immigrazione

Nella nostra inchiesta per Buone Notizie Paolo Riva spiega che i migranti che vivono nel nostro Paese contribuiscono al sistema welfare più di quanto ne beneficino. Ma alcune scelte politiche e la pandemia di Covid-19 potrebbero cambiare la situazione.
Su Buone Notizie Orlando De Gregorio spiega perché una maggiore integrazione dei migranti, da perseguire anche attraverso un migliore sistema di accoglienza, può essere un vero e proprio investimento per il nostro Paese.
Secondo Maurizio Ferrera in questo momento non ci servono sterili contrapposizioni di principio ma un buon «tagliando» basato su un pacato sapere empirico. Per farlo bisogna ripensare criteri e soglie di accesso e affrontare il nodo dell'inserimento lavorativo. Ma senza sviluppo economico nessuna misura può fare miracoli.
Da anni la Cooperativa Integra si occupa della gestione di un Centro di Accoglienza Straordinaria nella città di Novara. Alla base degli obiettivi di inclusione sociale sono previste attività come l'insegnamento della lingua italiana, il supporto psicologico, oltre che alcune attività sportive come il cricket. Tutti questi progetti sono resi possibili da un'ampia rete di partner che collaborano sul territorio per favorire il sistema locale di accoglienza.
Nell'ambito del progetto Minplus continuano i nostri approfondimenti sul sistema di accoglienza del Canton Ticino. In questo articolo Paolo Moroni ci racconta l'esperienza del Soccorso Operaio Svizzero e dell'Ufficio della formazione continua che, impegnati sul versante dell'inclusione lavorativa dei migranti, dedicano particolare attenzione alle modalità comunicative interne ed esterne.
Il 20 giugno di ogni anno si celebra la Giornata internazionale del rifugiato, indetta dalle Nazioni Unite per ricordare l'approvazione della Convenzione relativa allo Statuto dei rifugiati del 1951: Si tratta di un’occasione per chiedere la piena inclusione di queste persone in ogni ambito della società: dal lavoro allo studio, dalla casa alla salute. Orlando De Gregorio ci ricorda l'impegno del nostro Laboratorio su questi temi.
Paolo Moroni, nell’ambito del progetto Interreg Minplus torna a descriverci il sistema di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo in Canton Ticino soffermandosi questa volta sulle modalità di comunicazione adottate dalla Croce Rossa Svizzera verso le comunità locali, per promuovere spirito di accoglienza e inclusione, e nei confronti dei migranti, per spiegare loro il percorso nel sistema di accoglienza svizzero.
Nel 2017 la cosiddetta Legge Zampa ha previsto la nascita di una nuova figura nel campo dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati: il tutore volontario. In questo articolo vi raccontiamo qual è il suo ruolo e come, in alcuni territori, siano stati costituiti degli strumenti di supporto per aiutare i tutori a svolgere il loro lavoro grazie a gruppi di accompagnamento e di mutuo aiuto.
Dopo un anno siamo tornati ad approfondire il caso dell’accoglienza nel comune di Vogogna, nel cuore della Val d’Ossola, per capire cos’è cambiato in questo periodo di pandemia e in particolare come si fa, e si racconta, l'integrazione in un paese di montagna. Orlando De Gregorio ne ha parlato con l'assistente sociale Beatrice Gria e lo psicologo Davide Varalli nell’ambito del progetto Interreg Italia-Svizzera Minplus.
La pandemia ha messo a nudo l'inadeguatezza del nostro welfare. Secondo Giuseppe Guerini è necessario ripensare il nostro sistema di protezione sociale per far sì che esso diventi una chiave per nuove occasioni di sviluppo: il welfare non deve però essere percepito come un costo, ma come un investimento indispensabile ad assicurare la tenuta e la competitività del sistema sociale ed economico.
Nel 2020 le domande di protezione internazionale hanno subito un calo del 31% rispetto all'anno precedente. Il maggior numero di richieste è stato registrato, come negli anni precedenti, in Paesi con un flusso di migrazione specifico e storicamente o culturalmente correlato: Germania, Francia e Spagna. E l'Italia? Si conferma all'ultimo posto nell'accoglienza dei migranti tra gli Stati più grandi.
Nel 2020 il nostro è stato uno dei Paesi europei che ha accolto meno richiedenti asilo rispetto alla propria popolazione. Un fatto che va in contrasto con la retorica a cui ci siamo abituati negli ultimi anni, che dipinge l'Italia al centro di un'ondata migratoria insostenibile e ingovernabile. A dirlo sono gli ultimi dati dell'Eurostat sulle richieste di asilo, analizzati da Paolo Moroni nell'ambito del progetto Minplus.
Il 17 marzo è stato presentato "Lavoro migrante in agricoltura. I distretti della frutta e del vino del cuneese", Quaderno n. 38 della Fondazione CRC realizzato insieme a Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione (FIERI) e il LABORatorio R. Revelli. Lo studio offre importanti elementi conoscitivi sulla presenza, composizione e modalità di reclutamento della manodopera straniera nel distretto vitivinicolo e ortofrutticolo della provincia di Cuneo.
Paolo Moroni analizza per noi i dati sui flussi di minori stranieri non accompagnati verso l’Italia, approfondendo il caso dei giovani albanesi e kossovari spinti a raggiungere il nostro Paese prima del compimento della maggiore età e dei giovani tunisini, bengalesi e pakistani.
Le lumache? Possono essere molto inclusive. Dopo avervi raccontato l'esperienza dell'impresa sociale Exar Social Value Solutions, torniamo ad approfondire il tema dell'inserimento lavoratori di rifugiati e richiedenti asilo. Questa volta vi raccontiamo di un'azienda del cuneese che, insieme a Exar, grazie all'elicicoltura ha avviato interessanti percorsi di professionalizzazione dei lavoratori stranieri.
In questo articolo sono analizzati i dati relativi all'andamento degli sbarchi dei migranti sulle coste italiane e alle richieste di asilo nel nostro Paese nel corso del 2020. A colpire è soprattutto il dato relativo ai giovani tunisini in fuga dalla crisi economica del loro Paese, impossibilitati a fare richiesta di asilo.