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Cisl Lombardia: utilizzare i Fondi europei per finanziare politiche di sostegno alla famiglia
Secondo Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia, gli interventi potrebbero essere realizzati utilizzando le risorse della Programmazione sociale europea già assegnate alla Lombardia
14 luglio 2020

Ridurre i costi dei centri estivi, agevolare l’accesso alla didattica a distanza, rafforzare il sistema di integrazione 0-6 anni in vista della ripresa dell’attività scolastica. Sono solo alcuni degli interventi a sostegno delle famiglie che secondo la Cisl Lombardia potrebbero essere finanziati utilizzando le risorse della Programmazione sociale europea, già assegnate alla Lombardia ma la cui spesa non è ancora stata deliberata dalla Regione.

"Le iniziative a sostegno della famiglia che proponiamo possono essere realizzate facendo ricorso alle risorse del Fse già programmate degli Assi II e III, ma non ancora impegnate giuridicamente, anche eventualmente con spostamenti tra i diversi assi", spiega Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia. "Per il loro utilizzo occorre solo l’approvazione del comitato di sorveglianza, per effetto delle disposizioni contenute nel regolamento europeo Ue 2020/558 e successiva notifica alla Commissione Europea".

In totale si tratta di cifre che potrebbero dare un sostegno concreto alle famiglie lombarde. Al 30 aprile 2020, infatti, dei 970 milioni di euro del POR FSE risultano impegnati circa 576 milioni di euro, il 64% delle risorse programmate (910 milioni di euro); le stime sono sostanzialmente uguali anche per i 970 milioni di euro del POR FESR, dei quali risultano impegnati circa 610 milioni di euro.

"Con la ripresa delle attività delle ultime settimane, ai tavoli di confronto in Regione abbiamo sottolineato il prezioso contributo reso dalle famiglie fin dalla prima fase dell’emergenza sanitaria e evidenziato i bisogni e le necessità che richiedono ora un sistema di interventi a sostegno della conciliazione dei tempi di vita e lavoro, per la cura ed educazione dei figli", prosegue Paola Gilardoni. "Le proposte che abbiamo avanzato sono assolutamente realizzabili, con il sostegno dei fondi europei. Basterebbe avere la volontà politica di farlo".


Le proposte di Cisl Lombardia

Come è possibile leggere in un comunicato stampa di Cisl Lombardia, tali fondi potrebbero essere indirizzati a sostenere alcuni interventi specifici, come:

  • la riduzione dei costi di iscrizione ai centri estivi così da favorire la più ampia partecipazione dei bambini e degli adolescenti. Questo al fine di evitare che il presumibile aumento di costi dei servizi, conseguente all’esigenza di riorganizzare l’attività e gli spazi per assicurare il distanziamento e all’adozione degli opportuni dispositivi igienici di sicurezza, si riversi sulle famiglie (che in molti casi hanno già sofferto una riduzione del proprio reddito);
  • il rafforzamento del sistema di integrazione 0-6 anni (servizi educativi e dell’infanzia) in vista della ripresa dell’attività scolastica a settembre attraverso l’introduzione di strumenti e modalità appositamente dedicati a sostenere il costo in capo alle famiglie. L’intervento nel contempo può portare benefici alla sostenibilità dell’offerta del sistema scolastico lombardo, al quale concorrono nei diversi ordini, scuole pubbliche e paritarie private e comunali;
  • la prosecuzione nell'investimento in strumentazione (tecnologica e accesso alla rete) per agevolare l’accesso alla didattica a distanza, recuperando in tal modo un deficit di competenza digitale, ed evitare un incremento delle disuguaglianze;
  • un aggiornamento della attuale programmazione regionale da finalizzare al rafforzamento dei piani territoriali di conciliazione in considerazione del nuovo contesto da emergenza Covid-19.


Qui potete trovare il documento con le proposte di Cisl Lombardia

 


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