Nel corso degli anni su Percorsi di Secondo Welfare abbiamo raccontato a più riprese come il welfare aziendale possa essere strategico per il mondo della cooperazione. Nei mesi scorsi, ad esempio, abbiamo partecipato a uno studio sulle cooperative lombarde – confluito in un volume di recente pubblicazione – che mette in luce lo sviluppo del welfare per i dipendenti e i soci di queste organizzazioni.
Con riferimento al mondo delle cooperative sociali, diverse sono state le esperienze di cui abbiamo avuto modo di raccontarvi, come quella del Consorzio Solidarietà Sociale Forlì-Cesena, quella del Consorzio Proodos di Napoli e, più di recente, quella delle cooperative La Cordata e Equa.
Oggi aggiungiamo un tassello a queste riflessioni parlandovi di una rete di cooperative sociali che in provincia di Bergamo ha fondato Welfare Lynx, un network specializzato nell’erogazione di servizi e nelle consulenze alle imprese in ambito welfare aziendale.
Cooperative sociali in rete per offrire welfare aziendale
Welfare Lynx è un progetto che nasce nel 2018 a seguito dell’aggregazione di un gruppo di cooperative del territorio bergamasco, insieme al Centro Servizi afferente alla rete di Confcooperative Bergamo, allo scopo di accompagnare le imprese del territorio nel processo di attivazione o potenziamento di proposte di welfare per i propri dipendenti.
“Come cooperative sociali abbiamo cercato di recepire il messaggio che stava arrivando dal mondo del lavoro, e cioè di una maggiore centralità del welfare per le persone all’interno delle aziende” ci spiega Marco Vanoli, Project manager di Welfare Lynx. “Abbiamo quindi avviato una rete tra le cooperative del territorio bergamasco con l’obiettivo di creare un’offerta nel campo del welfare aziendale in grado di qualificarsi e differenziarsi da quella delle tradizionali piattaforme”.
Grazie alla nascita di un ente formale attraverso un contratto di rete, in grado di raggruppare le cooperative sociali è stato quindi creato un catalogo di servizi e prestazioni con l’idea di aggregare le diverse competenze ed esperienze. “Abbiamo sfruttato la territorialità della nostra offerta, cercando di coinvolgere le imprese della provincia di Bergamo. Abbiamo da subito cercato di valorizzare la nostra natura e quella dell’approccio cooperativo, finalizzato a rispondere a bisogni puramente sociali”, continua Vanoli.
Prestazioni a carattere (davvero) sociale
Nell’ambito di Welfare Lynx sono stati quindi ideati e implementati alcuni servizi innovativi per le imprese che, in molti casi, sono andati a integrare gli strumenti di welfare che queste avevano già a disposizione tramite le piattaforme o i buoni spesa.
Si tratta, in particolare, di prestazioni incentrate su temi educativi, assistenziali, di cura e inerenti alla conciliazione vita-famiglia-lavoro.
“Abbiamo sviluppato un approccio con le imprese che è differente da quello delle tradizionali piattaforme di welfare aziendale” ci dice Silvia Chiozzini responsabile di Welfare Lynx. “Abbiamo portato avanti un messaggio preciso: possiamo costruire delle azioni e dei servizi su misura per rispondere a bisogni specifici che hanno un impatto dal punto di vista sociale. Andiamo quindi a proporre qualcosa che è integrativo alle piattaforme e che abbia un valore concreto per le persone”.
Un esempio di questo approccio è We Kids, servizio sviluppato dalla rete di cooperative che è disposizione nei giorni di chiusura delle scuole. In pratica durante la pausa natalizia, quella pasquale e in estate si offrono attività per bambini, bambine, ragazzi e ragazze che possono avere un valore anche per la loro crescita. “Aggregando la domanda e i bisogni di lavoratori e lavoratrici di più imprese possiamo sviluppare un servizio di supporto concreto alle persone, in risposta a una necessità che – ad oggi – trova difficilmente una risposta, se non informale. Molto spesso, inoltre, mettiamo in piedi questi servizi direttamente negli spazi messi a disposizione dalle imprese: questo ci da’ maggiore flessibilità” aggiunge Chiozzini.
Un esempio della proposta di We Kids è quello implementato congiuntamente per le aziende Record di Bonate Sotto, realtà specializzata nella produzione di minuterie metalliche di precisione e valvole di tenuta, e Co.Mac, impresa produttrice di macchine per infustamento e imbottigliamento. In questo caso Welfare Lynx, insieme alla cooperativa Il Pugno aperto di Treviolo, ha organizzato uno spazio gioco condiviso, con la presenza di educatrici professionali: un gruppo di bambini tra i quattro e i dodici anni ha potuto accedere a diverse attività, alternando laboratori e momenti di attività ludiche-ricreative.
Un altro servizio sviluppato, e molto apprezzato, è quello di stireria solidale. “Le aziende che lo utilizzano offrono ai propri collaboratori di stirare il bucato a costi calmierati, con ritiro e consegna direttamente in azienda; cosa che ovviamente consente di liberare tempo alle persone. Ma il valore aggiunto è che il servizio è svolto da cooperative della rete in cui sono impiegate persone svantaggiate che intraprendono così percorsi di autonomia e di avviamento al lavoro”.
