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Il 18 marzo 2026 presso la Fondazione Banca Popolare di Milano è stata presentata Famille, una piattaforma realizzata da Mykes Impresa sociale che vuole aiutare a costruire un ecosistema di welfare generativo – fisico e digitale – finalizzato a sostenere il benessere delle famiglie nei primi 1.000 giorni di vita dei figli. Il progetto intende mettere in relazione famiglie, servizi e comunità in contesti urbani, favorendo un cambiamento culturale che riconosca la genitorialità come una responsabilità collettiva. Di seguito vi raccontiamo questo nuovo strumento.

La genitorialità nei contesti urbani

L’idea di Famille nasce dall’analisi dell’esperienza della genitorialità nelle comunità urbane, come Milano: diventare genitori è sempre più un’esperienza ambivalente: desiderata, ma anche un momento di fragilità e solitudine. Questo riflette una distanza tra bisogni emergenti e capacità di risposta del welfare tradizionale, spesso privo delle risorse necessarie per intercettare la complessità e pluralità delle traiettorie familiari. I trend demografici lo confermano: famiglie più piccole, nonni e nonne meno disponibili, e la crescente condizione di caregiving in cui si sommano responsabilità di cura verso figli e figlie e genitori. A ciò si aggiunge il divario tra desiderio e realizzazione della genitorialità: secondo ISTAT (2024), circa il 70% dei giovanissimi desidera avere figli, ma, come ricordato durante la presentazione dal Prof. Francesco Billari, demografo e rettore dell’Università Bocconi,  l’Italia resta tra i paesi con più bassa fecondità (1,18 figli per donna). Sul piano socioeconomico, incidono inoltre la “child penalty”, che penalizza soprattutto le donne, a fronte di livelli di istruzione e occupazione femminile in crescita.

Questi fenomeni si intrecciano e acuiscono con l’elevata urbanizzazione: oltre l’80% della popolazione italiana vive in contesti urbani, il che rende le città il luogo chiave in cui si giocano le sfide della genitorialità. In questo scenario, Milano rappresenta un contesto emblematico, caratterizzato da elevata longevità, forte presenza di persone anziane e crescente multiculturalità, con una quota significativa di persone minori di origine diversa da quella italiana. La genitorialità diventa così un’esperienza profondamente situata, influenzata dalla qualità delle reti sociali e dall’accesso ai servizi.

In tale contesto emergono bisogni che vanno oltre l’offerta tradizionale e che richiedono di intercettare le famiglie nei primi 1.000 giorni della genitorialità, per attivare risposte più capillari anche grazie agli attori e le risorse già presenti nei quartieri, come i servizi di nido d’infanzia o le realtà del Terzo Settore. Infatti, risulta fondamentale la promozione di spazi di incontro tra famiglie, capaci di contrastare l’isolamento e rafforzare competenze relazionali dei genitori.

Ma per essere efficaci, le risposte non devono essere solo competenti, ma anche semplici, accessibili e personalizzate, capaci di accompagnare concretamente la pluralità dei percorsi genitoriali. Quindi, è cruciale superare barriere simboliche che limitano l’accesso ai servizi e sviluppare un linguaggio comune tra ambiti socioeducativi, sociosanitari e amministrativi, oggi frammentati, poco comprensibili e confondenti per i genitori.

Un ecosistema per connettere e orientarsi

Investire nei primi anni di vita è una strategia efficace di investimento sociale: una fase cruciale sia per lo sviluppo delle bambine e dei bambini, ma anche per i genitori. Come evidenziato da James Heckman, ogni euro investito nella prima infanzia genera ritorni elevati nel lungo periodo pari al 13%1.

È in questa prospettiva che nasce Famille , che intende mettere in relazione famiglie, servizi e comunità nei contesti urbani.

Al centro di questo progetto c’è una piattaforma digitale in fase di lancio che ambisce a rendere più comprensibile e accessibile l’offerta di welfare, senza sostituirsi ai servizi esistenti ma valorizzandoli e rendendoli visibili. Ma l’obiettivo è anche più ampio: promuovere un cambiamento culturale che riconosca la genitorialità come una responsabilità collettiva, non solo privata.

L’approccio si fonda su tre pilastri: orientamento, accompagnamento e connessione. Da un lato, Famille aiuta le famiglie a orientarsi in un sistema spesso frammentato, riducendo le disuguaglianze informative che penalizzano chi ha meno risorse culturali o relazionali. Un elemento distintivo è l’uso dell’intelligenza artificiale (Milly), progettata a partire da contenuti validati da professionisti e professioniste – come consultori, servizi educativi e strutture sanitarie milanesi. Questo consente di offrire informazioni affidabili e personalizzate, ad esempio in base alla posizione geografica, mantenendo al contempo una regia qualificata dei contenuti.

Dall’altro, offre un accompagnamento che tiene insieme dimensione pratica ed emotiva, sostenendo i genitori anche nei carichi burocratici e nelle fasi di maggiore vulnerabilità. In questa direzione si inseriscono anche iniziative come le “Admin morning”, momenti di comunità in cui i genitori vengono supportati nello svolgimento di adempimenti burocratici spesso rimandati, trasformando un carico individuale in un’esperienza condivisa e accessibile.

Infine, promuove connessioni: tra famiglie e servizi, ma anche tra famiglie stesse, favorendo la costruzione di reti di mutuo aiuto. In questa direzione si inseriscono le “support bubble”, comunità intenzionali di famiglie che si sostengono reciprocamente, ispirate a esperienze del Nord Europa e adattate al contesto locale attraverso un accompagnamento professionale.

Per rafforzare l’infrastruttura civica

In un contesto come Milano, dove l’offerta di servizi è ampia ma spesso difficile da navigare, costruire un ecosistema di questo tipo significa rafforzare una vera e propria infrastruttura civica.

L’obiettivo, in questo senso appare chiaro: passare da un welfare reattivo a uno preventivo, capace di intercettare i bisogni prima che diventino fragilità conclamate e di accompagnare le famiglie lungo tutto il loro percorso costruendo comunità.

Per farlo Mykes ha scelto di sviluppare Famille in collaborazione con il Comune di Milano, Regione Lombardia, i Consultori dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco, Save the Children, il Politecnico di Milano, l’Università Bocconi e altre numerose cooperative sociali e reti professionali, e può contare sul supporto di Fondazione Banca Popolare di Milano, Fondazione Vodafone, Fondazione Marazzina e Generas Foundation.

Nei prossimi mesi vedremo se e come questa piattaforma permetterà di muoversi in tale ottica nel contesto milanese, anche attraverso la creazione di presìdi fisici e il potenziamento dell’accessibilità linguistica e culturale. E, a tendere, verificare ulteriori prospettive di sviluppo e la replicabilità del modello in altri contesti.

 

 

Note

  1. Per approfondire si veda García J.L., Heckman J.J., Leaf D.E. e Prados M.J. (2017), Quantifying the Life-cycle Benefits of a Prototypical Early Childhood Program, in “NBER Working Paper” n. 23479
Foto di copertina: Simone Manfredi