A Cascina Oremo lo sport rappresenta molto più di un’attività motoria. È uno strumento educativo, un’occasione di relazione e un linguaggio capace di mettere in connessione persone con caratteristiche, età e bisogni differenti. Come avviene negli altri servizi presenti nella Cascina, di cui abbiamo già avuto modo di raccontare su Percorsi di Secondo Welfare1, anche l’area Sport e Inclusione nasce dalla convinzione che il benessere delle persone si costruisca attraverso reti di collaborazione tra scuola, famiglie, Terzo Settore, istituzioni e comunità.
L’attività sportiva si sviluppa lungo tutto l’arco della vita, dai bambini della scuola dell’infanzia fino agli adulti, con percorsi che intrecciano educazione, attività motoria e inclusione sociale. L’obiettivo non è semplicemente proporre sport accessibili, ma creare contesti nei quali ciascuno possa partecipare, apprendere e costruire relazioni significative.
Lo sport come strumento educativo
Con riferimento alle persone con disabilità, alla base delle attività dell’area vi è un approccio che supera una visione della disabilità centrata esclusivamente sulla persona. Il riferimento è il modello bio-psico-sociale dell’International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF), elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2001, secondo cui il funzionamento di ciascun individuo dipende dall’interazione tra caratteristiche personali e ambiente. In questa prospettiva non è la persona a doversi adattare al contesto, ma è il contesto che deve essere progettato per favorire la partecipazione di tutti.
Questo approccio dialoga con i principi del welfare di comunità che ispirano l’intero progetto di Cascina Oremo: costruire servizi capaci di attivare risorse, creare legami e generare corresponsabilità tra tutti gli attori del territorio. Lo sport diventa così uno spazio nel quale promuovere autonomia, cittadinanza e partecipazione, andando oltre la semplice pratica motoria.
In questa prospettiva, l’attività motoria non è un fine, ma uno strumento educativo. Lo sport viene progettato per creare occasioni di incontro, valorizzare le differenze e favorire la partecipazione di tutti, in linea con i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (2006), che riconosce l’accessibilità e la piena partecipazione alla vita sociale come diritti fondamentali.
I progetti di inclusione scolastica: crescere gli adulti del domani
In Italia il percorso verso una scuola realmente inclusiva ha radici profonde anche dal punto di vista normativo, ma continua a confrontarsi con alcune criticità. Le ricerche mostrano come l’inclusione rischi ancora, in molti casi, di essere affidata prevalentemente all’insegnante di sostegno, anziché diventare una responsabilità condivisa dell’intera comunità educante. Allo stesso tempo, emerge come la qualità delle relazioni, del clima di classe e delle esperienze vissute insieme rappresenti uno degli elementi più significativi per favorire la partecipazione degli alunni con disabilità (Ianes et al., 2011; OMS, 2001).
È proprio da questa consapevolezza che nascono i progetti di inclusione scolastica sviluppati dalla Cooperativa Sociale Sportiva-Mente che gestisce proprio l’area Sport e Inclusione di Cascina Oremo. L’obiettivo non è soltanto offrire un supporto ai singoli studenti, ma accompagnare le classi nella costruzione di contesti in cui ciascun bambino possa sentirsi parte attiva del gruppo. L’inclusione, in questa prospettiva, riguarda l’intera comunità scolastica: studenti, insegnanti, educatori e famiglie sono chiamati a condividere un percorso di crescita comune.
I progetti proposti sono svolti nelle palestre e negli spazi messi a disposizione dalle scuole dell’infanzia e della scuola primaria del territorio biellese (Progetti YAP per l’età 3-7 anni nelle scuole dell’infanzia e il primo anno di scuola primaria, I.E.S. per l’età 8-11 anni per gli anni rimanenti della scuola primaria) e nella piscina di Cascina Oremo (progetti InclusiOne per i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria).
La metodologia adottata si fonda sull’educazione socio-affettiva, un approccio educativo che promuove la conoscenza di sé, la gestione delle emozioni e lo sviluppo delle competenze relazionali. Attraverso il circle time, i giochi motori cooperativi e attività costruite sulle caratteristiche del gruppo classe, bambini e bambine sperimentano modalità di comunicazione, collaborazione e aiuto reciproco. Il movimento diventa così un linguaggio condiviso che permette di conoscersi, superare stereotipi e sviluppare una cultura dell’inclusione.
