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La Città di Milano ha vinto la prima edizione dell’Earthshot Prize, premio internazionale destinato alle migliori soluzioni che possono aiutare a proteggere l’ambiente. La vittoria si deve all’esperienza degli Hub di Quartiere realizzato per contrastare lo spreco alimentare, frutto della collaborazione tra Fondazione Cariplo e il Comune di Milano. Di seguito vi raccontiamo di cosa si tratta.

L’Earthshot Prize

Istituito dalla Royal Foundation che fa capo al Principe William del Regno Unito e alla moglie Kate Middleton, l’Earthshot Prize intende individuare soluzioni innovative in grado di intervenire a tutela dell’ambiente. Il suo obiettivo è trasformare in ottimismo l’attuale pessimismo che circonda le questioni ambientali, individuando esperienze capaci di apportare cambiamenti concreti e ispirare l’azione collettiva. Il premio prevede cinque categorie: “Ripristino e protezione della natura”, “Pulizia dell’aria”, “Rinascita dell’oceano”, “Vivere senza sprechi” e “Azione per il clima”.

 

 

Nei mesi scorsi un comitato internazionale di esperti ha valutato in tali ambiti 750 iniziative candidature da tutto il mondo e, a settembre, l’esperienza degli Hub di Quartiere era risultata tra i 15 finalisti del premio per la categoria “Vivere senza sprechi”, di cui è poi stata vincitrice.

La vittoria è stata annunciata durante una diretta organizzata dalla BBC che a Milano, su una terrazza con vista Duomo, ha preparato un collegamento con Londra al quale ha preso parte la Vicesindaco Anna Scavuzzo insieme ai rappresentanti delle organizzazioni che hanno realizzato la rete degli Hub di Quartiere.

Cosa sono gli Hub di Quartiere

Gli Hub di Quartiere sono luoghi fisici pensati per recuperare eccedenze alimentari e distribuirle alle organizzazioni che si occupano di sostenere famiglie indigenti. Da un lato, gli Hub vanno dunque incontro alle necessità di chi si trova in stato di bisogno, dall’altro razionalizza la filiera ed evita gli sprechi di cibo e risorse, con grande attenzione riposta anche verso la qualità del cibo, coinvolgendo diversi attori del “sistema cibo”.

 

Come funziona l’Hub di Quartiere di Isola (dati 2019)

 

Il progetto è nato da un’alleanza, nel 2017, tra Comune di Milano, Politecnico di Milano, Assolombarda e Fondazione Cariplo. La realizzazione del primo Hub ha poi coinvolto Banco alimentare della Lombardia e finora ha permesso di salvare oltre 10 tonnellate di cibo al mese, assicurando in un anno un flusso di 260.000 pasti equivalenti, che hanno raggiunto 3.800 persone, grazie al contributo di 20 supermercati, 4 mense aziendali e 24 enti del Terzo settore.

Il progetto coinvolge infatti importanti insegne della grande distribuzione tra cui Lidl Italia, Esselunga, Carrefour, NaturaSi, Erbert, Coop Lombardia, Il Gigante, Bennet, Penny Market e grazie al supporto di Number1 Logistics Group, che ha fornito i furgoni per alcuni degli Hub. Con Fondazione Cariplo e SogeMi, il Comune di Milano ha inoltre lanciato l’iniziativa Foody zero sprechi per replicare il modello degli hub anche all’Ortomercato e recuperare il cibo fresco insieme a Banco alimentare della Lombardia, Recup, Croce rossa sud milanese, Università degli studi di Milano e molti altri partner in supporto.

Il contesto di sviluppo: QuBì e la Food Policy di Milano

Il progetto non è nato dal nulla, ma è frutto di un terreno fertile venutosi a creare nel capoluogo lombardo anche e soprattutto dopo Expo 2015, che ha sensibilizzato la cittadinanza, le Istituzioni e le organizzazioni del Terzo Settore verso i temi dello spreco e della povertà alimentare.

Da un lato, Milano già nel 2014 si è dotata di una propria Food Policy per unire in una visione condivisa ed armonica le diverse azioni, politiche, progetti e attività inerenti il sistema alimentare cittadino. In questi anni, oltre ad un’attenzione al tema dell’accesso a cibo sano per tutti, la Food Policy di Milano ha dato particolare attenzione ai temi del recupero delle eccedenze e della sostenibilità favorendo lo sviluppo di un circolo virtuoso fra i diversi attori del sistema, volto a sostenere la riduzione degli sprechi a vantaggio di un azione di supporto per i cittadini più svantaggiati.

Dall’altro lato abbiamo invece Programma QuBì, promosso da Fondazione Cariplo dal 2017 per contrastare la povertà minorile e, in particolare, la povertà alimentare. Programma QuBì (di cui siamo occupati anche nel capitolo 8 del Quarto Rapporto sul secondo welfare) attualmente può contare su 23 reti territoriali attive in 25 quartieri di Milano, per un totale di 415 organizzazioni coinvolte.

Passato, presente e futuro degli Hub di Quartiere

Ad oggi sono attivi tre Hub, realizzati nei quartieri di Isola, Lambrate e Gallaratese.

Il primo ad essere aperto, quello di Isola in via Borsieri (di cui vi parlammo qui) solo nel 2019 ha raccolto 102 tonnellate di cibo, mentre nel 2020 è arrivato a distribuire 62 tonnellate di cibo arrivando a coinvolgere per entrambi gli anni oltre 14 associazioni – parrocchie ed enti di distribuzione – che hanno servito circa 1.400 famiglie. Subito dopo il primo lockdown, nella primavera 2020, è stato avviato l’Hub di Lambrate gestito da Banco alimentare della Lombardia in uno spazio messo a disposizione da AVIS Milano e con il contributo di BCC Milano. Il terzo Hub, al Gallaratese, è gestito da Terre des hommes con il contributo di Fondazione Milan.

 

Mappa Hub di Quartiere Milano
Dove sono gli Hub di Quartiere

 

Il prossimo, in fase di progettazione, sarà l’Hub di quartiere contro lo spreco alimentare del Corvetto, con la gestione del Banco Alimentare della Lombardia e il contributo della Fondazione SNAM. Un quinto Hub è in fase di studio: il Comune di Milano ha recentemente avviato il tavolo di coprogettazione per l’Hub del Centro con l’Associazione IBVA e con il contributo di BCC Milano.

Il premio da 1 milione di sterline

Earthshot Prize non è solo un riconoscimento formale, ma prevede anche la devoluzione alle esperienze vincitrici di 1 milione di sterline (circa 1,2 milioni di euro). Il premio sarà investito negli Hub di Quartiere per potenziare quelli esistenti e favorire l’apertura di nuovi. Le risorse garantiranno così la sostenibilità sul lungo periodo delle esperienze già in atto e favoriranno la loro replicabilità anche rete delle città che lavorano con Milano sulle food policy, partendo dal network delle città di C40 e del Milan Urban Food Policy Pact.

Foto di copertina: Foto Credit: Food Policy Milano