valutazione di impatto

Il progetto europeo ATELIER ha un obiettivo ambizioso: costruire la cultura e il mindset necessari a progettare vere iniziative di inclusione sociale, colmando il gap tra chi sa misurare l’impatto e chi sa progettarlo. Attraverso ricerca, formazione e un atlante di 50 buone pratiche europee di co-design, ha sviluppato strumenti liberi, replicabili e adattabili.
L’impatto è una scrittura ciclica, mai conclusa e sempre riapribile: bisogna stare in relazione non soltanto con chi l’impatto lo misura, ma con chi lo fa e lo genera ogni giorno, dentro le organizzazioni e i territori. La risposta di Venturi a Corvo.
Il numero sta all'impatto sociale come la notazione sta alla musica: non la sostituisce, ma è ciò che le permette di essere trasmessa ed eseguita da chi non è presente. Per questo depotenziare la misurazione non emancipa il giudizio, ma lo consegna al potere informale di chi non risponde a nessuno. A dirlo è Luigi Corvo che risponde a Paolo Venturi.
Secondo Paolo Venturi il collasso della facoltà di giudizio nel Terzo Settore non richiede la coercizione, basta la sostituzione silenziosa della deliberazione con la pura elaborazione di dati.
Partendo dall'esperienza di CGM, Flaviano Zandonai propone alcune riflessioni sul substrato culturale esistente all'interno dell'imprenditoria sociale e sulle sfide che occorre affrontare per completarne la trasformazione.
Nel quinto paper della serie di Social Impact Agenda per l’Italia sui nessi tra PNRR e finanza a impatto, Giuseppe Pignataro descrive alcune delle principali disuguaglianze che interessano l’Italia e il possibile contributo del Piano per affrontarle.
Nel terzo paper della serie di SIA, Antonio Bonetti approfondisce strumenti e dinamiche dell’impact finance permetterebbero di ripensare le modalità di utilizzo delle risorse UE.
Abbiamo chiesto a Edoardo Fregonese di aiutarci a capire cosa c'è dietro il termine "impatto sociale" e perché oggi questo è un tema importante per definire il futuro della nostra società.
La crisi determinata dalla pandemia ha colpito duramente le donne. Lo testimoniano, ad esempio, i dati sull’occupazione femminile e l’aumento delle violenze a partire dal lockdown della primavera scorsa. Ma senza donne dalla crisi non si esce. È a partire da queste considerazioni che ActionAid ha elaborato un documento di indirizzo per misurare i suoi interventi in termini di empowerment femminile.
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