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È possibile rendere visibile il contributo della cultura alla realizzazione dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sosteniile? È la domanda a cui cerca di dare una risposta il documento "Cultura per lo sviluppo sostenibile: misurare l’immisurabile?" di Fondazione Unipolis. Curato da Valentina Montalto, policy analyst presso il Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea – dove che si sta occupando del "Cultural and Creative Cities Monitor", un tool che permette di misurare e comparare l’ecosistema culturale e creativo di 190 città in Europa – il documento si propone come strumento di lavoro e riflessione che analizza e traccia possibili percorsi sul tema culturale a partire dalla pubblicazione UnescoCulture|Indicators 2030" (di cui Fondazione Unipolis si era occupata qui).


Perché parlare di cultura e sviluppo sostenibile

A un primo sguardo la cultura sembrerebbe giocare un ruolo marginale nel raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Eppure – come noi di Percorsi di secondo welfare ormai da qualche tempo proviamo a mettere in luce attraverso i nostri contributi sul welfare socio-culturale – la cultura può svolgere un ruolo proattivo in tal senso.

Le organizzazioni culturali possono infatti: fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti (Goal 4); garantire una piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica (Goal 5.5); potenziare e promuovere l’inclusione sociale, economica e politica di tutti (Goal 10.2); potenziare un’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificare e gestire un insediamento umano partecipativo, integrato e sostenibile (Goal 11.3); garantire un pubblico accesso all’informazione (Goal 16.10); facilitare l’accesso alle scoperte scientifiche, alla tecnologia e alle innovazioni (Goal 17.6), incoraggiare e promuovere partnership nel settore pubblico, tra pubblico e privato e nella società civile (Goal 17.17), come mostra la varietà delle forme giuridiche e dei partenariati in atto in ambito culturale.


I contenuti del documento

Alla luce delle possibili singergie sopra accennate, l’obiettivo del documento di Fondazione Unipolis è provare a “prendere il toro per le corna”, guardando con interesse – e allo stesso tempo spirito critico-costruttivo – la pubblicazione Unesco “Cultura|Indicatori 2030”, che tenta di ovviare alla mancanza di evidenze sul contributo della cultura allo sviluppo sostenibile proponendo un set di indicatori tematici.

In questo senso, nella prima parte di "Cultura per lo sviluppo sostenibile: misurare l’immisurabile" si affronta la questione della misura, con l’obiettivo di sfatare il mito secondo cui “la cultura non si può misurare", senza tuttavia nasconderne le criticità di questa azione. La seconda parte presenta gli indicatori proposti dall’Unesco, concentrandosi in particolar modo sulla loro ratio e le indicazioni metodologiche fornite per la costruzione degli stessi. La terza identifica alcuni nodi irrisolti e possibili piste di misurazione alternative o integrative. La quarta sezione ribadisce l’importanza di un investimento atto a produrre evidenze sul contributo della cultura allo sviluppo sostenibile, mentre la quinta suggerisce un percorso di azione che parta da una profonda comprensione del tema prima di passare a un piano di misurazione.
 

Riferimenti 

Valentina Montalto (2021), Cultura per lo sviluppo sostenibile: misurare l’immisurabile?, Fondazione Unipolis.