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Il presente contributo è stato redatto nell’ambito della Comunità di pratica promossa dalla Fondazione della comunità di Monza e della Brianza per favorire il confronto fra esperienze e lo scambio di pratiche dei progetti finanziati attraverso il Fondo Contrasto nuove povertà. La comunità di pratica è stata facilitata da Pares e ha portato alla stesura di un Quaderno e un Manifesto.

Franco Nembrini è docente, scrittore, educatore e spesso nei suoi seminari fa quattro citazioni per spiegare il modo con cui solitamente si guardano i giovani.

  • La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, si burla dell’autorità, e non ha alcun rispetto degli anziani; i bambini di oggi sono dei tiranni, non si alzano quando un vecchio entra in una stanza, rispondono male ai genitori, in una parola sono cattivi.
  • Non c’è più alcuna speranza per l’avvenire del nostro Paese se la gioventù di oggi prenderà il potere domani, poiché questa gioventù è insopportabile, senza ritegno, terribile.
  • Il nostro mondo ha raggiunto uno stadio critico, i ragazzi non ascoltano più i loro genitori, la fine del mondo non può essere lontana.”
  • Questa gioventù è marcia nel profondo del cuore, i giovani sono maligni e pigri, non saranno mai come la gioventù di una volta, quelli di oggi non saranno capaci di mantenere la nostra cultura.”

Solo successivamente svela a chi lo ascolta che la prima citazione è di Socrate ed è datata 470 a.C.; la seconda è invece di Esiodo, 720 a.C.; la terza è attribuita a un sacerdote dell’antico Egitto, 2000 anni a.C.; la quarta è ancora più antica: un’incisione su vaso di argilla nell’antica Babilonia, 3000 a.C.

Giusto per chiarire che il problema educativo è un problema da sempre. In ogni tempo il mestiere di educatori, genitori, insegnanti, allenatori, catechiste è una sfida affascinante e faticosa perché non esistono manuali con le “istruzioni per l’uso”.

InNovaMenti: un impegno condiviso

Questa premessa ci permette di introdurre il progetto che va sotto al nome di “InNovaMenti, posso dire, posso fare, posso esserci” finanziato dal Fondo contrasto alle nuove povertà che vede impegnate sulla stessa sfida sette associazioni operanti sul territorio di Nova Milanese: Fondazione Rossi, A.C. Felicita Merati APS, Circolo Arci Nova APS ,APS Corpo Musicale Santa Cecilia-Centro Musica Insieme, Impronte APS, Libera Accademia di Pittura V.Viviani APS, SpazioVita APS.

Una sfida tra adulti di associazioni con storie, provenienza e sensibilità, differenti, ma che hanno a cuore l’educazione delle nuove generazioni e la consapevolezza che l’educazione non è “emergenza giovani” ma spesso, una fragilità degli adulti, disorientati, impegnati più ad assomigliare ai giovani che a dare loro gli strumenti per crescere.

La necessità di un’alleanza educativa

Le nuove generazioni vivono in questo periodo storico una pressione sociale molto forte che deriva da una moltitudine di fonti come modelli comportamentali distorti, pubblicità insistenti e sollecitazioni costanti. Inoltre, si trovano spesso esposti a messaggi che promettono risultati immediati e facili.

Non è semplice assisterle nel loro percorso verso l’età adulta poiché dobbiamo insegnare loro a intraprendere il cammino che porta alla realizzazione dei propri sogni, a scoprire i loro talenti nascosti, e a faticare affinché possano vedere i frutti del loro lavoro; tutto ciò in un’epoca che sembra spingere verso la facilità e la mancanza di impegno, verso guadagni facili ottenuti con la furbizia invece che con il talento.

Sono necessari maestri, più autorevoli e “attrezzati” di un tempo. Per questo InNovaMenti è una sfida, quella di cercare di lavorare per un obiettivo comune, quello auspicato da Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza e cioè quello di costruire alleanze locali per fronteggiare il problema della povertà educativa. Nel nostro caso un’alleanza educativa.

Il ruolo chiave della comunità educante

I promotori del progetto si sono trovati concordi nella necessità di mettersi insieme per fare diverse cose che andassero in questa direzione.

