Tra aprile 2019 e aprile 2021, in Trentino, nell’ambito del progetto “Fuoricentro: coltiviamo le periferie”, sostenuto da Con i Bambini, le comunità educanti dell’Altopiano della Paganella, della Val di Fassa e della Valsugana e Tesino hanno realizzato un percorso corale di confronto riflessivo e di scrittura partecipata di un Manifesto e di una Carta delle comunità educanti. In questo articolo ripercorriamo le fasi salienti di quanto fatto.

Che cos’è una comunità educante?

Come prima cosa facciamo chiarezza sui termini che riguardano il progetto. Per comunità educante intendiamo un tessuto di relazioni solidali e collaboranti, costituito e alimentato da coloro che vivono e operano in un territorio, che ne hanno a cuore il destino e che riconoscono la responsabilità dell’abitarlo insieme.

Costituiscono la comunità educante tutti coloro che – a partire da sensibilità e riferimenti diversi – sentono e vivono l’impegno di partecipare e contribuire alla crescita educativa, culturale e sociale delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi, degli stessi adulti. La comunità educante è dunque informale, aperta, tollerante, costituita dai processi di collaborazione di diversi soggetti locali in dialogo, che con intensità diverse condividono l’impegno nel promuovere prospettive e pratiche educative rispettose, inclusive, generative. Una pluralità di soggetti di riferimento che va dai genitori alla scuola, dalle associazioni di volontariato, culturali, sportive alle organizzazioni religiose, dagli attori economici alle istituzioni: soggetti che, nei loro ambiti di intervento, riconoscono l’apporto educativo che mettono in campo e ne fanno un elemento guida della loro azione.

La comunità educante si confronta sui riferimenti educativi che la animano; si interroga sulla propria azione; promuove ambienti capaci di integrare, di accogliere, di rispettare le differenze, di affrontare i cambiamenti sociali, culturali, economici evitando semplificazioni; assume una prospettiva di ricerca e comprensione dei problemi, di apprendimento, di valorizzazione degli elementi positivi; sviluppa un paziente lavoro di rigenerazione delle relazioni. La comunità educante si impegna per azioni concrete, si prende cura delle attività e delle risorse di cui dispone, promuove proposte e interventi trasformativi.

Il percorso di elaborazione partecipata

Attraverso il progetto “Fuoricentro: coltiviamo le periferie”, tra il 2019 e il 2021, in Trentino, nei territori dell’Altopiano della Paganella, della Val di Fassa e della Valsugana e Tesino, si è iniziato a riflettere su un percorso di definizione di un Manifesto e di una Carta delle comunità educanti.

Nel corso del triennio, in queste valli, Fuoricentro ha sviluppato attività, ha realizzato interventi, ha sperimentato approcci e metodi, ha fornito indicazioni operative. L’azione progettuale ha messo in movimento energie locali, ha intessuto relazioni, ha promosso idee, ha attivato risorse.

Nelle tre valli le comunità educanti erano già attive e le iniziative di Fuoricentro si sono innestate e si sono collegate a iniziative in corso, contribuendo a creare connessioni positive, a far emergere e a valorizzare l’impegno di diversi attori locali. Il percorso di costruzione partecipata del Manifesto e della Carta delle comunità educanti ha inteso valorizzare sia le novità innestate da Fuoricentro, sia le esperienze pregresse dei territori, coinvolgendo nell’elaborazione attori e soggetti già coinvolti e altri che hanno si sono ingaggiati grazie al progetto.

Le modalità di coinvolgimento

Il Manifesto e la Carta delle comunità educanti sono stati costruiti attraverso una serie di incontri che hanno accompagnato l’arco di realizzazione triennale del progetto Fuoricentro. Agli incontri hanno partecipato cittadini e famiglie, bambini e ragazzi, insegnanti e dirigenti scolastici, rappresentanti di organizzazioni di volontariato, culturali e sportive, cooperative sociali, operatrici e operatori dei servizi alla persona dei comuni e delle comunità di valle, bibliotecari e operatori culturali, operatori economici del territorio, amministratori locali.

Gli incontri si sono svolti nelle scuole, nei comuni, nei centri civici, nei centri di aggregazione giovanile, nei centri sociali per anziani, nei musei, nelle biblioteche, nei campi sportivi e in altri spazi della comunità. Il percorso si è sviluppato in due cicli di incontri in ciascuno dei tre territori coinvolti dal progetto.

Nel corso del primo ciclo di incontri – svolto tra aprile e settembre 2019 – i partecipanti si sono confrontati intorno a quattro questioni: parole chiave e idee per definire la comunità educante; azioni e attività per animarla; attori da coinvolgere; immagini e metafore per rappresentarla.

