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“Ne usciremo migliori”. Lo abbiamo sentito tante volte in questi anni di pandemia. Tante da far sembrare questa frase, oggi, un vuoto slogan. In provincia di Siena, invece, la Fondazione Monte dei Paschi sta provando a far uscire migliore dalla pandemia il welfare locale. Per davvero. Con un bando ad hoc che ha portato al lancio di quattro progetti sul territorio, dedicati ad anziani, famiglie, persone con disabilità e fragili.

Come vi abbiamo spesso raccontato, le organizzazioni del Terzo Settore hanno subito pesantemente le conseguenze della pandemia. Inizialmente le restrizioni e i lockdown hanno penalizzato tutte quelle attività a elevato contatto sociale e messo a rischio, in particolare, servizi sociali ed educativi essenziali. I risvolti economici della crisi sanitaria hanno spesso messo in discussione la sopravvivenza stessa di molti attori che a livello locale svolgono funzioni cruciali per la tenuta sociale delle comunità.

Per questo negli ultimi mesi sono state numerose le iniziative, promosse soprattutto da Fondazioni e altri enti filantropici, per sostenere il Terzo Settore in questo momento difficile. Tra queste c’è quella del Bando “Riesco, sosteniamo chi sostiene” lanciato nel 2020 dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Innovare il Terzo: l’esperienza del Bando “Riesco”

Come ci hanno spiegato Niccolò Romano e Daniele Messina, impegnati nelle Attività Istituzionali di Fondazione MPS, la pandemia ha richiesto di ripensare il piano delle attività annuali della Fondazione. Dopo aver avviato una serie di misure di tipo emergenziale – per favorire la diffusione di mascherine, la distribuzione di generi alimentari e rafforzare i presidi di prima accoglienza – la Fondazione ha deciso di dare un contributo concreto per sostenere gli enti del Terzo Settore in maniera strategica e strutturale.

Dato quello che può essere il loro ruolo per la comunità senese”, ha affermato Romano, “ci siamo proposti di stimolare e accompagnare le organizzazioni di Terzo Settore verso azioni e progettualità che avessero un significativo impatto in termini di innovazione sociale. Questo significa interventi in grado di proporre nuovi servizi e modelli organizzativi in risposta ai bisogni sociali, ma anche nuove relazioni e nuove collaborazioni“.

L’obiettivo della Fondazione è stato dunque quello di promuovere un cambiamento profondo e non limitarsi a dare risposte parziali inerenti esclusivamente l’emergenza pandemica. Fondazione MPS ha tentato di accompagnare le realtà del Terzo Settore locale nella riprogrammazione dei servizi, in particolare quelli rivolti ai soggetti in condizioni di fragilità e marginalità come gli anziani, le persone con disabilità, le famiglie in difficoltà e i bambini nella fascia 0-6 anni.

Con il bando Riesco si è quindi voluto finanziare – con un budget complessivo di 500.000 euro – quelle progettualità in grado di privilegiare innovazioni di prodotto e di processo in alcuni ambiti chiave: i servizi di cura e assistenza domiciliari, le reti di prossimità, la digitalizzazione nel campo del welfare e l’ibridazione con quegli elementi tradizionalmente esclusi dal campo delle politiche sociali, come il welfare culturale.

Rafforzare le reti e le sinergie territoriali

La strada individuata per creare i presupposti di innovazione è stata quella della costruzione di nuove reti e formule aggregative tra gli attori del territorio senese. Come ci ha detto Daniele Messina, in questo senso la Fondazione ha cercato di favorire il passaggio da una logica di partnership a una di vere e proprie alleanze territoriali.

La sollecitazione di azioni aggregative è uno spunto che ci è arrivato da Flaviano Zandonai e Paolo Venturi, due esperti che ci hanno accompagnato nella strutturazione del bando e nel dialogo iniziale con gli enti“, ha detto Messina. “L’idea che abbiamo cercato di valorizzare è stata quella di rafforzare non solo le reti tra i vari soggetti, ma anche tra i servizi del territorio. In questo modo abbiamo cercato di favorire la ricomposizione dell’offerta di welfare nel contesto senese anche per facilitare l’attivazione dei possibili utenti”.

Per questo sono state sostenute quelle reti che hanno coinvolto attori differenti da quelli tipicamente impegnati in ambito sociale, come le associazioni che si occupano di attività culturali e di sport. Questo, come detto, per valorizzare tutte le risorse presenti sul territorio al fine di riprogrammare il panorama dei servizi alla persona, integrando anche le componenti di solito ai margini dell’idea di welfare.

Il gruppo di lavoro dei progetti del Bando Riesco durante il percorso di progettazione.

Il percorso e il ruolo della Fondazione MPS

Per quanto riguarda l’individuazione dei progetti, il percorso del Bando Riesco ha previsto due momenti distinti. Nel primo le organizzazioni proponenti hanno dovuto presentare un’idea progettuale di massima. Poi, a seguito di una valutazione di merito fatta dalla Fondazione e la selezione delle proposte più interessanti, ha preso il via un percorso di progettazione partecipata che ha visto il coinvolgimento di Flaviano Zandonai, Open Innovation Manager del Gruppo CGM, e Paolo Venturi, Direttore di AICCON.

