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Circa 95 milioni di persone si trova a rischio povertà e esclusione sociale. Entro il 2030 l'UE intende abbassare questa cifra di almeno 15 milioni e per farlo sta mettendo in campo diversi strumenti. Basteranno per limitare le conseguenze del Covid-19?
I ricercatori di Secondo Welfare, con il supporto della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, hanno realizzato una serie di approfondimenti per raccontare esperienze di welfare aziendale con un forte ancoraggio territoriale. Le abbiamo raccolte qui.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, insieme al nostro Laboratorio, sta lavorando per dar vita a un osservatorio che analizzi i bisogni sociali del territorio e promuova iniziative per sostenere il benessere delle persone e delle famiglie del biellese. Elisabetta Cibinel ci racconta il percorso fatto finora, che ha previsto l'individuazione di alcuni indicatori per mappare i bisogni grazie ai dati forniti dalle realtà che operano a livello locale.
Nell'ambito del progetto Minplus continuano i nostri approfondimenti sul sistema di accoglienza del Canton Ticino. In questo articolo Paolo Moroni ci racconta l'esperienza del Soccorso Operaio Svizzero e dell'Ufficio della formazione continua che, impegnati sul versante dell'inclusione lavorativa dei migranti, dedicano particolare attenzione alle modalità comunicative interne ed esterne.
Nei giorni scorsi è stato pubblicato il volume gratuito "Veneto Welfare: le azioni dei protagonisti". Il testo contiene una mappatura dei soggetti e delle organizzazioni che si occupano di welfare nel territorio Veneto. In particolare gli autori mettono in luce come la crisi dovuta all’emergenza sanitaria abbia fatto emergere il ruolo del welfare contrattuale e aziendale nella regione del Nord-Est.
In questa intervista Gabriella Merlo e Michela Allievi dell’Associazione Irene ci raccontano l'esperienza maturata con progetti mirati a diffondere il welfare aziendale anche nelle piccole imprese agricole
Qual è il ruolo del welfare artigiano nel rispondere ai bisogni del settore? Quali sono le misure realizzate in materia di sanità, sostegno al reddito e conciliazione tra vita e lavoro? Il nuovo working paper pubblicato da Mefop in collaborazione con Percorsi di secondo welfare risponde a queste domande esplorando il sistema bilaterale dell'artigianato e le politiche introdotte dagli enti territoriali negli ultimi anni.
Come è cambiato il mercato del welfare aziendale nel 2020? Quali sono state le scelte di imprese e lavoratori? Secondo i dati dell'Osservatorio di Edenred, che riguarda oltre 3.000 aziende e 500.000 addetti, nonostante le difficoltà legate al Covid le imprese italiane hanno confermato i propri investimenti nel welfare integrativo, mentre i lavoratori hanno concentrato il loro "credito welfare" su alcune voci specifiche.
La diffusione del welfare aziendale nel settore pubblico è ancora in una fase embrionale e ben lontana dai livelli del settore privato. Il Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e della coesione sociale firmato nei giorni scorsi da Governo e sindacati potrebbe però cambiare questa situazione, permettendo investimenti nel campo della previdenza complementare e nelle premialità legate al welfare anche nella Pubblica Amministrazione.
Negli ultimi tempi sono sempre di più gli accordi aziendali che prevedono misure per contrastare forme di discriminazione delle donne e sostenere le donne che subiscono atti di violenza. Le aziende possono avere quindi un ruolo nel limitare questo fenomeno. Proprio per questa ragione, dalla collaborazione tra Welfare Come Te e la Onlus WeWorld è nato il progetto "Sostegno Donna".
Lo scorso 5 febbraio le parti sociali del settore metalmeccanico hanno sottoscritto il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. L'accordo prevede la riforma dell'inquadramento professionale e un aumento salariale sui minimi contrattuali. Inoltre, come ci ha spiegato il Segretario Generale di FIM Cisl Roberto Benaglia, è stata rafforzata la previdenza complementare per gli under 35 e sono stati confermati i flexible benefit.