Un percorso consolidato, tra persone e territorio

Nato nel 2016 dalla collaborazione tra Fondazione Zegna e Consorzio Sociale Il Filo da Tessere, ReShape ha sviluppato nel Biellese un modello di orientamento fondato sulla partecipazione di giovani, scuole, imprese e organizzazioni del territorio. In dieci anni ha coinvolto 3.257 giovani, 72 imprese e 7 scuole secondarie di secondo grado, creando una rete che mette in relazione aspirazioni individuali, opportunità formative e trasformazioni del mondo del lavoro.

Nello stesso periodo, nel Biellese, la quota di giovani NEET – persone tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non frequentano percorsi formativi – è diminuita dal 15,6% del 2017 al 9,5% del 2024, secondo i dati riportati nell’anteprima del booklet ReShape (2026), basati su fonti ISTAT e SILP–Agenzia Piemonte Lavoro. In questo contesto opera anche ReShape, che promuove l’attivazione dei giovani attraverso percorsi personalizzati di orientamento ed esperienze formative e lavorative.

Accanto a questi progressi, il Rapporto OsservaBiella 2026, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella con il contributo scientifico di Percorsi di Secondo Welfare, documenta una popolazione provinciale diminuita del 4,1% dal 2019 al 2026 e un’età media arrivata a 50,5 anni. Sono trasformazioni che rendono ancora più importante investire nelle nuove generazioni e nella capacità del territorio di accoglierne aspirazioni, competenze e contributi.

Un modello sartoriale per dare forma al talento

ReShape accompagna giovani tra i 17 e i 32 anni attraverso percorsi su misura che partono dalla ricerca e dalla valorizzazione di interessi, competenze e talenti.

Il modello si articola in cinque dimensioni: conoscersi, esplorare, sperimentare, rielaborare e valutare, progettare. Le figure professionali dell’orientamento facilitano questo processo senza sostituirsi alla persona nelle decisioni, sostenendone autonomia e consapevolezza.

Nella prefazione del booklet “ReShape – Un modello sartoriale per dare forma al talento”, presentato in anteprima il 20 ottobre 2026 a Cittadellarte, il sociologo Daniele Marini evidenzia come il progetto ReShape passi da una logica riparativa, centrata sulle difficoltà, a un approccio che riconosce le potenzialità delle persone (Marini, 2026).

La storia del giovane Giordano Messuti, condivisa durante l’evento per il decennale, mostra come questo metodo si traduca nella pratica. Il suo orientamento, racconta, è iniziato ben prima dell’ultimo anno della scuola superiore e lo ha aiutato a scoprire le sue risorse. Così come gli è stata di grande utilità l’esperienza in un’azienda tessile, avvenuta attraverso ReShape. Questa ha contribuito in maniera determinante alla successiva scelta di frequentare l’ITS TAM, istituto di alta formazione tecnica post-diploma specializzato nel settore tessile, abbigliamento e moda.

La sua testimonianza evidenzia il valore di un orientamento che affianca all’esperienza diretta l’ascolto e la rielaborazione, aiutando i giovani a fare incontri significativi, riconoscere interessi e individuare nuove prospettive formative e professionali.

Le imprese sono parte fondante della comunità che orienta

Il coinvolgimento delle imprese è uno degli elementi distintivi di ReShape. Iniziative come Dal dire al fare, Un caffè con… e gli Open Innovation Day favoriscono il dialogo tra giovani e mondo del lavoro, offrendo occasioni di confronto che aiutano a superare stereotipi e pregiudizi reciproci.

Attraverso la Youth Friendly Community, inoltre, le aziende diventano parte attiva dei processi orientativi. Una relazione che genera apprendimento in entrambe le direzioni: i giovani esplorano professioni e contesti organizzativi, mentre le imprese possono conoscere le loro aspirazioni e interrogarsi sulle proprie modalità di accoglienza e valorizzazione delle persone.

Questa prospettiva si collega al concetto di impresa-comunità, approfondito dalle ricerche di Daniele Marini sul rapporto tra giovani e lavoro (Marini e Lovato Menin, 2025). Per le nuove generazioni, accanto alla retribuzione, acquistano importanza la qualità delle relazioni, il riconoscimento, la partecipazione alle decisioni, le opportunità di crescita e l’equilibrio tra vita personale e professionale. L’impresa non è quindi soltanto un luogo di produzione, ma anche un contesto nel quale le persone desiderano sentirsi parte di un progetto condiviso, esprimere i propri talenti e contribuire agli obiettivi comuni.

