Oggi l’intelligenza artificiale (IA) applicata all’educazione, come spiegato in un precedente articolo, offre molteplici opportunità per studenti, docenti e scuole, migliorando l’efficienza degli strumenti e delle operazioni, ma non definendo autonomamente gli scopi dell’educazione. Tali dimensioni, allo stato attuale, restano infatti ancorate a valori, contesti culturali e al giudizio umano, rendendo l’intelligenza artificiale uno strumento di supporto complementare ai processi educativi. Di seguito andremo ad analizzare più dettagliatamente quale impatto può avere l’introduzione della AI nei sistemi educativi.

Tre livelli di analisi

L’integrazione di strumenti di intelligenza artificiale nell’ecosistema educativo può essere analizzata attraverso tre livelli: operazioni, azioni e attività.

  • A livello operativo, l’IA permette di automatizzare compiti ripetitivi, migliorando l’efficienza delle azioni quotidiane. Ciò si traduce, ad esempio, in un supporto ai docenti nella gestione di mansioni amministrative e nella sintesi dei contenuti, aumentando la loro produttività.
  • A livello intermedio, l’IA può supportare o sostituire compiti cognitivi specifici, come nel caso di strumenti di tutoring personalizzato o della valutazione automatica, favorendo un apprendimento più strutturato e personalizzato per gli studenti.
  • Infine, il livello delle attività mette in luce i limiti dell’IA nell’ecosistema educativo, stimolando una riflessione critica sul suo ruolo e sulla sua capacità di rispondere alle esigenze pedagogiche e sociali. In questo contesto, l’IA emerge come strumento complementare, utile a potenziare (e non sostituire) il valore umano e a rafforzare le finalità sociali dell’educazione (Tuomi 2018).

Nei paragrafi seguenti sono illustrati alcuni casi che mostrano come l’intelligenza artificiale influenzi, a diversi livelli, operazioni, azioni e attività all’interno dell’ecosistema educativo.

L’evoluzione dei ruoli e delle competenze di docenti, studenti e sistemi educativi

In questo scenario, l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale comporta lo sviluppo di nuove competenze e soft skills per docenti, studenti e sistemi educativi, riconfigurando i rispettivi ruoli. I docenti, ad esempio, non sono più l’unica fonte di conoscenza, mentre gli studenti assumono un ruolo attivo nella co-creazione dei contenuti. L’adozione di modalità didattiche innovative, inoltre, rende l’istruzione più flessibile e inclusiva, promuovendo al contempo lo sviluppo di competenze critiche, metacognitive, etiche e di cittadinanza digitale, nonché percorsi di alfabetizzazione digitale.

In questo contesto, per i docenti è fondamentale sviluppare competenze didattico-metodologiche e impegnarsi in un processo di formazione continua. L’Unione Europea in questo senso ha introdotto il DigiCompEdu, un quadro di riferimento per le competenze digitali dei docenti, che identifica le competenze tecniche, pedagogiche e professionali necessarie per integrare efficacemente e criticamente il digitale nell’insegnamento, sottolineando il ruolo centrale del docente nella didattica, nella valutazione e nello sviluppo delle competenze digitali degli studenti (Bocconi et al. 2017).

Per gli studenti, è essenziale sviluppare autonomia e competenze trasversali, come il problem solving, integrandole con una solida alfabetizzazione digitale, abilità di cittadinanza digitale e capacità di pensiero critico. L’acquisizione di queste abilità permette di utilizzare le tecnologie in modo consapevole, collaborativo e riflessivo, favorendo una partecipazione responsabile e la capacità di prendere decisioni informate.

In parallelo, i sistemi educativi vedono il proprio ruolo trasformato, con l’introduzione di governance differenti, capacità di valutazione dei rischi, competenze digitali e la promozione di progettazione partecipata (Tuomi 2018; MIM 2025).

Opportunità per l’ecosistema educativo…

L’uso dei sistemi di IA generativa1 (GenAI) nei processi formativi e di apprendimento offre numerosi benefici, contribuendo da un lato a valorizzare il ruolo del docente, mettendo al centro gli studenti e facilitando una maggiore connessione tra la scuola e la società contemporanea. Ciò avviene attraverso il miglioramento dei processi organizzativi e amministrativi, garantendo maggiore efficienza, trasparenza e qualità dell’offerta formativa.

Tra i principali vantaggi per i docenti, si evidenziano la possibilità di progettare e personalizzare la didattica, adattando materiali didattici e utilizzando sistemi di tutoraggio e accompagnamento degli studenti. Questo favorisce la creazione di percorsi di didattica inclusiva e ottimizza i tempi di lavoro.

Gli studenti, invece, beneficiano dell’introduzione dell’IA favorendo approcci collaborativi, lo sviluppo di competenze trasversali e soft skills, nonché a una maggiore accessibilità e inclusione. L’IA fornisce loro strumenti per esplorare contenuti interdisciplinari e complessi.

Inoltre, i sistemi educativi possono raccogliere e analizzare big data, supportando così le decisioni pubbliche e contribuendo all’individuazione di criticità strutturali all’interno del sistema educativo.

