L’Istat ha pubblicato una nota con i nuovi indicatori demografici dell’Italia, riferiti al 2025. I dati indicano che la popolazione resta stabile, intorno ai 59 milioni di residenti, solo grazie alle migrazioni (440.000 persone in entrata). Continua infatti il calo delle nascite, che arrivano al record negativo di 335.000, con un tasso di fecondità che scende a 1,14 figli per donna. La denatalità nel nostro Paese appare dunque un fenomeno ormai strutturale.
Inoltre, nel panorama europeo l’Italia si conferma uno dei Paesi con la più elevata speranza di vita – nel 2025 arriva a 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne – e con l’età media più alta – 47,1 anni, in crescita di 6 mesi. Non stupisce che gli over 65 siano il 25,1% del totale e che cresca il numero di ultre 85enni (oltre 2,5 milioni). Si tratta di dati che, come vi raccontiamo attraverso il nostro focus sulla long term care, portano con sé sfide complesse per il nostro sistema di welfare.
Un esempio? La composizione dei nuclei familiari. Istat riporta che le famiglie composte da una sola persona sono il 37,1% (erano il 25,9% vent’anni fa) e che in generale sono sempre più piccole (2,2 componenti in media). Un dato che ha enorme conseguenze sulla cura delle persone più anziane.