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Nel 2025 la collaborazione tra Intesa Sanpaolo per il Sociale e Percorsi di Secondo Welfare ha portato alla nascita di OsservaBrescia, l’Osservatorio territoriale permanente sui bisogni sociali del territorio bresciano. Si tratta di uno strumento pensato per accompagnare il territorio nella lettura dei cambiamenti sociali, nell’individuazione delle priorità emergenti e nella costruzione di risposte condivise, fondate sui dati e sul confronto tra gli attori locali.

Il primo anno di attività ha rappresentato una fase fondamentale di avvio e consolidamento dell’Osservatorio. Nel corso del 2025 è stato infatti pubblicato il primo Rapporto Annuale di OsservaBrescia (disponibile qui), costruito attraverso un percorso partecipato che ha coinvolto in modo strutturato stakeholder pubblici, privati e del Terzo Settore. Questo è stato possibile attraverso l’attivazione di due strumenti di governance territoriale che coinvolgono circa 100 realtà locali.

Da un lato c’è il Tavolo di lavoro permanente: uno spazio di confronto operativo coinvolto nella costruzione degli indicatori, nella lettura dei dati e nell’interpretazione delle evidenze emerse dal Rapporto. Dall’altro la Rete territoriale che, invece, ha una funzione di connessione, diffusione e validazione del percorso per contribuire a mantenere aperto il dialogo con il territorio e a far emergere le priorità considerate più rilevanti dagli attori locali.

In questo senso, il 2025 non è stato solo l’anno di avvio di OsservaBrescia, ma anche il momento in cui sono state poste le basi per un metodo di lavoro continuativo: osservare i bisogni, leggere i dati insieme agli attori del territorio e trasformare le evidenze in piste di intervento sulle policy locali.

Il percorso 2026: dati, policy e co-ideazione

In questo senso, il percorso avviato nella prima annualità sta proseguendo con l’obiettivo di rafforzare il coinvolgimento degli attori locali e di rendere sempre più concreto il passaggio dall’analisi dei dati alla costruzione di possibili risposte territoriali. In questa prospettiva, i dati non sono intesi solo come uno strumento conoscitivo, ma come una risorsa comune a supporto della partecipazione, dell’apprendimento condiviso e dell’attivazione di iniziative sul territorio.

Rapporto OsservaBrescia 2025

Le evidenze e le raccomandazioni del Rapporto 2025 costituiscono il punto di partenza. I dati raccolti hanno infatti evidenziato tre ambiti prioritari di policy: la povertà abitativa, il benessere di minori e giovani, l’invecchiamento della popolazione e accesso alla salute. Dal confronto con il Tavolo e con la Rete territoriale di OsservaBrescia è emersa la scelta di concentrare il lavoro del 2026 sulle persone anziane e sulle nuove forme di fragilità, nell’alveo delle comunità longeve, con particolare attenzione alla prevenzione, alla prossimità e alla capacità del territorio di intercettare i bisogni prima che assumano carattere emergenziale.

A partire da questo tema comune, il percorso di OsservaBrescia 2026 si sta articolando lungo due principali direttrici di lavoro. Da un lato, la redazione di un policy paper che offrirà una cornice di analisi e orientamento sul tema, approfondendo politiche, misure, attori territoriali e buone pratiche. Dall’altro, il Learning & Codesign Lab: uno spazio partecipativo in cui le evidenze e le riflessioni emerse potranno essere discusse e tradotte in un’idea progettuale condivisa.

Queste direttrici saranno sviluppate in stretta sinergia: il policy paper contribuirà ad alimentare il confronto del L&CL, mentre il percorso di co-design permetterà di arricchire l’analisi con il punto di vista degli attori locali e con le conoscenze maturate sul territorio.

Il Learning & Codesign Lab: uno spazio di apprendimento e progettazione condivisa

In particolare, il Learning & Codesign Lab (di seguito, L&CL) è uno spazio di confronto e co-progettazione pensato per accompagnare gli attori del territorio nell’elaborazione di un’idea progettuale condivisa. Il percorso mira non solo a far emergere possibili proposte di intervento, ma anche a rafforzare le capacità collaborative dei partecipanti, costruire linguaggi comuni e consolidare partenariati territoriali.

Il L&CL si articola in diversi incontri, in programma tra maggio e ottobre, e coinvolge una ventina di soggetti – molti dei quali già presenti nel Tavolo e nella Rete di OsservaBrescia – che hanno manifestato interesse a partecipare attivamente al percorso. Nel corso degli incontri, attraverso momenti di apprendimento reciproco, confronto e ideazione, i partecipanti saranno accompagnati nella definizione di un’idea un’idea progettuale concreta da declinare in obiettivi, azioni, risultati attesi.

Governare la policrisi nel welfare locale: il ruolo degli Osservatori territoriali

La cornice interpretativa che guiderà il percorso sarà quella delle comunità longeve. Questo paradigma invita a guardare all’invecchiamento non soltanto in termini di non autosufficienza o presa in carico assistenziale, ma come una trasformazione sociale che richiede investimenti sulla qualità delle relazioni, dell’abitare, dei servizi di prossimità e delle reti comunitarie. La fragilità, in questa prospettiva, non è considerata un esito inevitabile dell’età avanzata, ma una condizione che può essere prevenuta o mitigata attraverso interventi sistemici, integrati e territorialmente radicati.

Per trasformare le evidenze in conoscenza condivisa

Ad oggi si sono svolti i primi incontri del Learning & Codesign Lab, che si sono posti l’obiettivo di avviare il percorso definendo dapprima il perimetro entro cui lavorare e, successivamente, obiettivi da perseguire e azioni realizzabili.

Per farlo si è lavorato in tavoli tematici e con sessioni plenarie di restituzione collettiva. I lavori riprenderanno dopo la pausa estiva, con l’obiettivo di avanzare progressivamente verso la definizione dell’idea progettuale condivisa.

Con il percorso 2026, OsservaBrescia consolida così la propria funzione: unitamente alla raccolta dei dati e all’osservazione dei bisogni sociali del territorio, l’Osservatorio contribuisce a trasformare le evidenze in conoscenza condivisa, definendo così un orientamento strategico per avviare delle progettualità concrete. Il lavoro sulle persone anziane e sulle nuove forme di fragilità rappresenta, in questo senso, un laboratorio sociale importante per sperimentare un modo di fare welfare territoriale fondato su dati, partecipazione e co-ideazione.