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Il richiamo di Mattarella sulle nuove povertà

Il Presidente della Repubblica è intervenuto a Torino all’evento per il 430° anniversario della Fondazione Ufficio Pio, sottolineando l’importanza di affrontare rischi e bisogni emergenti per evitare la "trappola della povertà"

Il 20 gennaio la Fondazione Ufficio Pio, ente strumentale della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha festeggiato il suo 430° anniversario. Lo ha fatto con un evento che si è svolto alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, delle istituzioni cittadine e dei rappresentanti delle fondazioni presso le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Torino, città dove l’Ufficio Pio è nato nel 1595 per affrontare situazioni di marginalità e che ancora oggi affronta attraverso numerose attività.

All’incontro sono intervenute anche alcune persone che partecipano ai programmi della Fondazione, tra cui Amy Ndyaie, developer senegalese del programma Traguardi, presente con il marito e i cinque figli, e Diego Donato, studente universitario e partecipante al programma Percorsi. Ndyaie e Donato hanno raccontato la loro esperienza nell’ambito di un dialogo con il giornalista Mario Calabresi e la presidente della stessa Fondazione Ufficio Pio Franca Maino.

Maino, che è anche direttrice scientifica di Percorsi di Secondo Welfare e professoressa all’Università degli Studi di Milano, ha ricordato che oggi “le fragilità si sono fatte più complesse, spesso meno visibili”. Questo perché “accanto alle povertà materiali crescono povertà educative, relazionali, abitative e nuove forme di esclusione colpiscono chi lavora, chi studia, chi prova a costruire un progetto di vita”.

In questo contesto la risposta di Ufficio Pio si concretizza “nell’accompagnamento e nell’attivazione” ponendo al centro “la partecipazione attiva delle persone nei percorsi, la coprogettazione e l’ascolto, con una progressiva cessione di potere e di centralità nell’azione sulle persone partecipanti. Perché un intervento è davvero efficace quando riconosce dignità, voce e potere di scelta“. Un cambiamento, ha aggiunto Maino, “che non sarebbe possibile senza alleanze solide: collaborazioni con realtà del territorio e con il mondo universitario, con soggetti pubblici e del privato sociale, con chi condivide l’idea che l’impatto si costruisce insieme”.

All’incontro non era previsto che parlasse anche il Presidente Mattarella, che tuttavia ha voluto fare un breve e accorato intervento fuori programma – “un po’ abusivamente” ha scherzato Mattarella – in cui ha posto l’accento sulle nuove povertà citate da Maino.

“L’Ufficio Pio è stato sempre guidato da due principi stabili, fermamente seguiti: l’autonomia rispetto al potere pubblico e l’attenzione ai più deboli, alle condizioni di fragilità, l’intervento concreto di sostegno per le condizioni di fragilità. […] Ne abbiamo avuto un’indicazione estremamente chiara e preziosa da quel che abbiamo letto e ascoltato dalle testimonianze che sono state proposte; che hanno raffigurato esigenze, attese, prospettive, sogni, progetti, percorsi, per superare le difficoltà”.

Mattarella ha quindi sottolineato come oggi ci siano “nuovi fronti da affrontare, nuove povertà che vi sono nel nostro Paese, in questa città, come in tutte le altre nel nostro Paese, e non soltanto del nostro Paese”  tra cui “le condizioni di difficoltà che caratterizzano aspetti di disagio di tanti giovani, le condizioni dei migranti, le condizioni di difficoltà nell’approccio al lavoro, nella disponibilità di abitazione”.

Tutti questi, ha continuato Mattarella, sono problemi che “stanno impegnando l’Ufficio Pio e che sono la frontiera per sfuggire – come dice la felice espressione adoperata – alla ‘trappola della povertà’che sta affrontando non con “analisi astratte ma impegni concreti, operativi di sostegno operoso, per chi è in difficoltà, per chi è in condizioni di fragilità”.