Questa impostazione trova fondamento anche nella Contact Theory di Gordon Allport (1954), secondo cui il contatto diretto e significativo tra persone appartenenti a gruppi diversi rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre stereotipi e pregiudizi. Le attività vengono infatti progettate affinché tutti gli alunni partecipino insieme, valorizzando la collaborazione tra pari attraverso metodologie come il cooperative learning, il tutoring e il lavoro di gruppo.
Anche il gioco assume un ruolo centrale. La letteratura pedagogica e psicologica evidenzia come l’attività ludica favorisca contemporaneamente lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale. Quando è progettata in chiave inclusiva, l’attività motoria consente ai bambini di sperimentare cooperazione, fiducia, rispetto delle regole e riconoscimento reciproco, contribuendo a costruire relazioni significative che proseguono anche oltre il contesto scolastico.
L’impegno di Cascina Oremo si traduce in una presenza diffusa nelle scuole del territorio. Nel corso dell’ultimo anno i progetti hanno coinvolto 2080 studenti di cui 156 studenti con disabilità in 12 istituti scolastici, grazie al lavoro di 8 educatori, per un totale di 126 progetti attivati (49 YAP, 35 I.E.S. 42 InclusiOne). Numeri che raccontano una rete educativa costruita nel tempo e una presenza continuativa accanto alle scuole, alle famiglie e agli insegnanti.
L’esperienza maturata negli anni ha permesso di riscoprire lo sport non solo come attività orientata alla competizione, ma soprattutto come strumento di inclusione e di relazione, in particolare per le persone con disabilità. I progetti scolastici, cresciuti da un’unica esperienza nel 2012 a oltre 100 iniziative ogni anno, dimostrano l’efficacia di questo approccio nel promuovere l’inclusione sociale, favorire le relazioni tra i bambini e avvicinare fin dalla giovane età all’attività motoria i bambini con disabilità. Questi percorsi rappresentano un’opportunità concreta per trasmettere il valore delle differenze e il diritto di ciascuno a partecipare con le proprie abilità e i propri tempi.
Lavorare nelle scuole dell’infanzia e primaria ci permette di trasmettere il nostro messaggio agli adulti del domani, mettendo le basi per avere un modo futuro più inclusivo.
Lo sport unificato: imparare insieme
Tra le esperienze che meglio rappresentano la filosofia dell’area Sport e Inclusione di Cascina Oremo vi è lo Sport Unificato, il modello promosso da Special Olympics che riunisce nella stessa squadra persone con e senza disabilità intellettiva. L’obiettivo non è creare occasioni di partecipazione “protette”, ma costruire contesti nei quali tutti gli atleti condividano allenamenti, responsabilità, sfide e successi, riconoscendosi reciprocamente come compagni di squadra.
Il principio su cui si fonda questo approccio è semplice quanto rivoluzionario: allenarsi insieme e giocare insieme rappresenta una delle vie più efficaci per costruire amicizia, comprensione reciproca e inclusione sociale. La relazione nasce dall’esperienza condivisa e non dall’assistenza; il terreno di gioco diventa così uno spazio nel quale stereotipi e pregiudizi lasciano progressivamente spazio alla conoscenza diretta della persona.
Alla base dello Sport Unificato vi è il principio del Meaningful Involvement (“coinvolgimento significativo”), che rappresenta il riferimento metodologico dell’intero programma. Ogni atleta, indipendentemente dalle proprie abilità, deve poter contribuire concretamente al raggiungimento degli obiettivi della squadra. Questo significa progettare gruppi equilibrati per età e livello di competenza, evitare che alcuni partecipanti assumano un ruolo dominante e creare le condizioni affinché ciascuno possa esprimere il proprio potenziale all’interno del gioco. Il valore della squadra, quindi, non dipende dalla prestazione dei singoli, ma dalla possibilità che ogni componente partecipi in modo autentico e significativo.
In questa prospettiva, la competizione rappresenta soltanto una parte del percorso. L’allenamento condiviso, la costruzione delle relazioni e la crescita reciproca assumono un’importanza educativa almeno pari al risultato sportivo. Lo sport diventa così uno strumento attraverso cui promuovere competenze sociali, senso di appartenenza, responsabilità e fiducia reciproca, contribuendo alla costruzione di comunità più inclusive.