  • Intercettare e sostenere i ragazzi più svantaggiati, quelli che hanno meno opportunità di far emergere i propri talenti e di realizzare i propri sogni. Ogni singolo ragazzo deve sentirsi valorizzato, non solo per i risultati che ottiene, ma per ciò che è intrinsecamente.
  • Dare ai bambini e ai ragazzi un’opportunità di bellezza, di conoscere persone, luoghi, testimonianze, fare esperienze che possano allargare i loro orizzonti e possano accrescere la loro stima. Solo un ragazzo che sa che qualcuno scommette su di lui sarà spronato a credere ai suoi sogni.
  • Supportare gli educatori, le famiglie, gli insegnanti, perché in una società che cambia velocemente, dove la tecnologia spesso diventa un’opportunità e altre volte un luogo di diseducazione, bisogna non essere soli nell’affrontare il compito educativo. Bisogna essere capaci di interpretare i segnali del presente e trasformare ogni sforzo in un’opportunità.
  • Imparare ad ascoltare i giovani, progettare con loro, accettare gli insuccessi, farne tesoro, curare la formazione di ognuno di noi.

Tali azioni richiedono una Comunità Educante di adulti non solo preoccupati, ma seriamente impegnati, consapevoli che educhiamo con ciò che siamo e non con i discorsi che facciamo. In altre parole, si è fatto chiaro il bisogno di un’alleanza educativa di cui sono capaci solo gli adulti che hanno a cuore i giovani e il loro futuro che poi è il futuro di una società migliore alla quale tutti aneliamo. Da questi presupposti sono nate le attività del progetto InNovaMenti.

Le attività previste da InNovaMenti

Attraverso una serie di azioni mirate sono state affrontate tre importanti tematiche:

  1. salvaguardia dell’ambiente;
  2. rispetto delle differenze e parità di genere;
  3. uso consapevole del digitale.

Per i giovani sono state organizzate due mostre cittadine a misura di ragazzo: “Una domanda che brucia” legata al mondo delle serie tv e “Gli altri siamo noi” sul tema dei pregiudizi. Sono stati poi offerti due laboratori alle classi della scuola secondaria di primo grado. I ragazzi e le ragazze hanno sperimentato l’arte della fotografia e un percorso incentrato sulla riflessione sugli stereotipi e pregiudizi presenti nella società. Inoltre sono state proposte attività extrascolastiche, laboratori artistici, grafici, di educazione digitale, sportivi e gite fuori porta. Infine, sono state realizzate due edizioni di campus estivo, focalizzato sulle tematiche sopra descritte, sperimentate attraverso discipline artistiche.

Ma nella logica del progetto non sono mancate anche attività rivolte agli adulti e, in particolare, alla sfera genitorialità. È stata organizzata una serata con il medico psicoterapeuta Alberto Pellai che ha trattato le sfide educative tra genitori e figli. Abbiamo inoltre ritenuto importante realizzare un canvas per coinvolgere la comunità nel progetto e nell’organizzazione delle future attività, tra cui un’altra mostra tematica intitolata “Enjoy the game: quando lo sport muove la storia”.

Queste attività coinvolgeranno sia le scuole sia la comunità in generale, ponendo un’attenzione particolare sulla società e sulla sua multiculturalità. L’arte, la musica, la scrittura e la fotografia saranno utilizzate come strumenti per favorire il dialogo e la comprensione reciproca. Inoltre, promuoveremo la sostenibilità ambientale e organizzeremo visite guidate ed escursioni che arricchiranno il bagaglio culturale dei partecipanti al progetto.

 

Questo contributo è parte del Focus tematico Collaborare e partecipare, che presenta idee, esperienze e proposte per riflettere sui temi della collaborazione e della partecipazione per facilitare cooperazione e coinvolgimento. Curato da Pares, il Focus è aperto a policy maker, community maker, agenti di sviluppo, imprenditori, attivisti e consulenti che vogliono condividere strumenti e apprendimenti, a partire da casi concreti. Qui sono consultabili tutti i contenuti del Focus.