Questa seconda fase, durata circa due mesi, ha portato alla selezione di quattro progetti e alla realizzazione di una serie di incontri tra i responsabili della Fondazione, i due esperti e i responsabili delle organizzazioni coinvolte nei progetti scelti. È stata una scelta importante e non scontata da parte della Fondazione, che ha voluto da subito garantire un dialogo continuo con gli enti coinvolti, anche allo scopo di favorire la contaminazione e la collaborazione tra le progettualità.

I quattro progetti finanziati, che stanno al momento proseguendo le loro attività, sono:

  • Gioia+, promosso da un partenariato di 30 associazioni che vede come capofila il Centro sociale Auser Dirio Ciani e mira a realizzare un percorso di alfabetizzazione digitale (e al tempo stesso “gentile”) per gli anziani;
  • Spazio DirSI, un progetto avviato dall’associazione Le Bollicine APS insieme ad altre 11 organizzazioni per sostenere la rete di servizi per la disabilità nel contesto senese, prevedendo anche nuovi spazi, sia fisici sia digitali;
  • Connessioni sociali, promosso da APAR Siena con la rete delle Misericordie e delle Pubbliche Assistenze, che punta a realizzare una piattaforma per agevolare azioni di assistenza alle famiglie in difficoltà;
  • Comunità Solidali, che ha come capofila Arci Siena, in partenariato con l’Associazione Corte dei Miracoli, e che vuole avviare un servizio di portierato sociale e altre attività all’interno del quartiere di Ravacciano a Siena.
La presentazione di uno dei progetti finanziati dal Bando Riesco.

Gli “agenti del cambiamento” per innovare il Terzo Settore

Cercando di andare oltre le progettualità finanziate – che vi racconteremo nel corso di una serie di approfondimenti che pubblicheremo su Secondo Welfare nelle prossime settimane – ci sembra rilevante sottolineare il ruolo giocato dalla Fondazione.

In questo contesto l’ente senese ha compiuto uno sforzo importante per avviare un profondo cambiamento nel modo di agire del Terzo Settore locale e quindi un cambio di rotta rispetto al passato. E questo anche grazie alla collaborazione con altri partner, come Percorsi di secondo welfare e Walà.

Come visto, ciò è stato fatto – in primo luogo – allo scopo di guidare le organizzazioni del territorio nella realizzazione di nuovi prodotti, servizi e modelli organizzativi e di fruizione. Il tutto attraverso la creazione di alleanze territoriali e quindi non semplici partenariati, ma collaborazioni capaci di andare oltre la durata della progettualità, per promuovere poi un modello nuovo capace di “sopravvivere” nel tempo. Questo anche aggregando soggetti molto diversi tra loro, non abituati a lavorare insieme.

A questo riguardo, il Presidente della Fondazione MPS Carlo Rossi ci ha detto che “gli Enti del Terzo Settore sono un attore fondamentale per la tenuta sociale di una comunità: essi riescono a garantire una rete capillare sui territori, anche quelli più periferici e frastagliati, in cui il welfare pubblico riesce ad arrivare con fatica, e possono supplire, almeno in parte, al progressivo processo di disgregazione delle reti familiari con nuove forme di prossimità. Esemplare, purtroppo, è stata la crisi pandemica di questi due anni, nei quali le formazioni sociali hanno saputo esprimere risorse infinite, adattandosi a scenari in continuo movimento. E lo stiamo vedendo ancora oggi, nella drammatica attualità della guerra in Ucraina, per cui il Terzo Settore si sta mobilitando e sta dando prova di una significativa capacità d’intervento, anche logistica ed organizzativa, e di una solidarietà che travalica i nostri confini. Di qui la necessità e l’urgenza di agire con forme di intervento che sappiano sostenere questo attore prezioso, e lo aiutino a crescere ancora di più per il bene comune“.

L’approccio che la Fondazione cerca di adottare in ogni suo intervento”, ha proseguito Carlo Rossi, “è quella di accompagnare gli Enti del Terzo settore, riconoscendone in primo luogo il valore, per poi costruire delle relazioni basate sul riconoscimento reciproco. Accompagnare significa in primo luogo comprendere, per poi creare un rapporto e un dialogo che sia il più possibile trasversale e favorisca approcci simili nella relazione tra pubblico e privato sociale. A tale proposito, cito il tema della coprogettazione, al centro del dibattito scientifico di settore negli ultimi anni, che presuppone il superamento della logica dell’appalto in favore di una relazione collaborativa, basata sulla comunanza di interessi nella prospettiva dell’amministrazione condivisa. Ebbene, per riempire di significato e valorizzare questa innovazione sul piano legislativo è necessario che i soggetti coinvolti, sia enti pubblici sia del Terzo Settore, vengano accompagnati e supportati affinché siano messi nella condizione di cogliere questa sfida e ne diventino realmente protagonisti“.

Il Presidente di Fondazione MPS, Carlo Rossi.

Proprio allo scopo di sottolineare questo percorso di capacity building avviato nel contesto senese, come detto nelle prossime settimane racconteremo nel dettaglio i progetti finanziati attraverso Riesco.

 


Questo articolo è parte della serie #SienaInnovazione, con cui Secondo Welfare racconta il percorso di quattro progetti promossi attraverso il Bando Riesco: esempi di innovazione sociale nati nel Senese, utili per altri territori chiamati a innovare il proprio welfare locale. La serie è realizzata con il contributo della Fondazione MPS.