migranti

Servizi di prossimità, accompagnamento e collaborazioni locali possono aiutare a garantire continuità nelle cure e a collegare il primo intervento alla presa in carico di migranti e persone fragili. Lo dimostra l’esperienza dell’INMP, ente pubblico che si occupa della salute delle persone migranti e di chi vive in condizioni di fragilità sociale.
Dati chiari e informazioni trasparenti, anche grazie agli strumenti digitali, possono aiutare a ridurre la distanza tra i bisogni di salute e i servizi disponibili per migranti e fragili. Lo dimostra l’esperienza dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà.
Il Demography Report 2026 mostra che l’Unione europea sta invecchiando e che la sua popolazione inizierà a diminuire già dalla fine di questo decennio. In questo contesto, la migrazione diventa sempre più importante, ma non basta da sola: è necessario valorizzare le competenze e creare le condizioni affinché le persone possano costruire una vita nei Paesi di destinazione.
Le nuove norme UE in materia di asilo spingono a riflettere su come garantire davvero alle persone straniere l’accesso ai servizi sanitari. Senza confondere salute e controllo ma tenendo in considerazione, come ricorda The Lancet, che la migrazione non è un’emergenza.
Negli ultimi anni sono andate affermandosi norme, misure e pratiche che selezionano, marginalizzano, disciplinano, e talvolta persino perseguitano, chi dovrebbe essere protetto. Si tratta del cosiddetto welfare controintuitivo e discriminatorio, al centro del fascicolo 3/2025 di Politiche Sociali/Social Policies.
Nel confronto sul DDL immigrazione riemerge una questione strutturale: la tutela volontaria dei minori stranieri non accompagnati non è una misura emergenziale, ma un dispositivo di secondo welfare che rafforza continuità educativa, autonomia e coesione sociale
In questi giorni è stata lanciata la campagna di comunicazione “Che Italia!”, che descrive un Paese plurale, in movimento, abitato da nuove italiane e nuovi italiani con background migratorio che ogni giorno contribuiscono a costruirlo e arricchirlo. Vi raccontiamo come è nata questa iniziativa, a cui Percorsi di secondo welfare ha contribuito attivamente.
È una domanda ricorrente negli ultimi anni all’interno del Terzo Settore. Se l’è posta anche la Fondazione Ufficio Pio, provando a immaginare proposte di volontariato più flessibili. Uno degli esiti è il progetto “Tu per Tu”.
Il kick-off meeting del progetto Interreg “Keep in Touch” ha riunito partner italiani e svizzeri per avviare un percorso di collaborazione volto a contrastare la marginalità giovanile. Attraverso un approccio integrato e innovativo, KiT mira a creare opportunità concrete per chi è in condizioni di vulnerabilità.
È l’obiettivo di Sardegna ForMed, un programma di studio che coinvolge numerosi atenei mediterranei ed è promosso dalla Fondazione di Sardegna insieme a Unimed. Un progetto che spiega molto bene come mai la cooperazione internazionale rientra fra gli obiettivi della filantropia.