inclusione sociale

Nei servizi di prossimità esiste un patrimonio di conoscenza spesso poco valorizzato ma fondamentale per comprendere e affrontare (meglio) le fragilità. Per farlo servono però strumenti adeguati, continuità metodologica e una certa disciplina organizzativa. Le Cucine Economiche Popolari di Padova hanno realizzato un’analisi di materialità per andare in questa direzione.
Attraverso storie raccolte nel sistema della giustizia minorile, il volume di Antonella Inverno offre un’analisi approfondita delle fragilità, della violenza e delle sfide sociali che caratterizzano il mondo degli adolescenti contemporanei. Al contempo, mostra anche le opportunità di inclusione e percorsi educativi possibili per promuovere giustizia e partecipazione.
L’integrazione di strumenti digitali e l’affermazione dell’intelligenza artificiale stanno contribuendo allo sviluppo del Digital Welfare State, trasformando le politiche in senso sempre più predittivo. Se da un lato questa evoluzione promette maggiore efficienza e interventi più mirati, dall’altro solleva interrogativi su equità, trasparenza e nuove forme di esclusione.
Questa realtà che offre servizi di prossimità a persone fragili ha sviluppato un sistema di monitoraggio strutturato per leggere più consapevolmente ciò che accade all’interno dei suoi servizi, orientando le proprie scelte strategiche sulla base di informazioni che per lungo tempo non ha preso in considerazione. Pur radicata in un contesto specifico, questa dinamica permette una riflessione che riguarda l’intero Terzo Settore.
Quanto previsto dal decreto legislativo 62/2024 costituisce una svolta non solo giuridica ma anche culturale. Luciano Pasqualotto e Angelo Lascioli dell’Università di Verona analizzano l’importanza del Progetto di Vita e riflettono su come la AI possa supportare i servizi coinvolti nella sua elaborazione, contribuendo a dare forma ai contenuti e a rafforzare la coerenza e la qualità delle decisioni.
Ha provato a misurarlo un’indagine di Fondazione Paideia e Doxa, presentata a Torino a fine settembre nell’ambito del Festival di Paideia. Scoprendo - tra le altre cose - che l'impatto sulle donne è molto più significativo che sugli uomini.
Non lezioni frontali ma conversazioni tra pari che favoriscano l'inclusione. Così Fondazione Ufficio Pio trasforma l’apprendimento della lingua italiana in un’esperienza di incontro che crea legami e cambia lo sguardo sulla realtà.