Il confronto è stato promosso utilizzando Guizzo, una tecnica di coinvolgimento che favorisce il confronto di idee nei percorsi partecipati. Confrontandosi a partire dalle esperienze, competenze, desideri, aspettative, dagli elementi di criticità e dalle opportunità, i partecipanti si sono riconosciuti come protagonisti della comunità educante del proprio territorio, in grado di dare un contributo propositivo e progettuale. Risultato di questa fase è stata la realizzazione del Manifesto delle comunità educanti, una mappa per rappresentare, esprimere, rendere evidenti questioni, contenuti, promotori e prospettive educative e insieme uno strumento per animare il confronto tra soggetti che si interrogano sulla propria comunità e desiderano elaborare una comune progettualità di territorio.

Nel corso del secondo ciclo di incontri, di ottobre 2020, i medesimi attori hanno utilizzato il Manifesto come cornice, indice visuale e traccia di lavoro per elaborare la Carta delle comunità educanti.

Il Manifesto: il primo esito del percorso partecipato

Il Manifesto delle comunità educanti del Tesino e Valsugana, dell’Altopiano della Paganella e della Val di Fassa è uno strumento di visibilizzazione e di elaborazione: presenta e mette in evidenza, in uno sguardo d’insieme, le idee, le questioni da considerare, i temi a cui prestare attenzione, i campi di intervento, le linee d’azione che possono venire sviluppate, gli strumenti e i protagonisti per attivare una comunità educante che si prenda cura delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi.

Il Manifesto stabilisce che la comunità educante:

  1. mette al centro infanzia e adolescenza;
  2. promuove scuole aperte;
  3. sostiene le famiglie protagoniste;
  4. collabora con il territorio;
  5. si prende cura dei beni comuni;
  6. valorizza sport e associazionismo;
  7. anima culture e tradizioni;
  8. vive la natura;
  9. connette progetti e iniziative.

Questo documento può essere usato per animare momenti di confronto tra gli attori locali (genitori, insegnanti, animatori, educatori, volontari, attivisti, bibliotecari, assistenti sociali, operatori economici, amministratori, …) sulle questioni in gioco; per favorire convergenza tra diverse sensibilità, coinvolgimento e impegno, scambio di esperienze; per raccogliere osservazioni e proposte; per individuare nuovi temi di confronto e campi di intervento; per fissare idee e spunti di innovazione; per condurre laboratori progettuali di messa a punto di soluzioni praticabili. Le tecniche di animazione sono tante, ma usare il Manifesto è semplice: lo si appende alla parete, lo si usa come indice per guidare il confronto, ci si serve di post-it per declinare i contenuti.

Nell’ambito di Fuoricentro, il Manifesto è stato utilizzato come strumento per favorire la discussione e come base per la redazione partecipata dei contenuti della Carta delle comunità educanti.

La Carta: il secondo esito del percorso partecipato

La Carta delle comunità educanti raccoglie e articola le riflessioni sviluppate nei processi partecipativi. È dunque l’esito di tre percorsi di attivazione, di animazione, di progettazione partecipata, che mettono a valore voci e sensibilità diverse. La Carta esprime valori, campi d’azione, collaborazioni possibili ed esempi di attività concrete e offre una visione d’insieme alle comunità e agli attori che ne fanno parte. Si tratta di un documento non formale e dinamico, aperto a evoluzioni; può fare da riferimento per elaborare documenti e piani più elaborati che coinvolgano amministrazioni, scuole, terzo settore e altri soggetti rappresentativi del territorio.

A partire dal Manifesto, sulla base del lavoro di redazione partecipata sopra descritto, la Carta individua e delinea alcuni campi d’azione della comunità educante:

  1. rendere protagonisti bambine e bambini, ragazze e ragazzi, adolescenti e giovani
  2. promuovere scuole aperte alla comunità;
  3. sostenere il protagonismo delle famiglie;
  4. rendere vivo il territorio;
  5. prendersi cura dei beni comuni;
  6. vivere la natura, valorizzare lo sport;
  7. riconoscere e connettere progetti e iniziative.

Ogni campo d’azione è declinato in alcune questioni chiave che offrono riflessioni, spunti concreti, indicazioni operative per animare i territori e coinvolgere le comunità. I diversi campi individuano gli attori chiave che possono condividere e valorizzare le loro esperienze e competenze, mettendo a valore saperi e relazioni per immaginare linee di intervento e progetti concreti.