… e criticità a cui fare attenzione

L’implementazione della AI nell’ecosistema educativo non è tuttavia priva di rischi, soprattutto con riferimento agli studenti che sono probabilmente i più vulnerabili. In questo contesto si colloca ad esempio il concetto di onlife, che descrive l’ibridazione tra la dimensione fisica e digitale, basandosi sulla dissoluzione dei confini tra il reale e il virtuale, sulla sovrabbondanza informativa e sul passaggio dal valore delle entità a quello delle relazioni (Floridi 2015). L’IA modella infatti esperienze e relazioni, rendendo essenziale promuovere pensiero critico, consapevolezza e responsabilità per aiutare i giovani a interagire autonomamente e in sicurezza con gli ambienti digitali.

Un concetto connesso è la filter bubble, che descrive come gli algoritmi personalizzino le informazioni, riducendo la varietà delle notizie e rafforzando convinzioni preesistenti (Arguedas et al. 2022). Questo fenomeno limita il pluralismo informativo e le occasioni di confronto, indebolendo il dialogo sociale e democratico, specialmente durante l’adolescenza.

Per i giovani, la filter bubble è particolarmente problematica, poiché l’IA filtra e genera contenuti coerenti con i comportamenti passati, restringendo le opportunità di esplorazione e lo sviluppo del pensiero critico. Inoltre, è importante menzionare il digital divide, una disuguaglianza nell’accesso, nelle competenze e nell’uso delle tecnologie digitali, che può rafforzare le disuguaglianze sociali preesistenti e generarne di nuove, fungendo da barriera all’accesso all’istruzione digitale e ostacolando la partecipazione ai processi educativi innovativi.

Reti per l’innovazione educativa: esperienze virtuose europee

Per comprendere meglio l’impatto che già ora l’intelligenza artificiale sta avendo su diversi ecosistemi educativi è possibile guardare ad alcune esperienze in atto in Europa.

In tale contesto, l’integrazione dell’IA nei sistemi scolastici sta avvenendo principalmente tramite progetti pilota e iniziative sperimentali – che seguono un approccio graduale, sperimentale e regolato – ponendo particolare attenzione agli aspetti etici, giuridici e alla protezione dei diritti, soprattutto dei minori. Un approccio che, come abbiamo spiegato già in un precedente articolo, appare fondamentale per implementare positivamente la AI in campo educativo.

Questi progetti adottano infatti un modello di governance collaborativo, coinvolgendo vari attori e concentrandosi sulla creazione di reti e cornici comuni di riferimento (European Schoolnet 2025).

Un esempio rilevante è il progetto AI-DL che, a partire da marzo 2025, mira a rafforzare la data literacy di docenti, istituzioni scolastiche e policy makers attraverso la  co-progettazione di interventi e sperimentazioni tramite una rete di enti pubblici, ricercatori e esperti da vari paesi europei tra cui l’Italia. Il progetto pone particolare attenzione ai valori democratici, all’etica e alla riflessione critica sui dati, con un approccio co-creativo e sperimentale.

In questo contesto, si colloca anche l’iniziativa UE-UNESCO FutureProof Education, una piattaforma che dall’agosto 2025, si propone di sviluppare strategie collettive e innovative tra Belgio, Germania, Irlanda, Lussemburgo e Svezia, fungendo da contenitore e catalizzatore di linee guida e strumenti, e favorendo la co-creazione di toolkit operativi e risorse formative per il personale educativo. In questo caso, la progettualità pone l’accento sulla creazione di comunità di pratica che promuovano l’uso etico, significativo e sicuro dell’intelligenza artificiale nelle scuole.

Infine, a livello italiano, il PNRR ha reso possibile l’implementazione di Scuola Futura, una piattaforma che offre al personale scolastico numerosi percorsi formativi dedicati alla didattica digitale integrata, allo sviluppo di competenze innovative e a iniziative volte a ridurre la dispersione scolastica.

Verso un ecosistema educativo più inclusivo e innovativo?

L’integrazione della GenAI nell’educazione sta trasformando profondamente gli strumenti, i ruoli e le finalità educative, offrendo opportunità per la personalizzazione dell’apprendimento, l’efficienza organizzativa e l’inclusione. Questo processo solleva però alcune questioni legate al senso educativo, al pluralismo informativo e alle disuguaglianze digitali.

In un contesto onlife in cui i contenuti a cui i giovani sono esposti risultano spesso condizionati dai meccanismi della filter bubble diventa infatti fondamentale promuovere pensiero critico, consapevolezza e responsabilità e investire nella formazione continua, nella progettazione partecipata e nella governance digitale per accompagnare in modo efficace e responsabile l’integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale.

Le iniziative attualmente in corso in diverse parti d’Europa, brevemente richiamate sopra, sembrano delineare un percorso verso la costruzione di un ecosistema educativo più inclusivo e innovativo, orientato a un’integrazione responsabile delle nuove tecnologie e attento alla tutela del capitale umano, della partecipazione e dell’equità.

È tuttavia necessario non lasciarsi sopraffare dalla facilità e dalla rapidità con cui questi strumenti si diffondono nella vita quotidiana. L’interazione, il dialogo, il confronto e l’elaborazione collettiva rappresentano infatti elementi essenziali per contrastare i processi di atomizzazione e individualizzazione sociale, all’interno dei quali il welfare di prossimità — anche attraverso un uso consapevole della tecnologia — può contribuire a rafforzare legami, relazioni e forme di coesione.

 

 

Per approfondire

Note

  1. L’intelligenza artificiale generativa è un tipo di sistema di IA in grado di generare contenuti originali e adattabili, come testi o immagini, attraverso l’uso di modelli “addestrati” su grandi quantità di dati. Si tratta di sistemi di natura general-purpose, non progettati quindi per specifici ambiti di applicazione.
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