Oltre l’emergenza: sicurezza come prevenzione

Il dibattito sui minori stranieri non accompagnati (MSNA) continua a oscillare tra emergenza e controllo. Una prospettiva di welfare territoriale suggerisce invece di leggere la sicurezza come capacità del sistema di prevenire vulnerabilità attraverso relazioni stabili e continuità educativa.

Al 31 gennaio 2026 risultano presenti in Italia 15.893 MSNA. A fronte di questi numeri, le tutele volontarie in corso sono 3.215 (dati Autorità garante, 2024), segnalando uno scarto significativo tra presenza e presa in carico effettiva.

Ma vediamo più nel dettaglio di cosa stiamo parlando. La Legge 47/2017 ha introdotto la figura del tutore volontario, cittadino formato e nominato dal Tribunale per i minorenni per rappresentare legalmente il minore arrivato solo in Italia. Il tutore svolge una funzione giuridica ma anche educativa: accompagna nelle scelte formative, facilita l’accesso ai servizi, sostiene l’inserimento lavorativo e contribuisce alla costruzione di legami sociali.

In termini di social investment, la tutela volontaria rappresenta un investimento relazionale che interviene precocemente sui fattori di rischio, riducendo nel medio periodo i costi sociali legati a marginalità, precarietà abitativa e disoccupazione.

Un po’ di dati su MSNA e tutela volontaria

Minori stranieri non accompagnati presenti in Italia: 15.893 (al 31 gennaio 2026)*
Tutori formati: 5.272 (al 31/12/2024)**
Tutori volontari negli elenchi TM: 4.588 (al 31/12/2024)**
Tutele in corso: 3.215 (al 31/12/2024)**
MSNA abbinati: 14.453 (al 31/12/2024)
Nuovi tutori: 262 (dal 01/07/2024 al 31/12/2024)

Fonti: * www.lavoro.gov.it ** www.tutelavolontaria.garanteinfanzia.org

Tutori in Rete: dal volontariato individuale all’infrastruttura civica

La tutela volontaria diventa tuttavia pienamente efficace quando si struttura in rete. In questo quadro si colloca Tutori in Rete, rete nazionale di associazioni e gruppi informali attivi in 16 regioni italiane.

La rete sostiene i tutori attraverso formazione continua, mentoring, comunità di pratiche e produzione di strumenti operativi, con l’obiettivo di ridurre l’isolamento e rendere più omogenea la qualità della tutela. Svolge inoltre un ruolo di interlocuzione con istituzioni e Autorità garanti, contribuendo al monitoraggio dell’attuazione della Legge 47/2017 e al dialogo sulle criticità emergenti.

Dal maggio 2025 è in corso l’intervento biennale “Tutori in Rete 2025–2026, sostenuto dall’iniziativa promossa da Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Fondazione CON IL SUD, Fondazione CRT, Fondazione CRC, Fondazione Cariparo, Fondazione MPS e Fondazione Peppino Vismara.

L’intervento si sviluppa su quattro assi: formazione e mentoring; strumenti per l’autonomia; dialogo istituzionale e advocacy; crescita della rete e scambio di buone prassi. A livello europeo, la rete è membro della European Guardianship Network, rafforzando il confronto comparato sui sistemi di tutela.

Nel loro insieme, queste attività configurano Tutori in Rete come un attore di secondo welfare: integra intervento pubblico, cittadinanza attiva organizzata e produzione di conoscenza, contribuendo alla sostenibilità del sistema di protezione.

Il prosieguo amministrativo: continuità e sostenibilità

Uno snodo decisivo è il passaggio alla maggiore età. La normativa prevede il prosieguo amministrativo, che consente – su decisione del Tribunale per i minorenni – di proseguire accoglienza e progetto educativo fino ai 21 anni.

Dal punto di vista delle politiche sociali, questa misura risponde al principio di gradualità: l’autonomia effettiva richiede tempo, soprattutto in assenza di una rete familiare. L’interruzione dei percorsi educativi e lavorativi può produrre effetti di esclusione con costi sociali rilevanti.

Nel dibattito sul DDL immigrazione, alcune ipotesi di modifica sollevano interrogativi rispetto alla continuità dei percorsi e al ruolo delle autorità minorili. In un’ottica di welfare preventivo, eventuali restrizioni agli strumenti di accompagnamento rischierebbero di spostare il carico dei costi dal presente al futuro.

Cura e sicurezza come politica strutturale

La piena attuazione della Legge 47/2017 resta disomogenea sul territorio. Rafforzare la tutela volontaria significa investire su coordinamento stabile tra attori pubblici e civici, continuità educativa e maggiore omogeneità nella qualità della protezione. In questa prospettiva, cura e sicurezza non sono alternative, ma componenti di una stessa strategia di investimento sociale. La tutela volontaria mostra come un’alleanza tra istituzioni e cittadinanza attiva possa generare inclusione, coesione e sostenibilità nel lungo periodo.

 

 

Foto di copertina: Alina Grubnyak, Unsplash.com