smart working

I ricercatori di Secondo Welfare, con il supporto della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, hanno realizzato una serie di approfondimenti per raccontare esperienze di welfare aziendale con un forte ancoraggio territoriale. Le abbiamo raccolte qui.
Secondo la direttrice di Secondo Welfare, le imprese che avevano già; un sistema di welfare e conciliazione avviato hanno affrontato meglio la crisi pandemica. Ora però la sfida è la flessibilità.
Allo scopo di favorire la diffusione di interventi di welfare aziendale e misure per l'armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro, Regione Emilia-Romagna ha promosso un bando dal valore di quasi 2 milioni di euro. La Regione ha scelto così di sostenere economicamente le imprese che vogliono investire nel welfare aziendale e, in particolare, in progetti in grado di coinvolgere il territorio e la filiera dei servizi locale.
Il sostegno alle famiglie da parte delle istituzioni implica lo sviluppo di un sistema di interventi integrato e trasversale. A partire da un recente incontro organizzato dalla Cisl Lombardia, Paola Gilardoni ci propone alcune riflessioni sulle azioni che potrebbero essere messe in campo a livello regionale per affrontare, anche grazie a una maggiore sinergia tra Pubblico e privato, le esigenze di conciliazione, genitorialità e cura.
A seguito della pandemia il lavoro agile è divenuta una pratica sempre più diffusa. Molte organizzazioni sono ora chiamate a garantire azioni di formazione per i loro dipendenti e collaboratori. Per attuare lo smart working è infatti necessario garantire un aggiornamento costante e un cambio di prospettiva nel considerare le nuove problematiche. Ecco alcune riflessioni su come favorire la formazione per il lavoro agile.
Proseguono i nostri approfondimenti dedicati al lavoro agile e alle sue modalità di implementazione. In questo articolo proponiamo un'analisi della normativa di riferimento e, in particolare, degli accordi individuali che regolano il rapporto tra azienda e lavoratore "agile". Nozioni utili per promuovere forme di vero smart working anche oltre la pandemia.
Nell'ambito del progetto "Lavoro! Libere tutte", la Provincia di Rimini ha promosso un bando per sostenere economicamente le imprese che vogliono promuovere misure di welfare aziendale. L'obiettivo è quello di incentivare le aziende a favorire la parità di genere, attuare politiche di conciliazione vita-lavoro e per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori.
Rivista Solidea, pubblicazione promossa dall'omonima Società di mutuo soccorso e parte del network del nostro Laboratorio, ha dedicato il primo numero del 2021 a una delle questioni centrali del dibattito attuale: la digitalizzazione. Il volume vuole riflettere sulle opportunità dei nuovi strumenti digitali per il welfare e l'innovazione sociale, ma anche sui rischi legati al digital divide, allo smart wokring "emergenziale" e alla DAD.
Valoriamo è un progetto sperimentale sostenuto dalla Fondazione Cariplo e accompagnato dal nostro Laboratorio per la sua modellizzazione. L’iniziativa si propone di implementare nella provincia di Lecco progetti di welfare aziendale che sappiano aprirsi al territorio e favorire il benessere e l’inclusione a livello locale. Si è da poco concluso il secondo anno di sperimentazione, segnato da sfide e opportunità determinate dalla pandemia.
Giulia Bertone, Graziano Maino e Maria Giovanna Salaris hanno confezionato una guida per accompagnare la costruzione di un piano di smart working. In questo contributo introduttivo sono descritte alcune azioni per facilitare il passaggio dal lavoro da remoto forzato, come quello imposto dalla pandemia, a forme di lavoro agile funzionali allo sviluppo organizzativo e al miglioramento delle condizioni di lavoro.
"Nuove sinergie: reti territoriali a sostegno della conciliazione" è un progetto sostenuto da Spazio Aperto Servizi nell'ambito dei piani di conciliazione promossi da Regione Lombardia allo scopo di promuovere la costituzione di una rete tra imprese per avviare iniziative di welfare aziendale e conciliazione vita-lavoro. Le aziende interessate possono manifestare il loro interesse fino al 15 gennaio 2021.
Cosa sono gli smart working places? Quale supporto possono offrire a chi lavora lontano dal proprio ufficio? Che ruolo possono avere all'interno di un contesto urbano e relazionale che sta cambiando a causa del Covid-19? Sono alcune delle domande alle quali cerca di rispondere il Rapporto "Smart workers e smart working places: lavorare oltre l'ufficio", frutto delle ricerche svolte da Secondo Welfare nell'ambito del progetto "Smart Working Places".
Dal 16 al 22 settembre si svolge ogni anno la Settimana Europea della Mobilità. L'iniziativa, oltre a sollecitare anche quest’anno incontri e manifestazioni, ha stimolato nuove riflessioni alla luce dei grandi cambiamenti che la pandemia ha determinato e continuerà a determinare nei nostri stili di vita. Ve ne parliamo perché la mobilità sostenibile, secondo noi, è anche un tema di welfare. Elisabetta Cibinel ci spiega perché.
Durante il lockdown è stato possibile sperimentare, in modo massiccio, il lavoro agile. Il cosiddetto smart working implementato in questi mesi e già previsto dalla legge 81/2017, manca però di un requisito fondamentale che è la "volontarietà" della scelta. Tuttavia, nonostante le difficoltà, i rischi e le limitazioni, un'analisi successiva a questo periodo racconta che cambiare il modo di lavorare è desiderabile ma, soprattutto, possibile.
Quali effetti hanno prodotto il Coronavirus e il lockdown a livello europeo in materia di occupazione e work-life balance? Una recente survey condotta su 85.000 persone in tutta Europa per conto di Eurofound ci aiuta a comprendere quale reale impatto stia avendo la pandemia di Covid-19 sul benessere e sul lavoro dei cittadini europei in questi primi mesi. Ce ne parla Luca Oliva.
Per il nostro ciclo di approfondimenti dedicato alle Fondazioni di impresa italiane abbiamo intervistato l'economista ed ex parlamentare e Ministro della Repubblica Giovanna Melandri. La presidente di Human Foundation ci ha spiegato il suo punto di vista sulla filantropia italiana, chiamata a confrontarsi con le sfide del Covid-19 nel più ampio quadro dei cambiamenti che stanno interessando il nostro Paese.