Il ruolo dell’ascolto e dei “Welfare Point”
Welfare Lynx si caratterizza anche per essere l’attenzione all’ascolto. Tra i servizi proposti alle aziende ci sono infatti i “Welfare Point”: sportelli di ascolto “mobili” a cui lavoratori e lavoratrici possono rivolgersi per spiegare quelle che sono le necessità familiari e, quindi, essere accompagnate verso le risposte più efficaci a cui possono accedere, dentro e fuori la rete.
“Recentemente delle colleghe del Welfare Point sono andate in un’azienda e hanno fatto conoscere un progetto di rete tra welfare pubblico e territoriale, che prevede sostegno psicologico per i caregiver. Non tutti conoscono le offerte presenti sul territorio e fare un lavoro di ascolto, accompagnamento e confronto è fondamentale per dare sostegno a bisogni specifici”, ci dice Vanoli. “Cerchiamo di indirizzare le persone anche verso le prestazioni pubbliche che meglio possono rispondere alle esigenze dei lavoratori e dei loro familiari, ma non solo. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza rispetto ai servizi presenti nelle proprie realtà e integrarli affinché se ne migliori l’efficacia in termini di impatto”.
In questa direzione è stata sviluppata, appunto, un’azione di supporto ai caregiver finalizzata ad aiutare le persone che hanno carichi di cura riguardanti un familiare anziano o non autosufficiente. “Si tratta di bisogni molto complessi. Le persone che hanno queste necessità difficilmente trovano le risposte adeguate: si affidano a internet o al ‘passaparola’ degli amici. Noi cerchiamo invece di dare un sostegno esperto e consulenziale”
Forti di questa visione, le cooperative della rete Welfare Lynx hanno realizzato nel 2025 “la prima iniziativa di ‘blended welfare’, che vede i servizi alla persona affiancati all’erogazione di fringe benefit”. Un’esperienza che secondo i suoi promotori “dimostra che è possibile ottimizzare le risorse già disponibili garantendo alle lavoratrici e ai lavoratori un welfare a 360°, che include tanto forme di sostegno al reddito quanto iniziative finalizzate alla promozione del benessere della persona e dei suoi familiari” conclude Vanoli.
Il ruolo della cooperazione sociale per il welfare aziendale
L’esperienza di Welfare Lynx mette in luce come la cooperazione sociale possa giocare un ruolo rilevante nel campo del welfare aziendale. Grazie all’esperienza in materia di ascolto dei bisogni, alla capacità nel rispondere a problemi complessi, ma anche per quanto riguarda l’offerta di servizi, le realtà cooperative possono essere un attore strategico per le imprese interessate ad investire nel welfare.
Ciò è rilevante per due motivi. Il primo è che il welfare aziendale può diventare un volàno di sviluppo per le cooperative sociali che riescono a strutturare un’offerta per le imprese e i loro collaboratori. Pur non trattandosi di un percorso facile, da fare – tra l’altro – all’interno di un mercato molto competitivo, le cooperative sociali dovrebbero allargare la loro offerta alle imprese per “aprirsi” a un settore in forte espansione e con grandi potenzialità. Come evidenziato anche in questo recente articolo di Vita, questo non significa divenire dei provider e degli intermediari nel campo del welfare aziendale: piuttosto vuol dire ideare progetti e servizi tailor made per le imprese.
Al tempo stesso questo mercato è sempre più dominato dai fringe benefit1. Ed è proprio qui che risiede il secondo motivo per cui il ruolo delle cooperative può essere essenziale. Ad oggi, infatti, il welfare aziendale si sta riducendo a essere veicolato tramite buoni acquisto e buoni spesa. Stando all’Osservatorio di Edenred, oltre il 50% del welfare che transita dalle piattaforme finisce in fringe benefit; per l’Osservatorio DoubleYou questa percentuale arriva addirittura al 60%.
Proprio qui le cooperative sociali possono entrare in gioco per mettere a disposizione delle organizzazioni quegli strumenti che si distinguono dai buoni acquisto e che possono fare la differenza da un punto di vista sociale.
Il mondo della cooperazione sociale dovrebbe investire per costruire un’offerta integrativa a quelle delle piattaforme tradizionali (che è incentrata sui fringe) affiancando e non sostituendo per far valere il proprio know how sociale. Così riuscirà a farsi promotore di un cambiamento, anche culturale, di cui il mondo del welfare aziendale ha molto bisogno.
Note
- I fringe benefit sono strumenti regolati dalla normativa del welfare aziendale, cioè gli articoli 51 e 100 del TUIR, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi. In breve, i fringe sono un insieme di misure di sostegno al reddito di lavoratori e lavoratrici che godono di specifici benefici fiscali per le imprese che li erogano. Tra le formule più comuni ci sono card o voucher acquisto da spendere presso catene commerciali o negozi (anche della grande distribuzione online) e buoni benzina.