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Nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri non ci sono più le novità in materia di welfare aziendale di cui vi avevamo parlato. Le misure previste si concentrano soprattutto sul tema del salario, con l’introduzione del concetto di “salario giusto”, e su sgravi fiscali per le assunzioni di giovani e donne.
Dalle forme più sottili, come il mobbing, a quelle più evidenti, che riguardano la sfera fisica e sessuale: come possiamo riconoscere e prevenire i comportamenti violenti? A partire da un recente percorso formativo, sviluppiamo alcune riflessioni su come migliorare l’ambiente lavorativo e professionale per contribuire a un cambiamento culturale che tuteli la dignità di tutte le persone.
Lo strumento è ormai affermato e apprezzato sia da datori che lavoratori. Ma andando oltre il perimetro delle singole organizzazioni, il welfare aziendale può aiutare ad alimentare commercio ed economia locale. È una delle evidenze che emerge dal report “Circular Benefits & Impact” di Pluxee Italia.
4 milioni di euro a supporto delle imprese e dei professionisti per la creazione e la promozione di politiche di welfare aziendale innovative, con un focus particolare sulla parità di genere.
Come ripota il IX Rapporto Censis-Eudaimon, imprese e lavoratori conoscono e apprezzano sempre di più le possibilità offerte dal welfare in azienda. Le misure economiche come i fringe benefit continuano però a prevalere sui servizi, mettendo in secondo piano la logica “sociale”.
Si tratta di 28 progettualità sviluppate da diversi attori locali che sono state mappate da Veneto Welfare e Anci Veneto con il supporto di Percorsi di Secondo Welfare. Ora potranno ispirare altre realtà che sono chiamate a fare innovazione, in particolare attraverso azioni in rete.
Secondo i dati di Confindustria e Cisl, il welfare aziendale è ormai una pratica stabile in un numero significativo di organizzazioni. Solo le aziende più grandi tendono però a svilupparla attraverso la contrattazione, mentre le micro e piccole imprese preferiscono non coinvolgere i sindacati. Ma questo, spesso, incide sulla qualità dei servizi offerti a chi lavora.
Nonostante investimenti crescenti delle imprese, anche grazie a una normativa particolarmente favorevole, chi lavora non percepisce a pieno il valore dei benefit di welfare. Diversi indicatori dicono che c'è ancora tanto da fare per alimentare la cultura del welfare nelle aziende, ma quali strade si possono seguire per farlo?
Uno strumento capace di innestarsi nel territorio, migliorare il benessere di chi lavora e offrire alternative sostenibili alle imprese. Abbiamo avuto modo di analizzarlo e approfondirlo grazie a una ricerca sul modello di 360Welfare.
Con la Legge di Bilancio del 2026 il Governo ha ufficializzato l'innalzamento della soglia esentasse dei buoni pasto digitali: si tratta di un aumento che potrebbe valere fino a 440 euro l’anno per ogni dipendente
È l'obiettivo di “Welfare aziendale a filiera corta”, progetto che intende promuovere forme di welfare più sostenibili e radicate nel tessuto locale attraverso l’attivazione della società civile. Un’iniziativa promossa da Fondazione MPS col supporto di Percorsi di Secondo Welfare che interessa città e provincia.
Vi raccontiamo del percorso di Welfare Lynx, una rete di cooperative sociali del bergamasco che ha sviluppato un’interessante offerta di welfare per le imprese, i lavoratori e le lavoratrici del territorio. La particolarità? Tutto è partito da un contratto di rete formalizzato tra gli Enti del Terzo Settore.
Dopo più di un anno e mezzo dalla scadenza del precedente Contratto Collettivo, le parti sociali hanno raggiunto un importante accordo. Oltre agli aumenti retributivi, il nuovo contratto prevede un incremento del welfare, che sale a 250 euro annui.