Idee per utilizzare il Manifesto e la Carta

Il Manifesto e la Carta possono essere utilizzati per coinvolgere persone, agenzie educative, istituzioni, associazioni locali nell’ideare e realizzare progetti concreti e proposte educative operative. Possono anche fare da sfondo e da supporto per accompagnare l’elaborazione di Patti educativi di comunità, Piani giovani, Piani per le politiche familiari, Piani di sviluppo locale, che possono essere formalmente sottoscritti.

I due documenti, complessivamente, disegnano una visione di convivenza, di apertura, di promozione, di sviluppo delle persone e dei luoghi:

  • rilanciano le sensibilità delle comunità locali, indicano stili educativi e modalità di collaborazione;
  • riconoscono i beni comuni presenti nelle comunità;
  • valorizzano apporti e impegni condivisi;
  • chiamano in gioco gli attori sociali dei territori: la scuola, le amministrazioni, le associazioni, le diverse agenzie di promozione locale.

Entrambi gli strumenti sono esito di un percorso di confronto e di dialogo promosso dal progetto Fuoricentro: coltiviamo le periferie e punto di partenza per nuovi progetti e nuovi impegni educativi. Possono facilitare il coinvolgimento del territorio e vanno utilizzati dedicando tempo di qualità non solo nella definizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere ma anche nella cura dei momenti di coinvolgimento: occorre essere attivatori accoglienti e aperti, attrezzarsi per essere efficaci, lavorare per un disegno comune, disporre di tecniche di animazione, favorire il coinvolgimento anche delle figure responsabili.

Il kit della comunità educante

Insieme al quaderno Coltiviamo il cambiamento, al Ricettario della comunità educante e alle Community Builders #Fuoricentro Cards, il Manifesto e la Carta delle comunità educanti costituiscono il Kit della comunità educante, un lavoro collettivo che sintetizza il metodo di #Fuoricentro e che è stato presentato ufficialmente l’8 settembre 2021 in un evento diffuso tra Rovereto e le tre valli coinvolte.

Di seguito vi lasciamo alcuni link per scaricare le preview: del Manifesto e della Carta. Se siete interessati a richiederne una copia, è possibile farlo scrivendo a amministrazione@fuoricentrotn.it. Infine, vi segnaliamo che a questo link è disponibile il video di presentazione del Kit.

 

 

Bibliografia

  • Anzivino M., Caligaris F. (a cura di) (2021), Le biblioteche risorse della comunità. Pensare e agire insieme ai cittadini, Edizioni Gruppo Abele.
  • Barrilà D., (2020), Noi restiamo insieme. La forza dell’interdipendenza per rinascere, Feltrinelli.
  • Barrilà L., Cau M., Maino G., (a cura di) (2021), Beni naturali e servizi ecosistemici. Riflessioni ed esperienze dal bando Capitale Naturale, Quaderno 38 dell’Osservatorio di Fondazione Cariplo.
  • Cau M., Maino G. (a cura di) (2017), Progettare in partnership. Idee e strumenti per collaborazioni cross-sector, Maggioli Editore
  • de Certeau M. (2005), L’invenzione del quotidiano, Edizioni Lavoro.
  • de Tocqueville A., (1968), La democrazia in America, UTET.
  • Dolomiti Paganella Futurlab, Risultati intermedi, ottobre 2020, dolomitipaganellafuturlab.it
  • Giaccardi C., Magatti M. (2020), Nella fine è l’inizio. In che mondo vivremo, Il Mulino.
  • Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (2020), Il patto educativo di comunità
  • IDEO (2020), Design thinking per biblioteche, CSBNO – Editrice Bibliografica
  • Klinenberg E. (2019), Costruzioni per le persone. Come infrastrutture sociali possono aiutare a combattere le diseguaglianze, la polarizzazione sociale, e il declino del senso civico, Ledizioni.
  • Maino, G., Cau M. (2020), Guizzo, uno strumento per il brainstorming strutturato nei percorsi partecipati per il welfare
  • Manzini E., (2018), Politiche del quotidiano, Edizioni di comunità.
  • Oldenburg R., (1989), The Great Good Place: Cafes, Coffee Shops, Community Centers, General Stores, Bars, Hangouts, and How They Get You through the Day, Da Capo Press.
  • Schein E. H. (2014), L’arte di far domande. Quando ascoltare è meglio che parlare, Guerini Next.
  • Sclavi M., (2014), Avventure urbane. Progettare la città con gli abitanti, Elèuthera.
  • Sennet R. (2012), Insieme. Rituali, piaceri, politiche della collaborazione Feltrinelli.
  • Sennet R. (2018), Costruire e abitare. Etica per la città, Feltrinelli.