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Dal 28 al 31 gennaio 2026, il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Firenze ha ospitato il IX Convegno Annuale di SISEC, la Società Italiana di Sociologia Economica, dedicato al tema “L’era del disordine. Conflitto e cooperazione nel capitalismo contemporaneo”. Un titolo che ben restituisce le tensioni che attraversano oggi i sistemi economici e di welfare, chiamati a confrontarsi con bisogni sociali sempre più complessi, affrontati attraverso un articolato programma di sessioni plenarie e panel paralleli.

Percorsi di Secondo Welfare (P2W) ha contribuito attivamente al dibattito con diversi interventi, portando all’attenzione dei e delle partecipanti ricerche e riflessioni su sanità territoriale, Long Term Care, welfare aziendale, advocacy e integrazione dei servizi. Di seguito trovate un resoconto dei nostri contributi su questi temi.

LTC e riforme: il ruolo degli attori e dello scambio politico

Nella sessione “Ripensare la sanità (pubblica) nell’era del disordine: tra diseguaglianze e innovazioni” coordinata da Marco BettiFranca Maino, Valeria De Tommaso, ha presentato il contributo “Le riforme della long-term care nei Paesi dell’Europa meridionale: istituzioni, attori e interessi”.

Un’analisi comparata delle traiettorie di riforma della Long Term Care in Spagna, Portogallo e Italia, che evidenzia come, a fronte di pressioni demografiche simili, i tre Paesi abbiano prodotto esiti molto diversi.

La chiave interpretativa proposta è stata quella dello scambio politico, ovvero il processo di negoziazione tra governi e attori organizzati che consente di tradurre vincoli funzionali e pressioni sociali in soluzioni istituzionali politicamente praticabili. L’analisi ha messo in luce il ruolo delle idee, delle coalizioni e dei meccanismi compensativi (tra servizi e trasferimenti monetari) nel determinare il successo o i limiti delle riforme, offrendo spunti rilevanti per il dibattito sul futuro della non autosufficienza in Italia.

Le Centrali Operative Territoriali: architettura e frammentazione

Nella stessa sessione, Marco Betti e Franca Maino hanno presentato il contributo “Il software dell’integrazione: le COT tra omogeneità e frammentazione”, dedicato alle Centrali Operative Territoriali (COT, appunto), introdotte dal D.M. 77/2022 come snodo chiave per il coordinamento delle cure di transizione.

L’analisi ha inteso leggere le COT come una vera e propria architettura abilitante dell’integrazione sociosanitaria: un “software” chiamato a mettere in connessione strutture, professionisti e livelli di cura diversi. A partire da dati qualitativi e quantitativi, il lavoro ha messo in evidenza come, nonostante il rispetto formale del cronoprogramma previsto dal PNRR, l’implementazione delle COT restituisca un quadro fortemente eterogeneo tra regioni.

Le differenze nell’integrazione dei sistemi informativi, nella definizione dei ruoli organizzativi, nel coinvolgimento dei medici di medicina generale e nello stato di avanzamento delle Case e degli Ospedali di Comunità, hanno spiegato Betti e Maino, rischiano così di produrre un patchwork di modelli, limitando la portata innovativa della riforma e il suo potenziale in termini di equità.

Welfare aziendale: opportunità e rischi di un pilastro in espansione

Il contributo di Percorsi di Secondo Welfare al convegno si è esteso anche al tema del welfare aziendale con un’intera sessione dedicata al tema “Opportunità e rischi del welfare aziendale in Italia e in prospettiva comparata”, coordinata da Stefano Ronchi, Riccardo Grazioli e Valentino Santoni. Durante il panel sono stati discussi gli sviluppi recenti del welfare aziendale, la cui diffusione è stata fortemente accelerata dagli incentivi fiscali introdotti a partire dal 2016.

La sessione ha messo in evidenza il duplice volto del welfare aziendale: da un lato, una possibile risorsa per integrare l’offerta pubblica e migliorare il benessere dei lavoratori; dall’altro, il rischio di accentuare disuguaglianze territoriali e occupazionali, sostituendosi in modo selettivo alle politiche pubbliche.

Un ambito che continua a rappresentare un osservatorio privilegiato per analizzare le trasformazioni del secondo welfare in Italia.

Advocacy, governance collaborativa e integrazione dei servizi

Un ulteriore contributo del nostro Laboratorio al Convegno SISEC 2026 ha riguardato il ruolo delle reti di advocacy e della governance collaborativa nei processi di policy making in ambiti di welfare ad alta complessità istituzionale e bassa salienza pubblica. Nel panel “Relazioni faticose. Conflitto e cooperazione nel policy making ibrido”, Franca Maino e Valeria De Tommaso hanno analizzato il ruolo di due esperienze emblematiche: l’Alleanza per l’Infanzia e il Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza. I gruppi di advocacy sono stati descritti come intermediari tra conoscenza scientifica, società civile e decisori pubblici, contribuendo a ridurre l’asimmetria informativa e a costruire consenso attorno a riforme complesse.

Nel panel “Nel welfare che cambia: istituzioni ibride, conflitti e nuove forme di coordinamento”, Chiara Agostini è intervenuta sul tema: “Governance collaborativa e integrazione dei servizi”. Agostini ha presentato un paper (scritto con Chiara Lodi Rizzini e Eleonora De Stefanis) dedicato a Equilibri, programma promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo che si concentra sul supporto all’occupazione femminile e sulle politiche educative per minori, con l’obiettivo di integrare politiche locali e sociali attraverso la governance collaborativa. La ricercatrice ha riportato in particolare gli esiti di un’indagine sulle caratteristiche delle reti locali attivate e il grado di sostenibilità e radicamento territoriale di queste iniziative.

Infine, Rosangela Lodigiani, Franca Maino e Chiara Agostini hanno presentato il contributo “L’integrazione dei servizi sociali e per l’impiego: l’implementazione delle misure di contrasto alla povertà come laboratorio di pratiche collaborative”. Quest’analisi ha esplorato come le misure di contrasto alla povertà, come il Reddito di Cittadinanza e l’Assegno di Inclusione, possano diventare un laboratorio di integrazione tra i servizi sociali e per l’impiego, ma in assenza di precise indicazioni attuative, diversi fattori – come le culture amministrative e la struttura dei servizi –  possono influenzarne l’efficacia, richiedendo soluzioni organizzative e culturali condivise tra i diversi attori coinvolti.

Un’occasione preziosa di dibattito

Il IX Convegno SISEC ha senza dubbio rappresentato un’occasione preziosa per condividere ricerche, esperienze e riflessioni su temi di grande rilevanza sociale a cui siamo felici di aver potuto partecipare attivamente. In generale gli interventi delle nostre ricercatrici hanno ribadito la necessità di un welfare sempre più flessibile, inclusivo e integrato, capace di rispondere alle complesse esigenze della società odierna. Dalle esperienze di governance collaborativa alle innovazioni nel welfare aziendale, è evidente come la cooperazione tra attori pubblici, privati e del Terzo Settore giochi un ruolo fondamentale nel definire nuovi modelli di welfare che rispondano alle sfide sociali e economiche in continua evoluzione.

 

 

Foto di copertina: Mikael Kristenson, Unsplash.com