Il ruolo delle scuole e la capacità innovativa del non profit

In questo ecosistema, le scuole svolgono un ruolo fondamentale, favorendo la continuità dei percorsi orientativi e il collegamento tra apprendimento, formazione superiore e mondo del lavoro. La collaborazione con ReShape permette di ampliare le opportunità educative e di accompagnare ragazze e ragazzi nelle transizioni, partendo prima degli ultimi anni del percorso scolastico.

Il settore non profit, attraverso le competenze del Consorzio Sociale Il Filo da Tessere, svolge una funzione che va oltre il raccordo tra i diversi attori: intercetta bisogni emergenti, facilita il dialogo e sperimenta risposte innovative consentendo ai ragazzi di sperimentarsi e di “mettere le mani in pasta” anche al di fuori del contesto scolastico. La sua capacità trasformativa risiede proprio nel tradurre i bisogni e le risorse in nuove pratiche, contribuendo all’evoluzione dei servizi e della rete di organizzazioni del territorio.

I risultati e il valore sociale generato

Le rilevazioni interne di ReShape restituiscono risultati significativi rispetto agli obiettivi definiti nei percorsi individuali: il 100% di raggiungimento degli obiettivi formativi e il 77,5% di quelli occupazionali.

ReShape ha inoltre favorito l’integrazione di altri progetti, ciascuno con risorse proprie, dando origine ad una cogenerazione di interventi e risorse economiche superiore al 249%.

Per i giovani in condizioni di maggiore vulnerabilità coinvolti nei percorsi individuali dal 2020, è stato calcolato un beneficio pari a 3,47 milioni di euro di costi potenzialmente evitati alla società. Quest’ultima cifra rappresenta una stima frutto di disposizioni europee del 2011 che attribuisce un costo sociale pari a 14.705€ per ogni giovane in condizioni di non studio e non lavoro (NEET). La prosecuzione della valutazione d’impatto, con il contributo di AICCON Research Center, permetterà di approfondire ulteriormente gli esiti e gli apprendimenti del progetto.

Generare valore per il territorio

ReShape interpreta una prospettiva di economia civile nella quale il valore nasce dalla reciprocità e dal contributo di ciascun attore alla costruzione di opportunità condivise (Zamagni, 2011). Giovani, imprese, scuole e organizzazioni non profit non sono semplicemente destinatari o fornitori di risorse, ma protagonisti di un processo che tesse benefici per le persone e per il territorio.

Durante l’evento per il decennale, Anna Zegna, presidente di Fondazione Zegna, ha descritto ReShape attraverso la metafora del micelio: una rete di filamenti quasi invisibili che si sviluppa nel terreno, intreccia connessioni e contribuisce a nutrire l’ecosistema. Come il micelio, anche ReShape vive di relazioni e fattive collaborazioni, attraverso le quali persone ed enti si ritrovano in un gioco a somma positiva.

La tappa dei dieci anni segna l’avvio di una nuova fase: ampliare la Youth Friendly Community, rafforzare il protagonismo delle imprese e dei giovani, favorire l’adozione del modello di orientamento anche nei processi aziendali di ricerca e selezione del personale. Proseguirà inoltre la valutazione d’impatto, per affinare gli strumenti, consolidare gli apprendimenti e favorire la diffusione dell’esperienza in altri territori.

 

 

Bibliografia essenziale

  • Fondazione Zegna e Consorzio Sociale Il Filo da Tessere (2026), ReShape. Dieci anni a fianco dei giovani biellesi. Un modello sartoriale per dare forma al talento, edizione in anteprima, con prefazione di Daniele Marini.
  • Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Percorsi di Secondo Welfare (2026), VI Rapporto annuale OsservaBiella.
  • Istat (2026), Aggiornamento indicatori Benessere equo e sostenibile – Aprile 2026.
  • Marini D. (2026), Quello che i giovani (non) dicono. E gli adulti (non) capiscono, Guerini, Milano.
  • Marini D. e Lovato Menin I. (2025), I giovani e il lavoro in 3D. Distanze, differenze e di-visioni, Community Research & Analysis, Collana Osservatori n. 44.
  • Zamagni S. (2011), Dal liberalismo welfarista al welfare sussidiario: la sfida dell’economia civile, in I Quaderni dell’Economia Civile, n. 1, AICCON.
Foto di copertina: Julian Hochgesang, Unsplash.com