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Promuovere l’inclusione nel mondo del lavoro di donne fragili – come donne vittime di violenza, ospiti di comunità e in condizione di svantaggio sociale – che vivono nel territorio di Novara: questo è l’obiettivo di WAW – Women at Work, un progetto finanziato nell’ambito del programma Interreg Italia-Svizzera, ovvero dal Fondo europeo di sviluppo regionale che ha l’obiettivo di sostenere la cooperazione transfrontaliera. Uno dei partner del progetto è Filos Formazione, un’agenzia formativa, accreditata per i servizi al lavoro, situata nel quartiere più multietnico della città piemontese, Sant’Agabio, alle spalle della stazione ferroviaria.

Il progetto, realizzato grazie a una rete di otto partner (sei italiani e due svizzeri), prevede anche un coinvolgimento di Percorsi di secondo welfare, che svolgerà un’azione di monitoraggio. Attraverso di esso si intende accompagnare e sostenere il percorso di autoriflessività delle professioniste coinvolte nella quotidianità del progetto e analizzare gli effetti dello scenario pandemico sul processo di implementazione delle attività e sui percorsi verso l’autonomia delle donne coinvolte.

Di seguito vi raccontiamo brevemente gli obiettivi del progetto e alcune delle prime indicazioni emerse dall’avvio del progetto, che si concluderà a ottobre 2022.

Una donna cuce a macchina, prima foto progetto waw novara

Percorsi di empowerment per donne in condizioni di svantaggio

Nell’ambito di WAW, Filos Formazione ha avviato una specifica attività volta a sostenere percorsi verso l’autonomia socioeconomica di 50 donne. Saranno prese in carico donne in situazione di vulnerabilità e di svantaggio socio lavorativo (vittime di violenza domestica anche residenti in Case rifugio, vittime di tratta, titolari di nuclei familiari monoparentali, in situazioni familiari multiproblematiche, residenti presso strutture di accoglienza, in situazioni di svantaggio socioeconomico) segnalate e prese in carico dai servizi sociali del Comune di Novara e dal Consorzio CISA Ovest Ticino.

Questa attività prevede percorsi di self-empowerment personale, che attraverso progetti individualizzati e strumenti adeguati possano portare a sviluppare competenze atte a creare le condizioni per un percorso di autonomia. Un’equipe multidisciplinare di operatrici (tra cui la Responsabile Politiche Attive, una psicologa ed un’educatrice) sono impegnate nella loro costruzione.

Si tratta di percorsi che vanno dai colloqui individuali a incontri di gruppo sulle regole di comportamento atte a prevenire il contagio da Covid-19, dal rafforzamento dell’autostima a incontri formativi sulle caratteristiche del mercato del lavoro, fino a laboratori di orientamento e formazione esperienziale (ad esempio di cucina e di sartoria) e tutoraggi personalizzati in caso di inserimento in tirocinio (azione per il quale è previsto un finanziamento del Comune di Novara). In tal senso sono state già avviate alcune attività come laboratori di cucina creativa presso la cooperativa Gerico e in collaborazione con “L’orto in Cucina” e laboratori di sartoria presso la stessa sede di Filos Formazione.

Una donna cuce a mano, progetto waw novara

Sperimentare sul campo l’attivazione di soggetti fragili

Le esperienze di attivazione di persone in situazione di svantaggio, come quelle qui raccontate, quando accompagnate dall’analisi dei meccanismi e dalle riflessioni delle operatrici, dovrebbero ricevere, a nostro avviso, una maggiore attenzione nel contesto attuale. Diversi i punti di contatto con temi di stringente attualità per le evoluzioni del welfare.

Si pensi, ad esempio, al controverso tema relativo all’effettiva attivazione dei beneficiari di misure di assistenza sociale, ad esempio il Reddito di Cittadinanza che è la maggiore misura di contrasto alla povertà presente a livello nazionale e di cui beneficiano alcune donne prese in carico dal progetto WAW. O, ancora, alla rinnovata importanza che assumono oggi le politiche attive del lavoro nell’ambito del GOL, la Garanzia Occupabilità dei Lavoratori: il piano di 5 miliardi di euro del Governo Draghi per promuovere un migliore incontro tra domanda e offerta di lavoro e che prevede azioni dedicate a donne, disoccupati di lunga durata, giovani under30, lavoratori over55.

Da questo punto di vista, esperienze come quella descritta – volte a promuovere un avvicinamento al lavoro, con attenzione alle fragilità e vulnerabilità delle persone – possono offrire spunti di riflessione interessanti per la progettazione e l’implementazione delle politiche a livello locale. E in questo senso sarà interessante raccontarvele.