È questa visione che ispira anche le attività dell’area Sport e Inclusione di Cascina Oremo: lo Sport Unificato non viene interpretato come una disciplina specifica, ma come un modo di progettare l’attività motoria, nel quale la diversità rappresenta una risorsa per l’apprendimento di tutti. Attraverso esperienze condivise, bambini, ragazzi e adulti imparano che la partecipazione, il rispetto reciproco e la collaborazione costituiscono il presupposto per una società capace di riconoscere il valore di ogni persona.
Un’occasione per costruire relazioni sostenibili
Nello sport come nella società condividere gli stessi ambienti e attività è importante per costruire relazioni sostenibili che favoriscono il benessere di tutti i partecipanti; nel contesto dell’area sport e inclusione si cerca di concepire e proporre attività sportive che permettano a ognuno di esprimere il massimo del proprio potenziale. È importante stimolare tutti i partecipanti con e senza disabilità a misurarsi coi propri limiti fisici e non solo. Scoprire insieme a chi è diverso da noi un modo nuovo di guardare alle proprie potenzialità aumenta la consapevolezza di ciò che potremmo fare e che solo grazie alla condivisione con qualcun altro possiamo realizzare. SI vuole andare oltre il principio della massima performance avendo per obiettivo il massimo benessere di tutti i giocatori, dentro e fuori dal campo. Lo sport unificato è uno strumento privilegiato per far crescere bambini e bambine, donne e uomini responsabili in grado di affrontare i propri problemi e di aiutare anche chi hanno accanto a realizzare i propri sogni. Si guarda all’esperienza sportiva come a un catalizzatore in grado di potenziare le abilità di ognuno, qualità preziose da sfruttare nella vita di tutti i giorni.
Da oltre vent’anni, l’esperienza in Sportivamente rappresenta l’opportunità di unire la passione per lo sport, la professione educativa e il desiderio di contribuire, anche solo in minima parte, a rendere il contesto sociale più inclusivo. Questo percorso continua a essere una forte motivazione per impegnarsi ogni giorno, crescere professionalmente e umanamente insieme a tutte le persone che si incontrano lungo il cammino.
Attività motorie e piscina: il movimento lungo tutto l’arco della vita
L’offerta sportiva comprende inoltre attività motorie rivolte a bambini, adolescenti, adulti e persone anziane, con percorsi costruiti in base alle esigenze e agli obiettivi di ciascuno.
Un ruolo importante è svolto anche dalla piscina, nella quale trovano spazio attività educative, percorsi riabilitativi, corsi di acquaticità e interventi finalizzati allo sviluppo delle autonomie. L’ambiente acquatico rappresenta infatti uno spazio privilegiato per lavorare sul movimento, sulla relazione e sulla fiducia, offrendo opportunità accessibili a persone con bisogni differenti.
Il centro estivo e il valore del volontariato
L’attenzione alla crescita della persona prosegue anche durante il periodo estivo attraverso il centro estivo di Cascina Oremo, che integra attività sportive, laboratori e proposte educative in un contesto inclusivo. Le esperienze proposte diventano occasioni per sperimentare autonomia, costruire relazioni e vivere il territorio.
Accanto ai professionisti operano numerosi volontari, il cui contributo rappresenta una componente essenziale del progetto. Il volontariato non costituisce soltanto un supporto organizzativo, ma un’esperienza di cittadinanza attiva che rafforza i legami tra Cascina Oremo e la comunità locale, contribuendo alla costruzione di una cultura dell’inclusione condivisa.
Lo sport come bene comune
L’esperienza dell’area Sport e Inclusione mostra come l’attività motoria possa diventare un dispositivo di welfare capace di generare benessere individuale e collettivo. Attraverso la coprogettazione con scuole, famiglie, associazioni e istituzioni, lo sport contribuisce a creare opportunità di partecipazione e a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
In questa prospettiva, il movimento non rappresenta soltanto un’attività da praticare, ma uno strumento attraverso cui costruire relazioni, valorizzare le differenze e promuovere una società più inclusiva.
Riferimenti bibliografici
- Organizzazione Mondiale della Sanità (2001). International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF). Ginevra.
- Gordon Allport (1954). The Nature of Prejudice.
- Dario Ianes, Demo H., Zambotti F. (2011). Gli insegnanti e l’integrazione.
- United Nations (2006). Convention of the Rights of Persons with Disabilities.
- Special Olympics. Young Athletes Program (Y.A.P.) e Unified Sports®
Note
- Anche affrontando, poi, le specificità per orientamento, apprendimento e crescita

