La difficoltà delle persone più giovani ad accedere a una casa non è solo una questione economica, ma un nodo che intreccia autonomia, lavoro, relazioni e prospettive di vita. Sempre più spesso, infatti, il tema dell’abitare si lega a forme di vulnerabilità meno visibili ma profonde, che incidono sulla possibilità di costruire percorsi individuali e familiari.
A dirlo è Giulio Sensi, che approfondisce rapporto tra giovani e abitare in un’inchiesta pubblicata sul Corriere della Sera del 21 aprile, frutto della collaborazione tra Percorsi di Secondo Welfare e la sezione Buone Notizie del quotidiano.
L’articolo propone le riflessioni di Elisabetta Cibinel e di Chiara Lodi Rizzini a partire dal secondo numero della nostra rivista Nessi, dedicata proprio al rapporto complicato tra giovani e abitare in Italia, oltre a un po’ di dati rielaborati da P2W e disponibili nell’infografica riportata di seguito.
Come sottolinea Cibinel, “la crisi abitativa è una condizione diffusa di mancato o scarso accesso alla casa”, che per i giovani ha effetti specifici e profondi: “se non si ha la possibilità di essere autonomi rispetto alla casa dei genitori, si hanno anche scelte più limitate di formazione e lavoro”. Non si tratta quindi solo di prezzi elevati, ma di un vincolo strutturale che incide sulle traiettorie di vita, fino a influenzare anche le scelte familiari e demografiche.
A questo si aggiunge una dimensione spesso trascurata: “Il bisogno di abitare non è solo avere una casa, ma avere infrastrutture sociali intorno”, osserva ancora Cibinel. Senza servizi, spazi di aggregazione e opportunità, i territori rischiano di diventare poco vivibili, soprattutto per le nuove generazioni.
Lodi Rizzini richiama invece la responsabilità delle politiche pubbliche: “le politiche pubbliche hanno sostanzialmente abbandonato la questione e la crisi abitativa è frutto anche di questo”. Nonostante alcuni segnali di attivazione a livello europeo e nazionale, si tratta di interventi tardivi dopo anni di scarsa attenzione. Da qui una conseguenza più ampia: “più scende l’età, più sale la povertà”, in un contesto in cui la difficoltà di accesso alla casa si intreccia con le opportunità lavorative e le condizioni economiche delle giovani generazioni.
