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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanzierà più di sette miliardi di euro per il sostegno agli anziani non autosufficienti. Per Maurizio Ferrera qui si gioca la sostenibilità del nostro sistema di welfare e quindi occorre particolare attenzione.
Il Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione del Consiglio regionale della Lombardia ha promosso cinque studi su ambiti in cui la pandemia di Covid-19 ha lasciato il segno. Vi presentiamo i contenuti del rapporto “Tutela della salute”, che analizza le policy regionali riguardanti il sistema socio-sanitario alla luce della pandemia da Covid-19.
La pandemia ha messo a nudo l'inadeguatezza del nostro welfare. Secondo Giuseppe Guerini è necessario ripensare il nostro sistema di protezione sociale per far sì che esso diventi una chiave per nuove occasioni di sviluppo: il welfare non deve però essere percepito come un costo, ma come un investimento indispensabile ad assicurare la tenuta e la competitività del sistema sociale ed economico.
I cambiamenti socio-demografici, e in particolare il processo di invecchiamento della popolazione, impongono una valutazione seria e urgente sul funzionamento dei sistemi di welfare. Ad esempio, come innovare i servizi territoriali a supporto delle persone anziane e delle loro famiglie? Franca Maino e Federico Razetti propongono alcune riflessioni raccolte in occasione di un'audizione organizzata dalla Fondazione Cariplo per delineare la propria strategia sul tema.
Nell'anno segnato dalla pandemia globale di Covid-19 il settore della Long-Term Care e dell'assistenza agli anziani è tornato sotto i riflettori, mostrando fragilità e crepe già note da tempo. La terza edizione del Rapporto dell'Osservatorio CERGAS SDA Bocconi-Essity ha voluto contribuire al dibattito rispetto al futuro del settore, guardando ai prossimi mesi di convivenza con il virus, ma anche a quanto accadrà successivamente.
Il 4 marzo Legacoopsociali presenta il Working Paper 2WEL “Ripensare la filiera integrata dei servizi di cura alla persona. Riflessioni, strumenti, proposte”. Da qui partirà un percorso di confronto allargato che, attraverso l’ascolto e la legittimazione delle esigenze di tutti i protagonisti coinvolti nei processi di cura, possa portare un contributo concreto nell’interlocuzione con le istituzioni e le comunità.
Eleonora Vanni, Presidente di Legacoopsociali e co-autrice del Working Paper 2WEL 1/2021 "Ripensare la filiera integrata dei servizi di cura alla persona", ci ha raccontato quanto emerso dal laboratorio promosso dalla sua organizzazione per definire i requisiti essenziali di un sistema capace di sostenere le persone in condizione di fragilità e come iniziare un percorso da sperimentare a livello nazionale e territoriale.
È uscito il nuovo Rapporto del Network Non Autosufficienza sull’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, promosso dalla Fondazione Cenci Gallingani ed edito da Maggioli. Il documento offre uno sguardo completo sul sistema pubblico di assistenza e sulle sue prospettive, partendo dall’assunto che la tragedia vissuta con la pandemia ci ha condotti a un "punto di non ritorno".
Nel nostro Paese l'assistenza agli anziani tramite l'impiego delle cosiddette "badanti" è una realtà di fatto da diversi anni. Maurizio Artero e Minke Hajer, ricercatori dell'Università degli Studi di Milano, ci presentano una recente indagine, condotta nell'ambito del progetto InnovaCAre, che si è proposta di comprendere cosa pensano di questo fenomeno i diretti interessati: gli assistenti, gli assistiti e i loro familiari.
Un gruppo di associazioni attive nel campo dell'assistenza ha presentato 10 proposte per realizzare una rete di cure territoriali “robusta, diffusa e competente” sul territorio lombardo. L'iniziativa è promossa dalle sezioni regionali di Forum del Terzo Settore, Spi Cgil, Fnp Cisl, Acli Aps, Legacoop, Confcooperative, Federsolidarietà, Auser, Anteas, Ordine degli assistenti sociali, CISL Medici, UNEBA e i Centri di servizio per il volontariato.
Ester Gubert è autrice del Working Paper 2WEL 1/2020 “La Cura è di Casa. Una partnership tra pubblico, privato e cittadinanza per l’innovazione del sostegno alla domiciliarità”. In questo articolo ci racconta alcuni degli elementi più rilevanti del suo contributo che approfondisce un progetto finalizzato ad aiutare le persone anziane a invecchiare in autonomia all'interno del proprio domicilio.
AbbVie, Accademia LIMPE-DISMOV, Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus e ANIN hanno realizzato il progetto Neuroscience Caregiver Academy allo scopo di proporre percorsi di formazione per i caregiver che si prendono cura di familiari affetti da patologie neurodegenerative. L'iniziativa vuole inoltre stimolare un iter legislativo a favore della valorizzazione del ruolo del caragiver, attraverso un dialogo con le istituzioni.
Durante la pandemia di Covid-19 le politiche di long-term care hanno mostrato tutti i loro limiti, anche a causa del ritardo che il nostro Paese sconta nell’attuare processi di riforma e di investimento in questo campo di policy. Marco Arlotti, Andrea Parma e Costanzo Ranci hanno riflettuto sul tema nel numero 1/2020 di Politiche Sociali; qui trovate una sintesi del loro articolo.
Il 16 luglio sono stati annunciati i vincitori del Bando "Trust in Life", lanciato nel marzo 2019 da UBI Comunità con l'obiettivo di premiare e supportare i migliori progetti sul "Durante e Dopo di Noi" promossi da organizzazioni aderenti alle reti ANFFAS e il Gruppo CGM. Ecco quali sono state le progettualità ritenute più innovative nel campo della promozione dell'autonomia per le persone con disabilità.
UGO è una giovane start-up a vocazione sociale nata nel 2015 a Milano che ha dato vita ad un servizio finalizzato ad assistere gli over 65, i malati e le persone non autosufficienti negli impegni quotidiani legati alla salute, al lavoro e al tempo libero. Grazie alla piattaforma tecnologica, UGO consente di mettere in contattato queste persone o i loro familiari con operatori che si mettono a disposizione per aiutarli a compiere delle piccole commissioni.
Un numero sempre maggiore di italiani si trova a dover gestire carichi di cura familiare. Secondo una recente indagine promossa dal provider di welfare aziendale Jointly e realizzata dall'Università Cattolica di Milano, oltre il 30% dei lavoratori dipendenti si prende cura di un proprio familiare non autosufficiente: spesso sono donne e con più di 50 anni. Ciò, ovviamente, impatta in maniera decisiva sulla loro carriera lavorativa. Ne parla Valentino Santoni.