRR a beneficio del sistema di istruzione, che ammontano complessivamente a 17,59 miliardi di euro. Vediamo di seguito come dovrebbero essere utilizzati.

Le misure del PNRR previste per la scuola

Nel PNRR sono previsti numerosi interventi per il sistema d’istruzione, che includono riforme e linee di investimento, quest’ultime suddivise in due categorie: infrastrutture e competenze

Riforme

Le riforme riguarderanno diversi aspetti del sistema scolastico, e alcuni cicli in particolare: saranno riformati infatti gli istituti tecnici e professionali, il sistema  degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), ma anche il sistema dell’orientamento scolastico, il reclutamento e la formazione del personale docente, e l’organizzazione del sistema scolastico nel suo complesso.

Infrastrutture

Per quanto riguarda le infrastrutture, il PNRR dedicherà più di 5 miliardi di euro alla costruzione e al potenziamento degli edifici scolastici, mediante la costruzione e la riqualificazione di scuole, asili nido e scuole dell’infanzia, mense e infrastrutture per lo sport. Un investimento di queste dimensioni a favore dell’edilizia scolastica va nella direzione di invertire lo storico trend di disinvestimento in questo settore e le condizioni di vetustà e insicurezza in cui versano attualmente molte delle strutture scolastiche italiane. Secondo un recente report della Fondazione Agnelli, infatti, circa due terzi degli edifici scolastici in Italia sono stati costruiti prima del 1976 e più dell’8% hanno problemi strutturali. Inoltre, saranno potenziate le infrastrutture digitali, per incrementare la connettività e garantire una connessione veloce in tutte le scuole. 

Competenze

Dal punto di vista delle competenze, gli investimenti previsti dal PNRR andranno a favore dell’integrazione della didattica digitale nei percorsi scolastici e della formazione digitale rivolta al personale scolastico, il potenziamento delle competenze di base e in particolare la riduzione dei divari territoriali in questo ambito, lo sviluppo degli ITS, e l’estensione del tempo pieno.

Al via i primi bandi in materia di edilizia scolastica

Nella conferenza stampa del 30 novembre, il Ministro Bianchi ha presentato cinque bandi per la realizzazione degli investimenti previsti dal PNRR nell’ambito dell’edilizia scolastica. Questi in particolare comprendono:

  1. La nuova costruzione o messa in sicurezza di asili nido e scuole  d’infanzia per aumentare i posti disponibili (3 mld)
  2. La costruzione di 195 nuove scuole più sicure e sostenibili (800 mln)
  3. La messa in sicurezza e la riqualificazione delle scuole esistenti (710 mln)
  4. La costruzione o riqualificazione di locali da adibire a mense scolastiche, anche per facilitare il tempo pieno (400 mln)
  5. La costruzione o la riqualificazione di palestre e impianti sportivi ad uso scolastico (300 mln)

Nel medesimo intervento il Ministro ha presentato anche i criteri di riparto delle risorse previsti dai bandi e alcuni strumenti informativi e di supporto messi a disposizione dal Governo. La governance di questi investimenti spetterà infatti agli enti territoriali e locali, responsabili per la gestione dell’edilizia scolastica in quanto enti proprietari delle strutture.

I criteri di ripartizione delle risorse e di ammissibilità degli interventi

La regola generale utilizzata nel riparto delle risorse del PNRR, già annunciata in precedenza, è quella del 40% delle risorse destinate al Sud Italia. Tale principio è ribadito nel decreto 343 del 2 dicembre 2021, che fissa i criteri specifici per l’assegnazione delle risorse in materia di edilizia scolastica. 

La distribuzione avviene su base regionale tenendo conto delle seguenti caratteristiche: vetustà degli edifici, numero di studenti, trend demografico della popolazione scolastica, presenza di zone sismiche.

I principali criteri fissati per l’ammissibilità degli interventi sugli edifici scolastici sono poi di carattere strutturale (vetustà e classe energetica dell’edificio), relativi al contesto territoriale (rischio sismico o idrogeologico), ma anche al fabbisogno di servizi educativi nell’area (gap e carenze nei servizi, popolazione studentesca, tasso di disagio negli apprendimenti), e alla specifica proposta progettuale (ad esempio, il tipo di intervento, se messa in sicurezza, sostituzione o nuova costruzione).

Tempi brevi e competenze necessarie

Gli avvisi presentati dal Ministro Bianchi sono rivolti a Comuni ed enti locali, che sono proprietari degli edifici scolastici e responsabili per i servizi come la refezione scolastica. Tutti gli avvisi hanno scadenze molto ravvicinate, entro febbraio 2022

Visti i tempi molto brevi, per supportare gli enti locali nella presentazione delle domande è stata attivata la possibilità di richiedere supporto mediante il portale online del PNRR, e saranno inoltre organizzati webinar ed eventi formativi e informativi.

Un ulteriore supporto potrà arrivare poi tramite sia nuove assunzioni di tecnici nei Comuni e sia dal pool di 1.000 professionisti ed esperti reclutati, tramite avviso pubblico gestito dal Ministero della Pubblica Amministrazione in base ai fabbisogni segnalati dalle Regioni. Questi professionisti saranno infatti incaricati di supportare specificamente le attività degli enti locali legate al PNRR da un punto di vista tecnico e amministrativo, al fine di superare i “colli di bottiglia” a livello territoriale. Il conferimento di questi incarichi è previsto entro il 31 dicembre 2021.

Gli investimenti in edilizia scolastica: opportunità e rischi 

Nel quadro descritto gli avvisi presentati in materia di edilizia scolastica in particolare, come ci ha recentemente spiegato anche Andrea Gavosto, costituiscono un’importante opportunità per intervenire in un ambito del sistema scolastico che è stato caratterizzato da disinvestimento e scarsa attenzione per decenni. Inoltre, il PNRR introduce negli interventi di riqualificazione e nuova costruzione elementi di innovazione che riguardano ad esempio l’attenzione per la sostenibilità ambientale degli edifici e il potenziamento delle infrastrutture digitali, oltre che la sicurezza delle strutture.

Gli investimenti sono orientati da un criterio di equità, che prevede di dedicare una parte consistente delle risorse disponibili nell’area di maggiore bisogno, il Sud Italia. In questo senso quindi gli investimenti in edilizia – come gli altri previsti dal PNRR – rappresentano anche una preziosa opportunità per la riduzione dei divari territoriali.

Tuttavia, permangono alcuni rischi. I tempi di presentazione dei progetti sono infatti molto stretti, poiché le scadenze dei bandi in materia di edilizia scolastica sono state fissate per febbraio 2022. In questo contesto, il fatto che i comuni, le province e le regioni incaricate di partecipare ai bandi abbiano capacità amministrative e tecniche differenziate potrebbe portare a una situazione in cui i territori maggiormente bisognosi di investimenti hanno minori risorse per ottenerle. La previsione di figure professionali dedicate a supportare le amministrazioni territoriali nell’implementazione del PNRR va certamente nella direzione di sopperire alle eventuali lacune, resta però da vedere se questa misura sarà sufficiente.


#DisuguaglianzeEducative

Questo approfondimento è stato realizzato nell’ambito della ricerca “Diritto all’istruzione, disuguaglianze educative e partecipazione” che Secondo Welfare sta realizzando per ActionAid.