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Parità e conciliazione: l’Emilia-Romagna scommette su reti territoriali e collaborazioni tra Pubblico e privati

Un bando regionale da 1,6 milioni di euro finanzierà progetti di Comuni ed enti del Terzo Settore per l'occupazione femminile e il welfare aziendale e di comunità.

La Regione Emilia-Romagna ha approvato un nuovo bando biennale da 1,6 milioni di euro per sostenere la presenza paritaria delle donne nella vita economica del territorio. Gli obiettivi sono due. Il primo è favorire l’accesso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro, anche attraverso lavoro autonomo e imprenditorialità. Il secondo è promuovere progetti di welfare aziendale e di welfare di comunità orientati alla conciliazione tra vita, lavoro e cura. È la prosecuzione di un percorso avviato da tempo (ne avevamo parlato qui) e che nel biennio 2025-2026 ha permesso di finanziare 58 progetti.

Un aspetto interessante di questa edizione è che il bando si rivolge esclusivamente agli enti locali, singoli o associati, e agli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS. Saranno inoltre valorizzati i progetti che attivano reti territoriali e collaborazioni tra soggetti pubblici e privati. Una logica vicina a quella del welfare aziendale territoriale o “a filiera corta”, su cui il nostro laboratorio lavora da anni e che abbiamo recentemente approfondito guardando a quanto accade in Veneto.

L’Emilia-Romagna non è infatti l’unica Regione a muoversi in questa direzione. Il Piemonte ha scelto di finanziare reti di imprese anziché singole aziende. La Toscana ha investito risorse FSE+ in piani di welfare e conciliazione. L’Abruzzo di recente ha stanziato 4 milioni di euro per promuovere il welfare nelle imprese. La Lombardia sostiene da oltre dieci anni le Reti territoriali per la conciliazione. Nel complesso è un mosaico di esperienze regionali che vale la pena tenere d’occhio e che, peraltro, sarebbe interessante mettere a confronto.

Con riferimento al nuovo bando dell’Emilia-Romagna, si segnala che i progetti candidabili devono essere avviati nel 2027 e conclusi entro il 31 dicembre 2028. Il costo di ciascun progetto deve essere compreso tra 10.000 e 50.000 euro, con un contributo regionale fino all’80%. Ogni soggetto può presentare una sola domanda.

Le candidature si apriranno il 13 ottobre e si chiuderanno il 13 novembre 2026.

 

 

 

Foto di copertina: Helena Lopes / Unsplash