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Una campagna per riportare al centro dell’attenzione il valore del lavoro sociale e educativo. Questo è l’obiettivo di Specie Rare, un’iniziativa di Koinè Cooperativa Sociale che ha preso forma come una campagna visiva e comunicativa per difendere una professione che, se non tutelata, rischia di scomparire. 

Dopo aver attraversato Milano con una mostra diffusa in metropolitana e sulle strade, Specie Rare è stata ufficialmente presentata mercoledì 22 aprile presso l’Hub cooperativo di Legacoop Lombardia. La campagna – ideata e realizzata da Lampo TV,  in collaborazione con Legacoopsociali e Legacoop Lombardia e con Vita come media partner – vuole valorizzare le figure degli educatori, educatrici e operatori sociali, spesso invisibili nel dibattito pubblico, ma fondamentali per il benessere delle comunità.

Specie Rare prende spunto da un’analogia provocatoria: il paragone con animali in via di estinzione. Con un linguaggio visivo che mescola ironia e realismo, la campagna denuncia la pericolosa condizione in cui versano oggi queste professioni: stanchezza, disallineamento rispetto ai bisogni sociali, e una visibilità sempre minore. La provocazione è chiara: senza un “habitat” favorevole, queste professioni rischiano di scomparire. E con loro, il welfare stesso.

Una campagna che nasce dall’ascolto delle voci dei lavoratori

Campagna Koinè Specie Rare Panda educatore

Specie Rare non è solo una campagna di sensibilizzazione, ma un’iniziativa che nasce da un processo di ascolto diretto delle persone che ogni giorno si occupano di fragilità. Koinè Cooperativa Sociale ha voluto fermarsi ad ascoltare le persone che operano ogni giorno nel sociale chiedendo loro di raccontare la realtà del loro lavoro. Le risposte emerse sono state nette: da un lato, la fatica e le difficoltà quotidiane, dall’altro, il senso profondo di trasformazione sociale che deriva dall’accompagnare minori, famiglie e persone in difficoltà.

Secondo Alessia Minuz, Presidente di Koinè, Specie Rare è il frutto di una riflessione che riguarda non solo il settore del welfare, ma la società nel suo complesso. “Non chiediamo compassione, ma responsabilità collettiva”, ha dichiarato. Il lavoro educativo e sociale è infatti una risorsa che riguarda tutti e non può più essere trattata come una questione esclusivamente interna al settore.

Un invito a prendere responsabilità

Nel contesto attuale di fragilità sociale, in cui quasi 6 milioni di persone vivono in povertà assoluta (2024), il ruolo degli operatori sociali è essenziale. Tuttavia, come evidenziato durante l’evento di presentazione, la professione sta perdendo attrattività e i dati sul turnover sono allarmanti. Un aspetto che Marta Battioni, Dipartimento Welfare di Legacoop Lombardia e vicepresidente nazionale Legacoopsociali, ha messo in evidenza come una delle principali criticità. “Per Legacoop la tutela dei diritti e della qualità della vita e del lavoro è un tema prioritario, oltre ad essere un impegno costante nei tavoli di contrattazione”. In questo contesto, ha aggiunto Battioni, “Legacoopsociali è tra i firmatari dell’ultimo rinnovo contrattuale delle cooperative sociali, sottoscrivendo per i suoi lavoratori un aumento del 17% del salario fino al 2026. Ma non basta. È necessario un riconoscimento economico e contrattuale che vada oltre le parole”.

La campagna Specie Rare si pone anche come una riflessione sul valore del lavoro sociale e sulla necessità di proteggere le sue fondamenta. Come sottolineato da Attilio Dadda, presidente di Legacoop Lombardia: “La campagna di Koinè, con la sua audacia e determinazione, fa emergere le fragilità di una professione non adeguatamente valorizzata e la necessità politica di investire sul welfare, con azioni congiunte, in rete con istituzioni, cittadinanza e territori, per continuare a offrire risposte a bisogni di cura e per il benessere delle comunità”.

Riflettere sul futuro del welfare

La campagna lanciata da Koinè non si limita a sensibilizzare, ma vuole far emergere una domanda cruciale: cosa succederebbe se le figure educative e sociali scomparissero dalla nostra società?

Campagna Koinè Specie Rare Gufo Assistente SocialeDurante la presentazione dell’iniziativa, Silvio Premoli, professore di Pedagogia Generale e Sociale, ha sottolineato l’importanza di cambiare la narrazione, capovolgendo il modo in cui percepiamo il lavoro sociale. Giulia Moroni, coordinatrice dell’area Minori e Famiglie di Koinè, ha invece portato in luce le difficoltà quotidiane degli operatori, evidenziando come la professione stia affrontando una crisi di attrattività che sta diventando insostenibile. “Quando abbiamo constato che il dato del turnover diventava drammatico, ci siamo fermati a riflettere”, ha spiegato Moroni, “e siamo partiti dall’ascolto delle operatrici e degli operatori, per comprendere le sfide che affrontano ogni giorno”.

Anche Chiara Scardicchio, professoressa di Pedagogia Generale e Sociale, ha invece sottolineato sottolineando l’importanza della rigenerazione dell’immaginario collettivo per dare valore al lavoro sociale. Infine, la testimonianza di Laura Pomari, mamma di un bambino che frequenta un asilo nido di Koinè, ha evidenziato l’importanza di poter contare su educatori competenti, in grado di accompagnare le famiglie nella crescita dei propri figli. “Nel nido gestito da Koinè ho trovato accoglienza, condivisione, sicurezza e competenza” ha raccontato Pomari.

Specie Rare è dunque un appello forte e chiaro: il welfare sociale è una risorsa che dobbiamo proteggere e custodire. La campagna non offre soluzioni immediate, ma vuole sollecitare una riflessione collettiva sulle condizioni in cui versano queste professioni. Per farlo, è necessario un dialogo aperto tra istituzioni, cooperative, famiglie e cittadini.

Come ha concluso Minuz, costruire un habitat favorevole a queste professioni riguarda tutti: istituzioni, committenti, università, media e cittadini. È una responsabilità condivisa”.