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La crisi pandemica ha trasformato rapidamente i bisogni sociali delle persone. La “nuova normalità” richiede che le risposte delle diverse forme di welfare siano sempre più coerenti con le necessità che ci troviamo ad affrontare nella quotidianità.

Sappiamo che individuare i bisogni delle persone e delle loro famiglie, comprendere quali sono le migliori risposte da mettere in campo e, al tempo stesso, integrare i servizi di welfare su un territorio è un processo complesso che richiede competenze trasversali.

Per questo è cruciale poter contare su nuove figure professionali che siano in grado di fornire risposte adeguate e accompagnare i processi nel quadro delle nuove sfide che il welfare è chiamato ad affrontare.

Welfare aziendale: un mondo in evoluzione

Il welfare aziendale rappresenta in questa direzione un’opportunità per promuovere misure che contribuiscono al benessere delle persone e alla sostenibilità dei luoghi di lavoro ma anche, come si diceva, dei territori e delle comunità che li abitano.

Per raggiungere questi obiettivi le imprese sono sempre più interessate a profili in grado di dialogare con i lavoratori (e le loro famiglie) per coglierne le necessità e individuare le risposte più appropriate e, ovviamente, supportare le organizzazioni nel processo di costruzione dei piani di welfare. Per fare ciò è necessario avere competenze specifiche che vanno dall’ascolto dei lavoratori all’analisi dei bisogni, fino alla progettazione, realizzazione e valutazione dei piani di welfare aziendale.

È per questo che sempre più spesso si parla di Welfare Manager, cioè esperti chiamati a seguire dall’inizio alla fine il percorso necessario per rendere efficace il welfare dell’azienda. Ai Welfare Manager non è semplicemente chiesto di selezionare tra pacchetti preconfezionati. Devono sapersi muovere tra i servizi già messi a disposizione sia dal Pubblico che dal privato, essere in grado di trovarne di nuovi e immaginare sinergie inedite, al fine di individuare le soluzioni migliori per il contesto in cui operano. Proprio in questo modo sono capaci di valorizzare la dimensione territoriale del welfare aziendale, spesso tessendo reti locali che includono diversi attori: parti sociali, enti bilaterali, imprese sociali, associazioni, enti pubblici e attività commerciali.

L’idea di Welfare Manager Factory

Proprio allo scopo di formare queste figure, nasce Welfare Manager Factory. Si tratta di un percorso di formazione finalizzato a fornire le giuste competenze a questi professionisti e permettere loro di ottenere una certificazione di qualità basata sulla normativa vigente. Una novità nel panorama formativo del settore. La Factory – realizzata da eQwa in collaborazione con Percorsi di secondo welfare e Walà – intende infatti formare Welfare Manager secondo le linee guida stabilite dalla Prassi di Riferimento UNI/PdR 103:2021 sul welfare aziendale e il Welfare Manager.

La presentazione di Welfare Manager Factory si è svolta il 13 gennaio nel corso di un webinar online (disponibile qui) a cui ha partecipato anche la direttrice del nostro Laboratorio Franca Maino. Secondo la docente dell’Università di Milano, “Le organizzazioni sono in cerca di profili con competenze trasversali che sappiano dialogare con i lavoratori e le loro famiglie, coglierne le necessità e individuare le risposte più appropriate. Per questo servono specifiche competenze che vanno dall’ascolto all’analisi dei bisogni, fino alla progettazione, realizzazione e valutazione dei piani di welfare aziendale territoriale”.

 


Il webinar di presentazione di WMF

Durante il webinar sono intervenuti anche Sergio Sorgi e Francesca Bertè di eQwa e Martina Tombari di Walà. Quest’ultima ha sottolineato come “la Factory, oltre ad essere un punto di riferimento per la formazione di Welfare Manager di qualità, è un luogo-laboratorio di buone pratiche in rete e una comunità di scambio tra docenti-studenti. I Welfare Manager formati saranno dei ‘facilitatori di innovazione’, sapranno accompagnare le aziende a far emergere la propria unicità affinché il piano di welfare sia un tratto identitario dell’attenzione che l’azienda pone ai temi del benessere di propri lavoratori, del territorio”.

Il percorso formativo proposto

La Factory – condotta da docenti ad alto posizionamento – si rivolge ad imprese interessate a dotarsi di figure in grado di costruire piani di welfare aziendale utili ed efficienti, a professionisti che forniscono alle imprese servizi consulenziali, così come a fornitori di servizi di welfare aziendale, operatori del Terzo Settore, Pubbliche amministrazioni, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali.

La particolarità del corso – della durata di 30 ore – è che sarà fruibile totalmente da remoto, tramite una piattaforma dedicata che offre flessibilità di accesso e di percorso. Sarà quindi sempre possibile iscriversi e frequentare la Factory, in qualsiasi momento e dovunque ci si trovi. La fruizione a distanza non limiterà tuttavia la possibilità di confronto e scambio diretto con i docenti e gli altri studenti.

Coloro i quali si iscriveranno entro il 15 febbraio 2022, data da cui saranno fruibili le lezioni online, potranno godere di uno sconto. Sono inoltre previste agevolazioni ad hoc per i professionisti e le organizzazioni del Terzo Settore e della Pubblica Amministrazione, gli studenti, i neo-laureati e le donne.

Al termine del corso, composto da dieci moduli formativi, sarà possibile ottenere un’attestazione finale. Chi lo desidera potrà inoltre essere messo in contatto con l’Istituto di certificazione convenzionato (accreditato) che procederà ad effettuare l’esame necessario per ottenere la certificazione di competenza. Tale certificazione garantisce la conformità con i requisiti di qualità definiti dalla Prassi di Riferimento UNI/PdR 103:2021.

 

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