sanità

Elio Borgonovi e Francesco Longo, a partire dalla recente proposta di riforma elaborata da oltre 40 accademici ed esperti, approfondiscono tre livelli di governo del SSN su cui intervenire per evitare l’ulteriore indebolimento del sistema della salute italiano.
Le nuove norme UE in materia di asilo spingono a riflettere su come garantire davvero alle persone straniere l’accesso ai servizi sanitari. Senza confondere salute e controllo ma tenendo in considerazione, come ricorda The Lancet, che la migrazione non è un’emergenza.
Alcune aziende e realtà mutualistiche stanno iniziando a dare risposte concrete in materia di procreazione medicalmente assistita e social freezing, aprendo però interrogativi sul ruolo del welfare privato e sulla necessità di un approccio più ampio alla conciliazione vita-lavoro.
Un documento sottoscritto da oltre quaranta studiosi di quindici università italiane rilancia la necessità di una riforma organica del Servizio Sanitario Nazionale. Tra priorità esplicite, governance a più livelli e integrazione tra risorse pubbliche e private, va delinandosi una prospettiva che ha molto a che fare con il secondo welfare
Sebbene alcune delle principali innovazioni che stanno attraversando il welfare locale vengano considerate come percorsi distinti, esse sembrano condividere una medesima finalità: rafforzare la capacità dei sistemi territoriali di comprendere la realtà nella quale operano e orientare le decisioni.
In occasione del 2 giugno, Maurizio Ferrera riflette sulle previsioni della Costituzione in campo sociale e su quanto effettivamente sia stato fatto dall’Italia. Nonostante disfunzioni e anomalie, dobbiamo essere fieri dei percorsi per sviluppare sanità, previdenza e assistenza. Ma il viaggio continua.
Guardare a quanto accade a livello internazionale può essere utile per evidenziare gli interventi che servirebbero a creare setting di cura al di fuori degli ospedali. Nonostante alcune sperimentazioni, come i Centri di Assistenza Urgenza dell’Emilia Romagna, il nostro Paese appare ancora in difficoltà nel rispondere alla nuova domanda di salute emersa nel post-Covid.
L'Università di Firenze ha ospitato il IX Convegno Annuale della Società Italiana di Sociologia Economica. Il nostro gruppo di ricerca è stato protagonista di due sessioni e ha proposto il proprio punto di vista su sanità territoriale, long term care, welfare aziendale, advocacy e integrazione dei servizi.
È quanto emerge dal Rapporto finale del progetto Tessere la Salute, che fotografa tre anni di sperimentazione di welfare di comunità nel Biellese raccontando i risultati della sperimentazione tra dinamiche di rete, relazioni di prossimità e tavoli territoriali.
E per questo hanno dovuto chiedere aiuto a oltre 2.000 realtà assistenziali. Rispetto al 2024 si registra un aumento dell'8,4% e a preoccupare è l'incidenza dei minori, che sono quasi 150.000. A dirlo è il 12° Rapporto sulla povertà sanitaria di Banco Farmaceutico.
Antonio Monteleone ci propone alcune riflessioni su come il trasferimento di determinate attività o responsabilità possa essere un’opportunità per i sistemi sanitari. A condizione che questo avvenga a fronte di un’adeguata formazione e alla consapevolezza dei contesti operativi attuali.
Anche il nostro Laboratorio sarà presente con due sessioni dedicate alle trasformazioni dei sistemi sanitari e allo sviluppo del welfare aziendale. Si possono invare proposte di paper entro il 12 novembre 2025.