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Il welfare aziendale è un fenomeno sempre più diffuso in Italia. Un numero crescente di organizzazioni, grazie ai benefici fiscali previsti dello Stato ma anche per effetto di una cultura generalmente più attenta al benessere dei lavoratori, sceglie infatti di sostenere i propri dipendenti e collaboratori attraverso misure e benefit di natura sociale. Valutare il “peso” di questi interventi e il valore aggiunto che rappresentano per i territori in cui si realizzano non è tuttavia cosa semplice.

I dati a disposizione – peraltro riferiti nella maggior parte dei casi a componenti specifiche, come singole aziende, provider, comparti o territori specifici – a volte sono in grado di dirci i benefici che il welfare aziendale genera per i lavoratori, mentre molto più raramente permettono di valutare se ci siano effetti sulle comunità in cui essi vivono. Per questa ragione, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena ha promosso un percorso in più tappe volto a promuovere lo sviluppo del welfare aziendale "a filiera corta" nel suo territorio di riferimento. Con questa espressione ci si riferisce a una forma di welfare aziendale fortemente aperta al territorio, incline ad attivare filiere di produzione di valore capaci di mettere a sistema le risorse locali (a partire da quelle del Terzo Settore) e innescare circoli virtuosi di sviluppo (sociale ed economico) in una prospettiva sostenibile e inclusiva, coerente con quella dell’Agenda 2030 promossa dall’ONU. 

La prima tappa di questo percorso ha previsto la realizzazione di un’indagine, condotta da ricercatori e ricercatrici di Percorsi di secondo welfare nel corso del 2020. La ricerca, con la quale si è voluto esplorare lo sviluppo del welfare aziendale in provincia di Siena, ha inteso scattare una fotografia aggiornata del fenomeno nel Senese, ma anche mappare il posizionamento dei principali stakeholder territoriali sul tema – in modo particolare del mondo della cooperazione sociale – anche alla luce della crisi pandemica da Covid-19.

Stando ai principali risultati emersi, gli enti del Terzo Settore del senese potrebbero avere un ruolo cruciale per cercare di incentivare modelli a filiera corta capaci di creare le condizioni perché si attivino modelli di welfare aziendale territoriale. Come già accaduto in altri contesti, il Terzo Settore potrebbe infatti garantire una significativa fornitura di servizi anche nel campo del welfare aziendale e il know-how delle cooperative sociali rappresenterebbe un punto di forza per la realizzazione di piani all’interno delle singole imprese o per l’implementazione di progettualità territoriali. Al momento sembrano esserci però alcuni limiti culturali e organizzativi nel tessuto cooperativo senese, dettati soprattutto da una forte dipendenza dall’attore pubblico e da una scarsa propensione all’innovazione.

Anche per tale ragione, la seconda tappa del percorso ha previsto la realizzazione di un ciclo di incontri di formazione e accompagnamento condotto da Percorsi di secondo welfare e rivolto al Terzo Settore, alle parti sociali di tutti i settori e alle organizzazioni pubbliche. L’intento è stato quello di predisporre attività formative e laboratoriali per garantire un maggiore engagement degli attori locali e delle loro rappresentanze, al fine di strutturare una governance territoriale per promuovere e coordinare interventi e iniziative legate al tema del welfare aziendale, possibilmente a "filiera corta". Il ciclo si è sviluppato in  5 incontri svolti tra marzo e giugno 2021, nel corso dei quali sono state presentate alcune interessanti esperienze di welfare territoriale sviluppatesi in varie aree del Paese, come il Progetto Valoriamo di Lecco, Beatrice – il welfare condiviso in Val Seriana , BiellaWelfare nel biellese, la Rete Come Te nelle regioni del Nord-est, e altre ancora.

Al termine di questo ciclo di incontri, la Fondazione intende lavorare a un nuovo bando per sostenere economicamente e sul piano operativo le organizzazioni del territorio che hanno la volontà e l’interesse nell’investire nella realizzazione di progettualità incentrate sul welfare aziendale ad ancoraggio territoriale. L’auspicio è che questo percorso, che si è basato su solide basi scientifiche e ha investito nel coinvolgimento diretto degli stakeholder locali, possa determinare un cambiamento concreto nel sistema di welfare del territorio di riferimento di Fondazione MPS.

E, perché no, possa rappresentare un modello esemplare replicabile su altri territori in cui appare necessario individuare nuovi approcci per affrontare i rischi e bisogni sociali esacerbati (anche) dalla crisi pandemica.


Questo articolo è stato pubblicato su il Punto – Pensioni & Lavoro, il blog del Centro Studi Itinerari Previdenziali, ed è stato qui riprodotto previo consenso dell’autore.