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La scuola che vorrei: la parola a studenti e studentesse

L'Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza lancia una consultazione pubblica per alunni e alunne delle scuole superiori di secondo grado tra i 14 e i 18 anni. L'obiettivo? Rispondere alla necessità e al diritto di ascolto e partecipazione dei minorenni e delineare nuove indicazioni per le Istituzioni.
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Ascolto e partecipazione. Queste le parole chiave che fanno da sfondo a “La scuola che vorrei, la consultazione pubblica di studenti e studentesse organizzata dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). L’iniziativa, realizzata in collaborazione con skuola.netdurerà fino all’8 novembre e coinvolgerà alunni delle scuole superiori di secondo grado tra i 14 e i 18 anni.

Le 26 domande della consultazione sono state elaborate dalla Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Agia. Cinque gli ambiti d’indagine toccati: gli spazi, la didattica, le tecnologie, le valutazioni e il rapporto con il territorio.

Secondo Carla Garlatti, Garante per l’infanzia e l’adolescenza, “La scuola che vorrei” è una vera e propria forma di democrazia partecipativa che ha l’obiettivo è costruire un ponte tra giovani e Istituzioni, sfruttando adeguatamente le potenzialità del digitale. I risultati della consultazione costituiranno la base delle nuove indicazioni da portare all’attenzione del Ministro dell’Istruzione, governo, regioni ed enti locali.

L’ascolto delle esigenze e dei desideri dei minorenni è infatti un diritto sancito dalla Convenzione di New York. Diritto che il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza chiede da tempo all’Italia di attuare completamente, in ogni sua declinazione. Lo scorso marzo anche la Commissione Europea ha riconosciuto la promozione della partecipazione come una delle principali aree d’azione della prima Strategia europea sui diritti dell’infanzia.

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